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LA NASCITA DELLE NAZIONI MODERNE


Tra la fine del 1400 e i primi anni del 1500 in Europa cominciano a nascere le moderne Nazioni, territori abitati da popolazioni che parlano la stessa lingua, che condividono le stesse tradizioni, la stessa cultura e religione e soprattutto governati da un'unica monarchia. Parallelamente a questo fenomeno, si registra anche l'inizio delle cosiddette"Chiese nazionali", ovvero lo svilupparsi di singole chiese legate sempre allo Stato di appartenenza e in cui il clero risponde in primo luogo alla sua monarchia e non più soltanto al papa. Le chiese nazionali si completeranno in Europa nel corso del 1500 dopo la traumatica esperienza della Riforma luterana che spaccherà irreversibilmente il mondo cristiano.
Gli Stati o Nazioni che sorgono nel 1500 sono la Francia (con la riunificazione avvenuta al termine della guerra dei Cento anni e la cacciata degli Inglesi), l'Inghilterra (al termine della Guerra "delle due rose" che ha visto contrapporsi le due importanti dinastie degli York e dei Lancaster: un conflitto sanguinosissimo che ha sacrificato un'intera generazione di giovani aristocratici, lasciando spazio alla dinastia dei Tudor che da questo momento in poi assumerà il potere, eleggendo i futuri sovrani) e la Spagna che si consolida grazie al matrimonio tra Ferdinando e Isabella, sovrani di Castiglia e dell'Aragona.
Nel 1492 il dominio sull'intero territorio viene stabilito con la vittoria militare e la successiva cacciata dell'ultimo Califfato musulmano presente in Europa, quello di Granada. Nello stesso anno verranno allontanati dalla Spagna tutti gli ebrei incamerando nello Stato gli ingenti beni immobiliari: inizierà un'ulteriore diaspora degli ebrei nel bacino del Mediterraneo, i sefarditi. Per ringraziare Dio dell'eliminazione di musulmani ed ebrei, i re "cattolici" consegneranno a Colombo le tre caravelle, con le quali il genovese scoprirà il nuovo mondo. La cacciata degli ebrei e dei musulmani viene chiamata la Grande Reconquista.

