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Gli stati regionali in Italia

Nel XIV secolo nacquero nuovi poteri che avviarono la costruzione degli stati regionali, che erano caratterizzati dal fatto che il potere si riuniva in una città principale.
I principali stati regionali erano quello Nord-Occidentale della Savoia; quello di Verona governato dai Scaligeri; quello di Padova governato dai Carraresi; quello di Ferrara governato dagli Estensi e quello di Mantova governato dai Gonzaga.
Le signorie si trasformarono ben presto in principati, organizzazione del potere basata su dinastie ereditarie, poiché i principati erano più stabili al contrario delle signorie che divennero instabili.
Nel 1277 i Visconti si appropriarono della Signoria di Milano, imponendo il potere dinastico.

Nel 1378 Gian Galeazzo Visconti prese il potere e incrementò il territorio di sua competenza. Nel 1395 divenne duca di Milano, e subito dopo si intromise nella lotta tra Carraresi e Scaligeri, si alleò con quest'ultimi e sconfisse i Padovani. Visconti voleva Bologna, ma Firenze si sentì minacciata, così nel 1402 Visconti sconfisse i fiorentini ed entrò a Bologna, ma in quello stesso anno, colpito da peste, GianGaleazzo morì.
Nel 1400 Venezia era in possesso di un impero marittimo che includeva la costa dalmata, le isole ionie, molte isole Egee, Costantinopoli e possedimenti nel mar Nero. Nell 1405 ritenne necessario creare uno stato di terra, ma questa situazione si creò anche perché Venezia voleva il Veneto, occupato dai Visconti, poiché i turchi avanzavano nel Mar Nero e stavano occupando Costantinopoli.
Nello stesso periodo, la Repubblica di Genova vide cadere la sue colonie e basi commerciali nel mediterraneo orientale, a causa dei turchi che espugnarono, nel 1453, Costantinopoli; i Genovesi si arresero subito sperando di ottenere di nuovo i loro mercati commerciali, ma oltre ad abolirli, Maometto II si pose ad assediare le colonie genovesi in Oriente e nel mar Nero.
Nel corso del XIV secolo le istituzioni popolari e anti-aristocratiche di Firenze declinarono verso un regime oligarchico; Nel 1351 fu presa Pistoia, nel 1384 Arezzo e nel 1406 Pisa. Nel 1433 la famiglia di mercanti e banchieri dei Medici prese il possesso di Firenze con l'aiuto delle classi popolari. Nel 1434 Cosimo dei Medici esiliò i propri avversari, controllava una organizzazione commerciale e bancaria e non ci impose cambiamenti istituzionali significativi.
Nel 1347, Cola di Rienzo voleva affermare un'originale forma di governo comunale a Roma, e il Papa lo appoggiò per qualche tempo solo perché Cola attirava la folla e poteva aiutare il Papa ad abbattere il potere della nobiltà romana; ma nel 1354, durante una sommossa, venne ucciso. In seguito, il Papa tornato di nuovo a Roma dopo la "Cattività Avignonese", poteva estendere il suo controllo solo sul Lazio, poiché gli altri territori erano sotto altri regimi. Il Papa approfittò delle sollevazioni di alcuni di essi e si riappropriò dei territori.
Nel 1266 il regno di Napoli e Sicilia era sotto il controllo di Carlo D'Angiò, ma nel 1282 i Siciliani si ribellarono e preferirono il re d'Aragona. I successori di Carlo d'Angiò cercarono di appropriarsi del potere e il regno di Napoli si ritrovò diviso in vari rami e alla fine Alfonso V di Aragona occupò Napoli, la Sicila e la Sardegna e si creò un proprio regno.
I prestiti a breve termine vennero utilizzati dai sovrano europeri presso i banchieri italiani ed erano richiesti per far fronte alle spese straordinarie, quando il sovrano non poteva restituire il denaro, poteva dichiarare bancarotta mandando in rovina i creditori e non poteva più chiedere prestiti. Il prestito pubblico è una forma di investimento con una remunerazione del caputale non molto alto.
L'estimo consisteva nella stima delle effettive capacità contributive dei soggetti fiscali e si basava sulla denuncia di questi compiuta dalla loro ricchezza totale.

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