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Potere temporale dei papi: origine


Di solito si scrive che il potere temporale dei Papi nasce con la donazione di Sutri ad opera del re longobardo Liutbrando a favore di papa Gregorio II. In realtà il papato aveva cominciato ad esercitare un potere civile sul territorio intorno a Roma , come se fosse un capo di stato, molto tempo prima Infatti già nel V secolo, il popolo romano, abbandonato completamente dal governo bizantino di Ravenna poteva contare solo sul prestigio del papa per difendersi dai Barbari. E questo atteggiamento non scompare nemmeno quando Giustiniano procede alla riconquista della penisola italiana. Addirittura, con la Pragmatica sanctio pro petitione Vigilii (o Pragmatica sanzione), emanata dall'Imperatore Giustiniano I nel 554, per estendere all’Italia l’applicazione del Corpus Iuris Civilis, per giustificare il potere bizantino in Italia, che diventa una provincia dell'Impero in realtà contribuisce allo sviluppo del potere politico del papa. Alla fine del VI secolo e all’inizio del seguente,papa Gregorio I, è la sola autorità in grado di opporsi all’avanzata dei Longobardi di Agilulfo sia con l’esercito che con le trattative diplomatiche, dato che l’esarca di Ravenna è impotente.
D’altra parte la Chiesa non gode solo di un grande prestigio spirituale; essa dispone anche di immense proprietà fondiarie, derivate da lasciti e donazioni, che costituiscono il Patrimonio di San Pietro. Inoltre, in questo mondo piuttosto primitivo la distinzione fra diritto civile e diritto politico e quindi fra proprietà privata e proprietà pubblica era molto tenue ed imprecisa,: per questo motivo, il Pontefice arriva ad affermare la propria sovranità su tutte le terre costituenti il Patrimonio di S. Pietro e quindi si arriva alla costituzione di uno stato pontificio indipendente. Alla fine del VIII secolo, grazie al sostegno dei Franchi, il potere temporale dei Papi si estende su tutta l’Italia centrale. Per giustificare tali possedimenti e mettersi al riparo da eventuali reclami da parte dell’ Impero d’Oriente, si ricorre allora ad un falso storico: La Donazione di Costantino o Constitutum Constantini. Secondo questo documento, Costantino, quando trasferì la capitale a Bisanzio, avrebbe fatto donazione a Papa Silvestro che lo aveva convertito al Cristianesimo di tutta Roma e dell’ Occidente. Per tutto il Medioevo, il documento fu ritenuto autentico e fu molto efficace. Lo stesso Dante Alighieri ne parla sia nel De Monarchia, che nella Divina Commedia. Verso la metà del XV secolo, l’umanista Lorenzo Valla dimostrò, ricorrendo al metodo filologico, che il documento era falso e che era stato scritto non all’epoca dell’imperatore romano Costantino, ma molto più tardi.
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