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Conseguenze delle scoperte geografiche


Se da un lato, le grandi scoperte accrebbero la potenza della Spagna, dall’altro, l’afflusso di metalli preziosi provocò un aumento notevole del costo della vita. L’Europa ricevette dall’America il maïs, la patate il tabacco. Il Cristianesimo conobbe una nuova diffusione, ma la conoscenza di costumi ed usanze nuove e considerate strane, contribuì a sviluppare lo scetticismo.
Le conseguenze delle grandi scoperte in America, in Africa e in Asia, furono di tipo politico, economico, e materiale, religiose e intellettuali.
Il Portogallo e soprattutto la Spagna conobbero un accrescimento notevole della loro potenza. L’abbondanza delle risorse fornite dalle miniere permise a Carlo Quinto e soprattutto a Filippo II di mantenere eserciti e flotte. Invece, potenze marinare come Venezia, che avevano dominato il Mediterraneo, cominciarono a declinare, declino che si sarebbe accentuato nel secolo successivo. D’altra parte, l’afflusso dei materiali preziosi portò ad un ribasso sensibile del valore della moneta e i prezzi di tutti i generi alimentari aumentarono. Se tutti coloro che vivevano di redditi fissi furono gravemente toccati dal rialzo del costo della vita, coloro che invece potevano occuparsi di commercio e di speculazione, i banchieri in modo particolare, beneficiarono di un arricchimento tanto rapido quanto eccessivo. Il rincaro della vita non si produsse in tutti i paesi nello stesso momento. Per un apparente paradosso, la Spagna sembra che sia stata la prima a diventarne la vittima. Infatti, la moneta locale vide il suo valore crollare mentre arrivarono enormi quantità di oro e la necessità di inviare in America le merci spagnole rese queste ultime più care e più rare. Per quanto riguarda il prodotti venuti dall’America, essi ripartivano verso altre regioni dalle quali venivano successivamente distribuite in tutta l’Europa. Nel XVI e XVII secolo, gli abitanti dei Paesi Bassi si arricchirono notevolmente in questo genere di commercio.
Il Vecchio e il Nuovo Mondo scambiarono prodotti che stavano più o meno rapidamente influenzando il modo di vita dei loro abitanti. L’America beneficiò degli arrivi degli animali domestici europei. Infatti, molto rapidamente, immense mandrie di buoi e greggi di pecore furono costituiti nelle pianure del Messico e dell’America del Sud. Il cavallo e il mulo fornirono animali da tiro e da soma che nei nuovi paesi mancavano quasi completamente, e l’introduzione del carro rivoluzionò i trasporti. Vi fu sviluppata la cultura del grano e soprattutto quella delle piante industriali come la canna da zucchero e l’indaco. Per quanto riguarda gli Europei, la loro alimentazione si modificò poco a poco a seguito dell’ introduzione progressiva del granoturco, del fagiolo e della patata, e il tabacco avrebbe conosciuto un successo sempre più crescente.
Il Cristianesimo ebbe una espansione notevole. Si diffuse in tutta l’America e, se i popoli asiatici restarono più refrattari, esso penetrò comunque in India per spingersi fino in Cina e in Giappone, dove fu portato da missionari molto coraggiosi. Invece, la scoperta di nuove civiltà e di costumi che sembravano strani, provocò un certo ripensamento a proposito delle credenze religiose tradizionali. Lo scetticismo di scrittori come Montaigne si trovò rinforzato dalla constatazione delle divergenze che presentavano le leggi morali a seconda dei paesi. Così, in seguito alle grandi scoperte, il XVI secolo conobbe una vera rivoluzione economica che ebbe ripercussioni profonde sulla vita sociale, sul modo di vivere e di pensare europei.
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