Età dei Lumi


Durante il Settecento si diffonde in Europa e in America l’Illuminismo, nato in Francia nel 1750. Primo movimento interamente laico della storia, esso si propone di ricercare la verità attraverso la ragione, sostenendo la tolleranza e la convivenza pacifica tra le diverse religioni. Grazie alla ragione, inoltre, gli uomini possono ricercare la felicità e migliorare la società. Con l’Illuminismo cambia il ruolo intellettuale, che comincia a interessarsi alla politica con l’obiettivo di lottare per il benessere generale della popolazione. Di fronte alla società francese, in cui il re governa per diritto divino, gli illuministi affermano invece che tale sistema è un’invenzione umana diretta a giustificare il potere e sostengono che lo stato è il frutto di un contratto tra chi governa e chi è governato. Di conseguenza i sudditi hanno il diritto di ribellarsi al potere, se esso calpesta i diritti naturali dell’uomo, fra i quali la libertà personale e l’uguaglianza di fronte alle leggi. Con queste idee rivoluzionarie l’Illuminismo si propone come ideologia in grado di contestare l’Ancient Regime. Altri punti cardine dell’Illuminismo sono il cosmopolitismo, ovvero l’aspirazione a diventare cittadini del mondo, e la divulgazione del sapere, che trova la massima espressione nell’Enciclopedia redatta da Denis Diderot e Jean Baptiste d’Alembert. Fra gli esponenti dell’Illuminismo il più brillante è Voltaire, difensore della tolleranza e della libertà, che sostiene la necessità del potere assoluto purché attribuito a un sovrano illuminato dalla ragione. Di opinione diversa è Montesqueiu, sostenitore della monarchia parlamentare e della separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Rousseau, invece ravvisa la felicità solo nello stato della natura e aspira a un contratto sociale che tuteli gli interessi in una democrazia diretta. L’italiano Cesare Beccaria, infine, afferma l’inutilità della pena di morte nel suo libro “Dei delitti e delle pene”, che ha un successo immenso. Il dispotismo illuminato ispirato da Voltaire produce una breve stagione di riforme avviate in numerosi re-gni europei. In Austria l’imperatrice Maria Teresa mantiene il potere legislativo ed esecutivo ma rende in-dipendente quello giudiziario e riduce i privilegi fiscali del clero; nel Granducato di Toscana Piero Leopoldo elimina le dogane e vara un nuovo codice penale che abolisce la tortura e pena di morte; in Russia la zarina Caterina riforma profondamente il codice penale; in Prussia Federico II allenta la censura, rende obbligatoria l’istruzione elementare e limita la pena di morte; in Spagna Carlo III vara riforme fiscali, espelle i gesuiti e riorganizza l’istruzione. Il periodo dell’assolutismo è segnato da numerosi conflitti. La guerra di successione polacca si conclude nel 1738 con una pace che determina la fine del regno di Polonia e che ha ripercussioni anche sull’Italia: il regno di Napoli passa assegnato agli Asburgo Lorena. La guerra di successione austriaca si conclude nel 1748 con la pace di Aquisgrana: Maria Teresa viene riconosciuta come regina, ma deve cedere la Slesia a Federi-o di Prussia. Nella guerra dei sette anni (1756-1763) Francia e Inghilterra si scontrano per motivi coloniali: la Gran Bretagna ottiene in Africa il Senegal e in America il Canada e la Florida, e conquista il controllo di buona parte dell’India, gettando così le basi dell’impero coloniale inglese. Nell’Illuminismo convivono opposte reazioni e soluzioni rispetto agli enormi rivolgimenti politici ed economici che investono l’Europa e l’America in questo periodo. Pertanto, non mancano le contraddizioni persino in un movimento che esalta i lumi della ragione.
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