Monarchie assolute e monarchie costituzionali
In Francia e in Spagna i sovrani tentano di costruire una forma di governo chiamata «monarchia assoluta» Assoluta = absoluta legibus, ovvero «sciolta dal vincolo della legge»: il sovrano sta al di sopra della legge, può modificarla in base alle sue esigenze.In Inghilterra, invece, il ruolo del sovrano continua ad essere limitato dal Parlamento (vd. la Magna Charta, 1215). Si arriverà nel 1689 a una vera e propria monarchia costituzionale. Per governare con forza, i sovrani devono saper gestire in modo astuto ed efficace il rapporto con i ceti sociali: un caso esemplare è il regno di Elisabetta.
Con la monarchia assoluta entrano in crisi le assemblee dei ceti, luogo di espressione del dissenso nei confronti del sovrano e luogo di rappresentanza dei poteri «periferici» Gli Stati generali in Francia, ad esempio, non saranno più convocati fino al 1789. In Inghilterra, invece, il sovrano deve essere abile nel gestire gli equilibri all’interno del Parlamento. Un caso esemplare è il regno di Elisabetta.
Il ruolo dei favoriti del re
Nel Cinquecento il sovrano governa da solo, facendosi aiutare o consigliare da ministri che hanno per lo più il ruolo di funzionari. Nel Seicento si impone in Francia e Spagna un nuovo sistema: affidare il governo a un «principale ministro» o «favorito» (valido in Spagna).Il favorito del re si assumeva la responsabilità di governo attirando su di sé i conflitti e i giochi delle fazioni e preservando la figura del re e quindi anche l’integrità dello Stato. In cambio di questo ruolo, hanno diversi vantaggi: si arricchiscono ed esercitano un enorme potere. Nella Francia dei Seicento i due grandi favoriti sono Rechelieu e Mazarino, che governarono anche in momenti di vuoto di potere. In Spagna è particolarmente famoso il conte duca di Olivares, ministro di Filippo IV e responsabile dell’ingresso della Spagna nella sanguinosa Guerra dei Trent’anni.
La Francia
Parlamenti: non sono assemblee legislative, ma organi che amministrano la giustizia a livello regionale. Sono costituiti da borghesi e possono avere diritto di rimostranza nei confronti delle decisioni del re. Stati Generali: l’assemblea dei tre stati sociali (Nobiltà, Clero e terzo stato, che comprendeva soprattutto rappresentanti della borghesia).
L'amministrazione dei territori spagnoli
Filippo II amministra un territorio costituito da province e regni affidati al governo di viceré o governatori. La politica della monarchia era tracciata dai Consigli, cioè ministeri articolati nei diversi settori dell’attività amministrativa: il Consiglio di Stato, costituito da uomini di corte,definiva la strategia politica generale ed estera; l’Hacienda real gestiva la politica economica; il Consiglio della Guerra si occupava dell’esercito; il Consiglio dell’Inquisizione era responsabile delle questioni religiose; i Consigli territoriali amministravano l’Aragona, la Castiglia, l’Italia e le colonie americane.
La Francia: nobiltà di spada vs nobiltà di toga
In Francia: vendita delle cariche, da quelle maggiori (i magistrati dei Parlamenti) a quelleminori. Nuova nobiltà “di toga” a cui si oppone la nobiltà di spada. La borghesia si assimila alla nobiltà e acquisisce (acquistandoli) cariche pubbliche e ruoli amministrativi, avvicinandosi alla corte. Gli Stati generali: il terzo stato si avvicina alla nobiltà. Non vengono convocati fino alla rivoluzione francese. In seguito ai conflitti tra nobiltà di toga e nobiltà di spada si rafforza la monarchia e quello che sarà chiamato il sistema dell’”antico regime”.
La Francia di Richielieu
Nel 1610 Enrico IV di Francia fu assassinato. Il suo successore, Luigi XIII, non aveva ancor raggiunto la maggiore età. Si verificò così un periodo di debolezza del potere sovrano, durante in quale si verificarono significativi disordini interni. La situazione si ricompose solo nel 1624, grazie alla mediazione del cardinale Armand-Jean du Plessis de Richelieu, consigliere di Stato.
La Francia di Mazarino
Dopo la morte di Luigi XIII, la Francia si trovò nuovamente in una crisi politica causata dalla necessità di ricorrere a una reggenza. Il potere fu assunto dal cardinale Giulio Mazarino, successore e da tempo collaboratore di Richelieu. Mazarino affrontò una situazione interna difficile, in cui le resistenze alla politica accentratrice della monarchia erano diffuse in tutti gli ordini. La crisi scoppiò tra il 1648 e il 1653, il cosiddetto periodo della Fronda, quando Mazarino decise di aumentare il carico fiscale per finanziare la guerra.Nell’agosto 1649, però, il timore che la ribellione popolare degenerasse indusse i parlamentari a trovare un accordo con la corte. Nel 1650 si verificò una nuova crisi: questa volta fu l’aristocrazia a ribellarsi, dando inizio alla Fronda dei prìncipi. Il movimento, contrario all’assolutismo monarchico, fu appoggiato anche dai parlamentari e coinvolse nella rivolta i contadini e il popolo urbano. Mazarino risolse la situazione organizzando una spedizione militare nei pressi di Parigi nel 1652. Ristabilito l’ordine interno, poté finalmente dedicarsi alla guerra contro la Spagna che era continuata dopo la pace di Vestfalia (1648).
