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L'arrivo a Roma di Clemente VII


Da Viterbo, dove si era trasferito il primo giugno 1528, Clemente VII aveva continuato a mantenere una stretta neutralità nonostante i successi militari francesi e ora prese contatto con l'imperatore che si mostrava compiacente verso di lui fino a promettergli di riportare i Medici a Firenze da dove erano stati cacciati durante il Sacco. Accettando il consiglio di Carlo v, il papa con tutta la sua corte e scortato dalla sua guardia svizzera e da un grosso reparto di soldati imperiali, partì il 5 ottobre da Viterbo e la sera del giorno successivo fece il suo ingresso a Roma. Sotto una pioggia torrenziale raggiunse San Pietro e, dopo una sosta nella basilica, entrò in Vaticano.
Fu mestamente accolto dalla popolazione superstite lungo le strade dei quartieri devastati. Il lusso e lo splendore di un tempo erano scomparsi, regnava la miseria e la fame e nelle chiese con gli altari spogli e le immagini deturpate la mancanza di paramenti e di oggetti del culto impediva la celebrazione dei riti. La domenica di Pasqua del 1529 furono restituite alla Santa Sede Ostia e Civitavecchia e furono rilasciati i cardinali che erano stati tenuti in ostaggio a Napoli.
Vincendo l'opposizione della Lega santa, Clemente VII abbandono la sua neutralità e mandò un nunzio a Barcellona per concludere la pace con l'imperatore.
In forza del trattato, firmato il 29 giugno, il papa concedeva a Carlo v la corona imperiale e l'investitura del Regno di Napoli per il solo censo della chinea e in cambio l'imperatore gli avrebbe fatto restituire dai veneziani Cervia, Ravenna e Modena e Reggio dal duca di Ferrara.
Lo avrebbe inoltre aiutato a insediare nuovamente i Medici a Firenze nella persona di Alessandro de' Medici, cugino del papa e promesso sposo di Margherita d'Austria, figlia naturale di Carlo v.
La notizia della pace di Barcellona fu accolta con giubilo a Roma e seguì il 15 agosto a Cambrai la pace tra i belligeranti che integrò e ratifico anche l'accordo con il papa che sostanzialmente aveva riconosciuto la supremazia imperiale sull' Italia. Fu detta "pace delle due dame" perché era stata il risultato della mediazione di Luisa di Savoia, madre di Francesco I, e di Margherita d'Austria, zia di Carlo v e reggente dei Paesi Bassi.
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