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Brunetto Latini


Brunetto Latini nasce a Firenze intorno agli anni ’20-’30 del Duecento; la prima fase di impegno pubblico lo vede come ambasciatore del governo guelfo di Firenze, incaricato di cercare alleati contro Manfredi. Esiliato dopo la Battaglia di Montaperti, si reca in Francia presso la corte angioina e scrive le sue tre opere principali (la Rettorica, il Tresor e il Tesoretto). Dopo la vittoria di Carlo I d’Angiò su Manfredi a Benevento (1266), Brunetto riprende l’impegno pubblico a Firenze sotto un governo di parte guelfa, gli sono affidati incarichi di rilievo. Nella Rettorica si propone il volgarizzamento della retorica di Cicerone e fa una distinzione tra Cicerone, che si è occupato del parlar bene, e i suoi contemporanei, concentrati invece sullo scrivere. Il Tresor (1260-1265) è un’opera enciclopedica in lingua francese, distinguibile dal Liber de regimine civitatum perché non interamente dedicata al governo della città. L’amplia riflessione su questo tema ha, secondo gli storici, un taglio repubblicano: ragionando sulle possibili formi di governo (differentemente dalle opere degli autori precedenti, che davano per scontato la forma di governo repubblicana per il comune), riprende la distinzione aristotelica fra monarchia, aristocrazia e democrazia per riaffermare il primato della democrazia. Questo è possibile grazie alle sue vicende biografiche, che lo vedono in Francia, dove si sta affermando una grande monarchia; la monarchia come forma di governo si pone in concorrenza alla repubblica e perciò va rifuggita. Ragionando sul funzionamento del governo comunale, fondato sui Consigli (potere deliberativo) e sui magistrati (potere esecutivo), Brunetto pensa ad un regime repubblicano con a capo un forte magistrato, perciò nella sua ottica il potere esecutivo dovrebbe essere rafforzato: secondo gli storici (in particolar modo secondo Zorzi) questa idea può essere intesa come un’anticipazione del modello signorile, che a livello teorico nasce all’interno del mondo comunale, ma Maire Vigueur non concorda pienamente con questa interpretazione.

Bibliografia:

Progetti di trasformazione della società nei regimi di Popolo, Jean-Claude Marie Vigueur

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