Nel 1655 il cardinale strinse alleanza con l’Inghilterra e nel 1658 a Dunkerque gli Anglo-Francesi sconfissero le truppe di Filippo IV. Nel 1659, infine, fu firmata la pace dei Pirenei, che sanzionò il primato francese in Europa.
Inghilterra: la crisi dei lord
Il lungo regno di Elisabetta vide una progressiva erosione del rango e del potere della grandissima aristocrazia dei «Pari»: soltanto una sessantina di famiglie, i cui capi costituivano, insieme con i vescovi, l’aristocratica camera dei Lord, la camera alta del Parlamento. Le famiglie si estinguono, se mancano eredi maschi, ed Elisabetta tendeva a non creare nuovi Lord. Alcune di queste famiglie, nel Nord, cioè ai confini con la Scozia, erano rimaste cattoliche.
L'ascesa della gentry
Piccola aristocrazia rurale («gentlemen of the country») formata da antiche famiglie proprietarie e da ricchi non-nobili che acquistano un maniero a cui è associato anche un titolo. Servono gratuitamente come Justices of the Peace (giudici di pace): giurisdizione minore, amministrazione locale, ordine pubblico, selezione dei candidati alle Contee per la Camera dei Comuni. Sostituiscono gli sceriffi regi senza costare alla Corona. Fanno parte della camera dei Comuni nel Parlamento.
Il fenomeno delle recinzioni
Privatizzazione di terre comuni (common land) e campi a coltura aperta mediante recinzione e conversione a pascolo ovino. Motivi economici: Prezzo della lana in forte crescita → pascolo più redditizio dei cerealiProprietari (gentry inclusa) mirano ad aumentare rendite e liquidità.
Impatto sociale: Espulsione di contadini e piccoli affittuari: la pastorizia richiede meno
manodopera. Rottura dell’equilibrio comunitario rurale; tensioni e proteste locali.
Il malcontento in Inghilterra
Nel contesto dell’epidemia rivoluzionaria, il caso più importante fu la rivolta che esplose in Inghilterra contro i sovrani della dinastia Stuart. Gli Stuart, che ressero l’Inghilterra dal 1603 al 1688, tentarono più volte di imporre al Paese una monarchia assoluta, ma incontrarono una forte resistenza nella società inglese: dal punto di vista religioso, cresceva un vasto dissenso nei confronti della Chiesa anglicana. Molti fedeli aderirono al movimento puritano;sul piano economico, i ceti produttivi tolleravano sempre meno l’intromissione della monarchia nella vita economica; in ambito politico e giuridico, il sovrano Carlo I tentò di imporre l’assolutismo, rifiutando le rivendicazioni del Parlamento.
Questi fattori fecero precipitare l’Inghilterra in una sanguinosa guerra civile (1642-1649).
La fine della guerra civile
La guerra civile si concluse con la vittoria all’esercito del Parlamento, guidato da Oliver Cromwell. Fu proclamata la repubblica (Commonwealth) e il monarca fu processato e condannato a morte il 30 gennaio 1649. Il Parlamento, però, non riusciva a governarea causa delle troppe divisioni interne. Si decise, quindi, di affidare lo Stato a un Lord Protettore, cioè a Cromwell stesso. Nel 1660, però, venne restaurata la monarchia con Carlo II. Nonostante ciò, il Parlamento non intendeva rinunciare ai propri diritti: nacquero così nuovi contrasti.
L'affermazione della monarchia costituzionale
Nel 1685 il trono passò al fratello di Carlo II, Giacomo II. Il nuovo re realizzò una politica fortemente antiprotestante con l’obiettivo di restaurare la religione cattolica in Inghilterra.Nella volontà di difendere il protestantesimo e la libertà del Paese, il Parlamento decise di offrire la corona a Guglielmo d’Orange, sposo di Maria Stuart, figlia protestante di Giacomo II. Nel 1688 Giacomo II, ormai isolato, fuggì dal Paese e Guglielmo poté prendere possesso del trono: questa rivoluzione fu definita «gloriosa» perché si compì senza spargimento di sangue. Il Parlamento impose a Guglielmo di giurare una Dichiarazione dei diritti (1689) in cui riconosceva i diritti dei cittadini e del Parlamento. Si affermò così una monarchia costituzionale.