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I piccoli stati italiani nella 2.a metà del XVI secolo


La seconda metà del XVI secolo, successiva al trattato di Cateau-Cambrésis corrisponde ad una paralisi della Francia causata dalle guerre di religione corrispondente ad un maggior asservimento degli stati italiano nei confronti della monarchia spagnola. Tutti gli stati, anziché mostrare una ricerca di autonomia di fronte all’ingerenza di Filippo II, preferiscono muoversi lungo le direttrici dell’azione politica, militare e religiosa della spagna e mettere a suo servizio le proprie forze. Se i grandi stati sono quelli più esposti alla pressione fiscale della burocrazia di Madrid,molti piccoli stati, invece riescono in qualche modo a ritrovare un momento di ripresa dopo un periodo di lunghe guerre combattute nella prima metà del secolo, anche se non riescono a raggiungere lo sviluppo commerciale industriale finanziaria dell’Olanda, dell’ Inghilterra o della Francia.
I piccolo stati italiani sono: il ducato di Parma, il ducato di Mantova, il ducato di Urbino, la Repubblica di Lucca, il ducato di Ferrara. Questi piccoli stati hanno tutti un denominatore che li accomuna dopo il trattato di Cateau-Cambrésis: l’obbedienza alla monarchia spagnola tali da essere considerati dominio indiretto di Madrid.
Il ducato di Parma apparteneva ai Farnese. Nella seconda metà del XVI secolo, si distingue Alessandro Farnese per essere intervenuto accanto alla Spagna nella guerra delle Fiandre. Infatti gli fu affidato il comando dei reggimenti spagnoli di stanza in Italia che venivano mandati nei Paesi Bassi.
Il ducato di Mantova era governato dai Gonzaga. l Ducato aveva avuto inizio nel 1530 con Federico II, con la concessione del titolo da Carlo V, sovrano del Sacro Romano Impero. Il duca di Mantova fu anche marchese e successivamente duca del Monferrato.
Il ducato di Urbino era in mano ai della Rovere
La Repubblica di Lucca costituì un caso a parte. In mezzo ad un generale sfacelo economico essa riuscì a mantenere un residuo della sua antica ricchezza
Ferrara era governata dagli Este. Questi ultimi erano sempre stati alleati dei Valois, ma ora, in concomitanza con la crisi francese, gli Estensi si trovavano isolati. Fu così che, nel 1598, papa Clemente VIII approfittò dell’estinzione del ramo diretto della casata d’Este per rivendicare a favore dello Stato Pontificio il dominio di Ferrara. I possessi degli Estensi si ridussero così a comprendere solo Reggio e Modena ed è in questa ultima città che trasferirono la propria residenza
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