GLI STATI ITALIANI


Nel corso del 1400 in Europa stanno maturando le grandi Nazioni moderne (Francia, Inghilterra e Spagna), mentre in Italia permangono gli Stati regionali. Quelli maggiormente importanti si trovano nel centro-sud e sono: il Regno delle due Sicilie (Meridione italiano escluso il Lazio) che nel corso dei secoli, dopo la morte di Federico II nel 1250 e l'uccisione del figlio Manfredi nel 1266, è finita sotto gli Angioini (dinastia francese), ma a partire dal 1302 c'è stata la spaccatura del regno; lo Stato pontificio dopo la fine della Cattività Avignonese e dello Scisma d'Oriente i papi hanno incominciato ad allargare il loro potere e il loro territorio allargandosi anche sull'Umbria, le Marche e la Romagna fino al Po; il Ducato di Toscana è un'estensione del potere di Firenze.
Dopo la fine dell'esperienza drammatica dei Ciompi, Firenze diventa uno Stato oligarchico, perché non più di 6.000 cittadini avevano il diritto di voto e potevano assumere cariche amministrative che appartenevano alle arti maggiori. A porre fine a tutto questo ci penseranno i Medici, ricchi mercanti e banchieri che, con Giovanni e Cosimo, fondano la dinastia, allargando progressivamente il loro territorio sulle città vicine e quindi quasi sull'attuale Toscana.
La Repubblica Serenissima di Venezia è uno Stato oligarchico. La novità nel corso del 1400 è rappresentata dal fatto che Venezia inizia a rinunciare al suo potere marittimo. Sulla rotta che conduceva ai porti del Medio Oriente, Venezia aveva conquistato basi commerciali in Dalmazia, Peloponneso, Creta e Cipro. Pian piano comincia a rinunciare al suo Impero marittimo e a rivolgere l'attenzione all'entroterra sia in Veneto che il Lombardia. L'entroterra significa la conquista di grandi territori nella zona del Delta, dove nascono tutte le comunità che ancora oggi portano il nome delle famiglie veneziane e conquistano Brescia e Bergamo.
Nello Stato di Milano vi è al potere la dinastia dei Visconti. Estende il proprio potere dalla città verso le città vicine, arrivando a comprendere in alcuni momenti territori come Bologna o la Garfagnana in Toscana.
Oltre a questi Stati regionali di maggiori dimensioni, vanno aggiunti almeno 5-6 Stati più piccoli e di minore importanza. Iniziando da Nord-Ovest vanno ricordati: il Ducato di Savoia, una dinastia d'origine francese che porterà la sua capitale al di qua delle Alpi, fissandola a Torino. Nel corso dei secoli si trasformerà in Principato e poi in Regno. Sarà proprio questa dinastia a dar vita all'unificazione nazionale che avverrà nel 1861 con Vittorio Emanuele II.
Questo regno comprendeva oltre al Piemonte (tranne la zona del Monferrato) l'intera Val d'Aosta e successivamente assorbirà l'intera Liguria che nel 1400 è ancora uno Stato autonomo e indipendente: la cosiddetta Repubblica di Genova, una struttura oligarchica come Venezia. La Repubblica di Genova fondava la sua ricchezza sul commercio marittimo, possedendo scali commerciali in differenti porti del Mediterraneo. Dominata dalla dinastia dei Doria è giunta allo status di Repubblica agli inizi del 1400. Possedeva l'intera isola della Corsica, ceduta poi ai francesi. Verrà sorbita dallo Stato dei Savoia.
Il Ducato degli Estensi comprendeva i territori di Ferrara e di Modena ed era dominato dalla dinastia originaria della bassa padovana, enormemente arricchitasi con il commercio. Assumerà un ruolo importante nell'ambito dell'arte e della letteratura, ospitando alla sua corte grandi poeti e intellettuali, come Ariosto e Tasso. La dinastia si estingue sul finire del 1500 e quindi l'intero territorio (tranne Modena) verrà aggregato allo Stato pontificio in base a un accordo precedentemente stipulato e denominato "devoluzione". Modena sarà governata da un ramo cadetto e non riconosciuto dagli estensi. Il Ducato di Mantova: minuscolo Stato dominato dalla dinastia dei Gonzaga. Strategicamente irrilevante assumerà un ruolo artistico di grande importanza con la costruzione del castello, del Palazzo del Te e le grandi piazze cittadine.
Per completare il quadro della penisola vanno citati ancora il Marchesato di Saluzzo, il Marchesato di Monferrato, entrambi in Piemonte; all'estremo nord il Vescovado di Trento; nella Toscana, la Repubblica di Lucca e quella di Siena che qualche decennio più tardi entreranno a far parte del Granducato sotto la dinastia medicea.

LE COMPAGNIE MERCENARIE


Tra il XIV e il XV secolo l'arte della guerra cambia rapidamente: diminuisce sempre di più l'importanza della cavalleria, aumenta invece quella della fanteria in particolare quella delle truppe mercenarie, ovvero dei soldati che combattono per denaro. L'ultima grande innovazione è l'utilizzo delle armi da fuoco. Questa tecnica è un'invenzione cinese arrivata in Europa intorno alla metà del 1400. In particolare la polvere da sparo (una miscela di zolfo, carbone e salmitro), era già utilizzata da secoli in Oriente per i fuochi d'artificio, come riporta ampiamente Marco Polo nel suo "Milione". In Europa verrà utilizzata per gli archibugi, i cannoni e le bombarde, quindi sia per le armi individuali sia per le artiglierie, le quali servivano negli assedi alle città per abbattere pezzi di muro o porte di legno.
Anche queste armi vengono portate in Italia dalle compagnie di ventura, le quali le utilizzavano in piccoli reparti a supporto della lancia e della balestra. Ognuna di queste compagnie aveva un condottiero che provvedeva in proprio ad arruolare, ad addestrare e pagare i soldati; anche se quasi sempre il loro compenso era dato dai beni che riuscivano a saccheggiare nelle città o nei villaggi conquistati. In sostanza le compagnie diventano vere e proprie aziende che talvolta promettevano al condottiero di diventare principe: è il caso di Muzio Attendolo Sforza il cui figlio Francesco diventerà signore di Milano all'estinzione della dinastia dei Visconti. Altro grande capitano di ventura è Francesco Bussone, detto il Carmagnola, che combatterà per Milano e poi per Venezia, ispirando la celebre tragedia di Alessandro Manzoni. Vanno ricordati ancora tra i grandi condottieri Federico da Montefeltro che prenderà il potere diventando signore di Urbino; infine Giovanni de Medici detto "delle Bande Nere" che combatterà per conto dello Stato pontificio.

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