Servi, coloni, liberi e nobili: la società feudale e le consuetudini locali

 
• Una società divisa in ceti modellati dalla consuetudine crea una forte mobilità tra gli stati è facile che un servo diventi libero e un libero diventi schiavo. Alta possibilità di trasformazione, la libertà non è una conquista per la vita, ci può essere sempre un passaggio alla schiavitù o per guerra o per debiti.
• I Servi che hanno parecchi limiti, non si possono sposarsi senza il consenso del padrone, hanno il peculio, non possono svolgere atti senza il consenso del padrone. Limitata capacità giuridica.
• Coloni. Stadio di semi libertà, devono dare una parte del raccolto ai signori. Ci sono dei vincoli forti nei confronti degli uomini, pur in una situazione di semi libertà sono privati di certi diritti, come avere una proprietà propria.
• Liberi.
• I nobili che appartenevano ad una determinata categoria ad un alto grado della gerarchia sociale e subiscono varie trasformazioni. Spesso i nobili potevano avere diritto a un giudizio dei pari. Regime spesso connotato dal privilegio. In particolare erano sottoposti ad un tribunale particolare. Il principio dell'unità di giurisdizione matura nell'età moderna, prima vi era una pluralità di giurisdizione. I nobili come gli ecclesiastici erano soggetti a un regime di immunità che comportava un giudizio da parte dei pari, ovvero persone della stessa gerarchia sociale.
 

Le consuetudini locali


• Dalla personalità alla territorialità del diritto (IX-XI secolo secolo): sono due principi che possono anche essere concorrenti, uno non esclude l'altro. Rimangono delle zone nelle quali la personalità del diritto ha ancora la sua vigenza. Esempio- contratto di vendita- le parti possono scegliere una legge secondo la convenienza del negozio. In forza alla diffusione del feudalesimo c'è un passaggio alla territorialità del diritto, i feudi sono staccati uno dall'altro, all'interno del feudo il feudatario ha tantissimi poteri. Il diritto del feudo può risultare dalla combinazione tra diritto longobardo, diritto romano, e il diritto della chiesa. Il diritto che c'è all'interno dei feudi o di piccole comunità cittadine è un diritto nominato dalla territorialità.
È un diritto a base consuetudinaria, le consuetudini hanno una base territoriale, consuetudines locis o regionis. Si implica un diritto uniforme su un determinato territorio. Il fenomeno di assoluta uniformità degli atti notarili ci sarà in seguito. I libretti di formule passano da padre in figlio, si tramandano, estrema unità di formule ora non c'è, sarà nell'epoca successiva, ma ci sono dei dati ricorrenti. I notai utilizzano formule ridondanti, altamente ripetitive. L'attività notarile è destinata a dare certezza.
• Cap. 91 de scribis di liutprando (727): esempio precoce di commistione delle leggi. Reso possibile dalla situazione geo-politica
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