Montaigne

Montaigne si basa su classici per sviluppare il suo pensiero filosofico,in particolare su Socrate,gli stoici e l'epicureismo. L'uomo per Montaigne è privo di certezze e punti di riferimento,infatti egli sostiene che nessuna descrizione dell'uomo come essere ordinato e stabile sia veritiera,dato che la nostra volontà è così debole che si porta ad essere incoerenti e incostanti. Egli osserva che il caso ci domina e che siamo come formati da pezzetti che non riescono a incastrarsi,per questo non propone un ideale di uomo. In oltre se osserviamo l'uomo,sostiene il filosofo, ci accorgiamo che egli tende sempre a desiderare ciò che non ha. Dunque,poiché imperfetto l'uomo non può essere considerato centro dell'universo. Egli sostiene che l'uomo non debba dunque considerarsi superiore alle altre creature solo perché esso è creato ad immagine di Dio,perché siamo "tutti sotto lo stesso cielo" e abbiamo tutti la stessa sorte: la morte. Critica quindi l'antropocentrismo tipico della sua epoca sostenendo anche che gli europei non debbano sentirsi superiori nemmeno ai popoli dell'America chiamandoli barbari unicamente per gli usi diversi dai loro; arriva a sostenere che le popolazioni considerate selvagge sono quelle più genuine e positive perché in uno stato di contatto più stretto con la natura. Analizza inoltre le differenze fra i due popoli concentrandosi in modo particolare di fare guerra e si rende conto che il "modo" degli europei è decisamente spietato in confronto a quello delle popolazioni americane. Il confronto fra diversità è centro delle sue ricerche poiché da lui giudicato medicina per il pensiero. Sostiene quindi che per le diversità culturali non c'è n'è una superiore all'altra arrivando anche alla conclusione che la ragione ha un limite perché non è uno strumento di conoscenza universale oggettiva. L'uomo inoltre ha uno scopo pratico: la ricerca della salute e dell'equilibrio dell'uomo,e per Montaigne questo va ricercato ma non in modo eccessivo.Egli tende anche ad essere molto moderato in tutti i campi,anche a livello intellettuale. Sostiene che la morte dev'essere affrontata senza paura poiché naturale e inevitabile e che se essa è temuta eccessivamente ci impedirà di vivere a pieno la nostra vita facendone spreco. Egli ha quindi uno scopo: educare alla morte fino ad arrivare a non averne paura. Inoltre,poiché secondo Montaigne non esiste un criterio equivalente e razionale per la scelta di una religione, arriva a considerarle tutte equivalenti.

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