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La Polonia alla fine del XVI secolo

Mentre la Controriforma aveva trovano un appoggio nella Spagna (in Occidente)e negli Asburgo (in Oriente), nell’Europa settentrionale era la Polonia a costituire un baluardo contro la Riforma, grazie alla diplomazia e all’energica attività dei gesuiti.
Verso la metà Cinquecento, la Polonia si trovava in piena decadenza: la presenza di un’aristocrazia turbolenta e anarchica ed una costituzione arretrata facevano in modo che lo stato fosse incapace di sostenere il confronto e l’urto con stati più moderni. A questi conflitti interni, si aggiungevano quelli religiosi, causati dall’arrivo di protestanti provenienti un po’ da tutta Europa, Italia compresa.
Nel 1573 la dinastia degli Jagelloni si era estinta, comportando un periodo dio lotte per l’accesso al trono. Tuttavia la situazione polacca migliorò grazie allo sforzo combinato di due sovrani (Stefano Bàthory e Sigismondo III Wasa) e della Compagnia di Gesù. Mentre i primi cercarono di estendere la religione cattolica nei territori vicini con l’obiettivo di raggiungere l’egemonia polacca sul Baltico, i Gesuiti operavano per distruggere il protestantesimo facendo diventare la Polonia una roccaforte del cattolicesimo. Ci furono due tentativi di espansione: quello nei confronti della Svezia andò fallito per la resistenza opposta sia dal re (cugino di Stefano Wasa) che dagli ambienti protestanti e anche quello nei confronti della Russia non riuscì. In Russia l’ultimo figlio di Ivan il Terribile, Demetrio, era scomparso e sul trono era salito un usurpatore, Boris Godunov. I polacchi unitamente ai Gesuiti tentarono di impadronirsi della corona facendo installare sul trono un falso Demetrio. Se il tentativo fosse riuscito, la Russia sarebbe diventata cattolica e la storia del mondo avrebbe avuto una svolta molto diversa. Tuttavia il forte sentimento nazionale russo reagì, opponendosi violentemente alla penetrazione missionaria dei Gesuiti. Dopo un periodo di agitazioni che estende finoal primo decennio del XVII secolo, il trono russo passo alla dinastia dei Romanoff, con lo zar Michele e vi resterà fino al 1917.
Falliti questi due tentativi, ora la Polonia si trovava a fronteggiare la potenza svedese sia dal punto di vista che religioso anche perché la Svezia era ben pronta a prendere parte ai conflitti dell’Europa centrale per trarne un vantaggio.
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