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Cesare Borgia


Vissuto a cavallo tra il XV e il XVI secolo, lo scrittore fiorentino Niccolò Machiavelli lo stimò molto e lo prese ad esempio nella sua opera “Il Principe”. L’alta considerazione che egli aveva del discendente dei Borgia si basava sul rispetto del principio secondo il quale “il fine giustifica i mezzi”, cioè che per raggiungere un determinato scopo, tutti i mezzi so no buoni, perfino l’assassinio. E’ un metodo che nel Rinascimento era seguito ed apprezzato da molti e in cui Cesare Borgia si dimostrò un esempio insuperabile.
La famiglia Borgia era di origine spagnola. Nel 1442, Alonso Borgia (in quel tempo, la casata si chiamava ancora Borja) giunse in Italia e a Roma fu nominato cardinale per poi salire sul trono papale tredici anni dopo, con il nome di Callisto III. Tale nomina fu una grande occasione per i Borgia per acquisire fortuna e cominciare a sbarazzarsi delle famiglie romane nemiche Colonna, Della Rovere, Orsini). Fra i tanti parenti giunti dalla Spagna giunse anche Rodrigo che rapidamente diventò vice-cancelliere della Curia romana e a cui il Papa conferì dei lucrosi incarichi e titoli. Egli occupò tale prestigioso incarico per ben 35 anni, dando prova di un’eccezionale capacità. Nel 1492, salì sul trono papale con il nome di Alessandro VI. Prima di diventare papa, aveva avuto molti figli fra cui Cesare Borgia. Il padre favorì il figlio in tutto e a 16 anni fu addirittura nominato vescovo e due anni più tardi cardinale. Tuttavia, egli non era portato per la carriera ecclesiastica, ma piuttosto per quella militare: amava l’attività fisica, la caccia, vestirsi con eleganza e circondarsi da una vera e propria corte. Il padre, Alessandro VI, se ne voleva servire per eliminare le varie e potenti famiglie romane ostili ai Borgia, anche se egli si ostinava a vedere in Cesare un prelato e nel fratello, Giovanni, un politico. Ma le cose andarono diversamente perché, Giovanni che non aveva la stoffa di condottiero, fu assassinato e si pensa che Cesare non fosse stato estraneo al fatto. Fu così che poco dopo, a conferma delle voci che circolavano, Cesare diventò un vero e proprio uomo di armi, dando prova di saper maneggiare, a proprio vantaggio, con grande abilità ed astuzia, le varie alleanze italiane e straniere. Nel 1498, Cesare Borgia sposò la sorella del re di Navarra, Charlotte d’Albret. Inoltre, egli promise al re di Francia il suo aiuto per entrare in possesso del Regno di Napoli ed in cambio ricevette il Ducato di Valentinois. Con l’aiuto del re francese, assoggettò anche diversi staterelli della Romagna come Urbino, Imola, Forlì e Ravenna, approfittando del fatto che il padre non esitava a fornirgli somme di denaro ed i soldati necessari. Nel 1503, papa Alessandro VI morì e le casate nemiche dei Borgia tirarono un sospiro di sollievo e cercarono di risollevare la testa. Cesare Borgia non si perse di coraggio e riuscì a fare eleggere un papa a lui favorevole , ma il papa Pio III morì poco dopo. Sul trono pontificio, salì allora Giulio II della Rovere, della famiglia nemica per eccellenza dei Borgia. Da allora in poi, Cesare Borgia commise tanti errori, uno dopo l’altro. Fu fatto prigioniero, fuggì a Napoli e si rifugiò alla corte di Navarra. Mori a trentun anni, inseguito da un drappello di soldati.
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