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Riavvicinamento alla Francia


Nonostante le relazioni tra il papato e l'impero, l'accorta diplomazia francese, puntando sull'insofferenza del papa per la preponderanza spagnola in Italia e per l'indipendenza del suo Stato dall'imperatore, nel 1530 spinse Clemente VII ad avvicinarsi alla Francia accettando le pesanti condizioni di un patto d'alleanza preparato fin dal 1524 e da sancire con il matrimonio tra il duca Enrico d'Orleans, secondogenito del re, e Caterina de' Medici, la quattordicenne nipote del papa. L'iniziativa mirava evidentemente a provocare una rottura con Carlo v che favoriva da parte sua il matrimonio di Caterina con il duca Francesco Sforza di Milano, ma il papa vi aderì per perseguire il suo utopistico progetto di conciliare i due sovrani affinché unissero le loro forze per una decisiva azione contro i turchi.
Per riguadagnare il papa dalla sua parte, riordinare gli incerti affari italiani e sollecitare la causa del concilio ecumenico che gli stava a cuore per conseguire l'unità politica tedesca, Carlo v nell'ottobre del 1532 invitò il papa a un secondo convegno a Bologna. Si incontrarono il 13 dicembre del 1532 e il 23 febbraio dell'anno successivo i negoziati, trascinati a lungo e faticosamente, si conclusero con la stipulazione di un accordo segreto con il quale l'imperatore e il papa si impegnavano di non concludere alleanze con altri principi, di tenere il concilio e di non modificare l'assetto politico d'Italia. Tramite i cardinali che lo rappresentavano a Bologna Francesco I espresse la sua volontà che il patto matrin1oniale fosse formalmente concluso e chiese di incontrarsi a Nizza con Clemente VII rendendo inutile il tentativo di Carlo v di impedire l'alleanza. Pochi giorni dopo le trattative si conclusero con la stipulazione di una lega tra il papa, l 'imperatore, Ferdinando I e i duchi di Milano, Mantova, Ferrara, Siena, Lucca e Genova per la difesa d'Italia con il contributo di ciascuno di truppe e di finanziamenti.
Tuttavia nell'ottobre del 1533 Clemente VII si recò a Marsiglia, città scelta per opportunità politica al posto di Nizza, al convegno con Francesco Ie in questa città le nozze principesche furono celebrate dal papa con il massimo sfarzo a bordo di una galera drappeggiata d'oro.
I colloqui tra il pontefice e il sovrano francese si protrassero per quattro settimane ma gli argomenti, che probabilmente verterono sulle condizioni del patto e sul concilio, rimasero segreti.
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