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La Chiesa agli inizi del XVI secolo


Dopo la crisi del Grande Scisma, il papato sembra aver ritrovato tutto il suo splendore. Tuttavia, un certo malessere se manifesta all’interno della Chiesa e in molti aspirano ad un cambiamento profondo. Il sentimento religioso ha subito un’evoluzione: alla fine del Medio Evo, coloro che hanno conosciuto spaventosi prove come la guerra, la carestia e le epidemie, non hanno la fede serena del XIII secolo. La loro devozione è piuttosto attirata dal Cristo crocifisso e sanguinante, dalla Vergine della Pietà che porta sulle ginocchia il corpo del figlio. L’idea della morte ispira le danze macabre e coloro che cercano la consolazione ricorrendo alla Vergine della Misericordia. Questa società così inquieta sarà molto sensibile ad ogni novità.
Il popolo cristiano trova raramente nel clero l’appoggio che gli sarebbe necessario. Le Università, che dispensano la conoscenza delle religioni, restano fedeli a metodi sorpassati. Il loro insegnamento, di difficile comprensione, è presente sotto una forma arida. Se alcuni predicatori popolari, quali Savonarola a Firenze e più tardi i riformatori hanno molto successo è perché il loro metodo contrasta con la freddezza l’insegnamento ufficiale.
Nell’insiemne il clero è mediocre. I prelati dipendono molto spesso dal potere temporale; appartengono all’aristocrazia, entrano nela Chiesa per beneficiare di vantaggi materiali, accumulano i benefici e si preoccupano molto poco di curare l’aspetto spirituale dei fedeli. Il basso clero, ignorante e mal reclutato, non eleva molto al di sopradei propri parrocchiani. I monaci e le suore rispettano raramente le regole del loro ordine religioso.
Nel medio Evo, la Chiesa aveva già conosciuto dei periodi di crisi e di decadenza. Tuttavia, i movimenti di riforma aveva sempre ricevuto da Papato un appoggio vigoroso. Invece, nel XVI secolo, le critiche giustificate contro la corte pontifica lesi moltiplicavano. I Papi diventano principi italiani e mecenati. Le necessità della loro politica, il lusso della loro corte, la protezione fastosa che essi riservano agli artisti comportano enormi spese. Essi moltiplicano le esigenze finanziarie, fanno versare pesanti tasse al clero e ai fedeli, provocando così delle critiche violente contro questa fiscalità pontificia. In oltre il prestigio morale del Papato è molto scosso. L’elezione del papa dà luogo a delle contrattazioni spudorate. Certi pontefici danno esempio di una condotta scandalosa: Alessandro VI, della famiglia dei Borgia, conduce la vita dissoluta di un grande signore dell’epoca., Giulio II, guida gli eserciti e Leone X s’interessa soprattutto delle belle arti. Da molto tempo si parlava di una riforma della Chiesa, soprattutto per quanto riguardava il suo capo e i suoi membri ma non ci si affrettava a farla.
La società è in evoluzione. La nobiltà, le cui ricchezze sono diminuite,vorrebbe impadronirsi, in molti paesi, dei beni considerevoli della Chiesa. I borghesi, arricchiti dal commercio, fanno più attenzione alle questioni materiali di quanto non facessero un tempo; rimproverano alla chiesa la sua condanna del prestito dietro interessi che essi si danno da fare a raggirare in mille modi. La diffusione dei libri, grazie alla stampa, trasforma i metodi dell’insegnamento, sviluppa lo spirito critico e prepara il successo di idee nuove.
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