Ominide 1445 punti

Controriforma

Alla riaffermazione dei dogmi e alla riforma interna disciplinare si accompagnò un’azione repressiva. Paolo III, su incitamento del cardinale Carafa, futuro Paolo IV, diede vigore al Tribunale dell’Inquisizione per la lotta contro l’eresia e la stregoneria. In quegli anni, infatti, riscuoteva successo l’Inquisizione spagnola che dipendeva direttamente dalla Corona. Il papa pose il tribunale sotto la direzione della Congregazione del Santo Uffizio che volle essere strumento di repressione rispetto alle eresie e di recupero della cattolicità nei territori ancora non completamente sostenitori della riforma. Paolo IV riorganizzò la censura della stampa e fissò i criteri per la compilazione di un Indice di libri proibiti, stilato nel 1559.
Allo spirito repressivo della controriforma si opposero alcune personalità come Giordano Bruno, frate domenicano che contrastava gli aspetti della religione cattolica frutto della superstizione e sosteneva una ripresa del dialogo con i protestanti, Tommaso Campanella, anch’esso frate domenicano, che elaborò l’utopia di una società governata da una monarchia universale che avrebbe rinnovato la Chiesa. In Calabria questi si pose a capo di una congiura per abbattere il dominio spagnolo e realizzare il suo ideale di società che però fallì. Infine Paolo Sarpi discusse dei rapporti tra Chiesa e Stato in seguito ad uno scontro fra la Santa Sede e la Repubblica di Venezia riguardo all’arresto da parte del governo veneziano di due preti, non consentito dal principio valido secondo cui la Chiesa godeva di autonomia giuridica rispetto allo Stato.
Si svilupparono ordini religiosi che mirarono a far crescere all’interno della Chiesa una maggiore sensibilità verso la solidarietà sociale, che si spesero per aiutare gli uomini nella sofferenza. Dettero alla chiesa quella capacità di recuperare la propria missione, attuando un processo di moralizzazione. Il più importante è quello dei gesuiti, fondato nel 1534 da Ignazio di Loyola, un ufficiale spagnolo che dopo essere stato ferito in un assedio entrò in crisi mistica e pensò che sarebbe dovuto diventare difensore della fede con la parola e non più nei campi di battaglia. Egli doveva cercare di diffondere il Vangelo a quei popoli ancora pagani e riteneva la Compagnia di Gesù come un subordine a difendere l’autorità del papa con la predicazione e la formazione dei giovani, in particolare nobili, e del popolo. Era un ordine che si legava direttamente all’autorità del papa e del proprio generale. Attività missionarie furono compiute anche oltremare da Francesco Saverio in India e Giappone e da Matteo Ricci in Cina, in cui l’opera di evangelizzazione fu vista bene in un primo momento e poi rifiutata dalle autorità che vi vedevano un tentativo di colonizzare i territori ed erano preoccupate di difendere le tradizioni. I gesuiti trovarono la vocazione nel dedicarsi alla formazione dei giovani, dei nobili e dei regnanti.
Furono nel 600 l’ordine più vicino al potere come confessori dei re e eminenze di palazzo. Svolgevano inoltre attività diplomatiche nelle corti ancora fedeli al papa. Essi si dedicarono alla formazione dei giovani istituendo collegi. Per diventare insegnanti fu istituito un corso di studi di undici anni. I gesuiti erano molto blandi nelle penitenze e disponibili al perdono. Andavano così incontro al desiderio della società, sottoposta alla loro educazione attraverso l’ampliamento del culto delle immagini, che anche il popolo analfabeta poteva svolgere e attraverso la pratica di liturgie fastose che davano il senso di appartenere ad un culto ricco. Fecero perciò costruire chiese che dessero questo senso di magnificenza. In generale quindi contribuirono a realizzare un'opera di disciplina sociale sia per l’alta società che per il popolo analfabeta, essendo presenti nella vita delle persone.

Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Calendario Scolastico 2017/2018: date, esami, vacanze