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Italia nel XIV e nel XV secolo

La formazione delle signorie in italia

La debolezza principale dei Comuni consisteva nella loro incapacità di allargare la partecipazione del popolo alla vita politica che era controllata da un numero ristretto di persone (famiglie, Corporazioni) spesso in lotta tra di loro.
Si crearono delle vere e proprie fazioni i cui contrasti crearono uno stato di conflittualità permanente. Il ricorso ai podestà (individui esterni alla città in cui esercitavano le loro funzioni, che rimanevano in carica da sei mesi ad un anno) non aveva risolto la situazione. L’istituzione podestarile fu, così, sostituita dalle Signorie. Questo avveniva con l’attribuzione a un signore, l’esponente più autorevole di una famiglia prestigiosa, di poteri straordinari, per far fronte ad esigenze particolari e problematiche. In quasi tutta l’Italia del centro-nord si formarono le Signorie (ad esempio gli Estensi a Ferrara, i Visconti a Milano). Molte signorie si consolidarono nel tempo, altre furono meno durature. La pacificazione ottenuta all’interno, permise ai principali signori di intraprendere un’aggressiva politica estera per estendere i propri domini. Per fare ciò non si poteva più contare sulle milizie urbane (i cittadini, infatti, erano stati smilitarizzati) e allora si ricorse alle truppe mercenarie.

L’Italia dei principati e degli stati regionali

La stabilizzazione del potere dei signori si completò con un formale riconoscimento dall’alto, da parte del papa o dell’imperatore, con il quale la Signoria si trasformava in Principato: il “potere di fatto” diventava “potere di diritto”. Questo passaggio importante testimoniava che il Signore aveva conquistato un ruolo indipendente dalle forze politiche cittadine e che egli era autonomo. Poteva condurre uno stile di vita regale e disporre attorno a sé di una vera corte. Spesso, la città dominante aggregò sotto di sé le dominazioni signorili formando, così, degli Stati di dimensioni regionali (per esempio il Ducato di Milano, il Ducato di Savoia, le Repubbliche di Firenze e di Venezia, lo Stato pontificio). All’interno dello stato regionale sopravvisse una pluralità di giurisdizioni poco compatte tra loro: Stato, comune cittadino, signore feudale, vescovo.

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