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Gli Imperi coloniali


Le antiche civiltà dell’America del sud erano quella Maya, Atzeca e Inca.
Maya: diffusi in centro America tra il II e I millennio a.C., profonda conoscenza dell’astronomia, della matematica, usano una scrittura geroglifica, hanno città-Stato indipendenti governate da re sacerdoti.
Aztechi: crearono un vasto impero nel Messico centrale tra XIV e XV secolo, cultura evoluta, religione politeista.
Inca: fondarono un impero esteso dalla Colombia al Cile nel XIII secolo, unico a possedere una struttura accentrata e teocratica.
Molti europei si imbarcarono per l’America in cerca di ricchezze, infatti le zone erano ricche di oro e argento. In poco tempo i conquistadores sottomisero brutalmente le popolazioni indigine; i re spagnoli crearono un’amministrazione di tipo feudale in cui i conquistadores sfruttavano la terra e gli indios (nativi) ci vivevano, versando al sovrano una parte delle rendite. Gli indigeni venivano usati anche come manodopera insieme agli schiavi importati dall’Africa. Le popolazioni native furono decimate dalle guerre, dallo sfruttamento e dalle malattie e dopo la denuncia di questi fatti da parte dei missionari al re di Spagna nacque un dibattito ideologico in tutta Europa.
In Europa aumentò quindi la circolazione delle ricchezze, i traffici si spostarono dal Mediterraneo/Oriente all’Atlantico, si introdusse nuovi prodotti agricoli prima sconosciuti (pomodoro, cacao, caffè, patata, mais, canna da zucchero) e si formarono estesi imperi coloniali. Le conseguenze per le popolazioni indigene furono però terribili: lo sterminio delle popolazioni dell’America centrale e meridionale e il massiccio commercio degli schiavi neri importati dall’Africa.
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