Ominide 120 punti

Medioevo


Il Medioevo è un periodo storico della civiltà europea che viene collocato tra la fine dell'Età antica e la nascita dell'Età moderna e cioè fra la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C) e la nascita della nuova cultura umanistica del Quattrocento e del Cinquecento. Si è soliti distinguere quest'epoca in due grandi fasi: l'Alto Medioevo, compreso grosso modo dal V al X secolo, e il Basso Medioevo, compreso dall'XI e il XV secolo.

Alto Medioevo - contesto storico

Situazione politica: Nel corso del V e del VI secolo, nelle regioni appartenute all'Impero Romano d'Occidente, si insediarono i popoli di origine barbarica che da tempo premevano lungo i confini. Lentamente, dalla mescolanza tra l'elemento germanico e quello romano, sorgono i regni romano-barbarici. In questo quadro di disgregamento come unico punto di riferimento unitario e stabile rimane la Chiesa di Roma, che sempre più nettamente, si impone come un vero e proprio soggetto politico. Nel IX secolo, l’ascesa dei Carolingi permise l’unificazione del mondo cristiano e la restaurazione dell’Impero: nella notte di Natale dell'800 Carlo Magno - re dei Franchi - viene incoronato, da papa Leone III, imperatore del Sacro Romano Impero, che unisce temporaneamente gran parte dell'Europa. Benché questa nuova entità politica venga subito smembrata alla morte del fondatore, non verrà meno la continuità (per lo più ideale) del nuovo Impero cristiano, la cui sede sarà in Germania.

Nei secoli dal V al XI, mentre in altre aree del pianeta fiorivano straordinarie civiltà artistiche e letterarie (quella bizantina, quella araba e quella cinese), l'Occidente si organizzava in una struttura rigida denominata sistema feudale. Il feudalesimo nasce come sistema economico, sociale e politico per governare una società debole e priva di stabili legami organizzativi. Esso prevede che il sovrano, in cambio dell'aiuto militare e di una promessa di fedeltà (l'omaggio), ceda in beneficio ai suoi guerrieri e seguaci fedeli (i vassalli) determinati territori (i feudi) su cui essi potranno esercitare il loro dominio per tutta la durata della loro vita. Il vassallo (conte o marchese) può a sua volta cedere parte delle sue terre, alle stesse condizioni, ai valvassori e questi, a loro volta, ai valvassini. In questo tipo di società le singole unità feudali tendevano all'autarchia, cioè ad essere economicamente autosufficienti, e questo fu possibile quando, nel X secolo, a causa delle ultime invasioni barbariche, molti guerrieri e signori si resero autonomi e indipendenti dal potere centrale.

Economico: Sul piano economico le invasioni barbariche contribuirono a generare cambiamenti drammatici nella vita dei popoli di tutta Europa. In primo luogo si assiste ad un accentuato calo demografico, l'abbandono di molte attività produttive e il conseguente spopolamento delle città. Il mondo medievale si presenta, quindi, in questa fase come una realtà sociale politicamente instabile ed economicamente immobile, legata all'agricoltura. In questa difficile situazione il ruolo della Chiesa è determinante. I monasteri e le abbazie diventano importanti centri di attività economica dove le funzioni produttive tentano di riorganizzarsi. In questo contesto, anche l'aristocrazia feudale viene assumendo l'aspetto di nobiltà terriera in un sistema che prende il nome di economia curtense, la quale si fonda sul lavoro obbligatorio dei servi della gleba che lavorano alle terre del signore ottenendone in cambio protezione o piccoli appezzamenti personali per poter vivere.

Sociale: Nel Medioevo vi è la scomparsa della schiavitù, perché diviene troppo gravosa per i proprietari. Al suo posto, si costituisce un nuovo stato di non-libertà in cui si trovano i servi della gleba. Il potere è esercitato dai Signori (grandi proprietari terrieri), che incarnano l'aristocrazia dei nobili. Secondo la divisione di Adalberone di Laon, la società è tripartita in base ai diversi compiti svolti da ciascun ordine sociale. I bellatores (cavalieri e nobili) devono combattere e difendere le terre; gli oratores sono i chierici della Chiesa, cui spetta pregare; i laboratores sono i contadini dediti all'agricoltura.

Alto Medioevo - contesto ideologico e culturale

Nel lungo periodo che va dal V al X secolo viene attribuito alla religione e alla fede cristiana un ruolo predominante nell'ideologia e nel pensiero: i principi del Cristianesimo rappresentano il canone per valutare ogni conoscenza, realtà e scelta morale. Sulla visione totalmente religiosa del mondo influiscono anche le drammatiche condizioni di vita dell'uomo medievale: minacciato da un ambiente sfavorevole e privo di adeguate conoscenze tecniche e scientifiche, si trova in uno stato di impotenza. La religione diventa così l'unica spiegazione degli eventi e la sola consolazione dell'uomo.

Tra il I e il V secolo i Padri della Chiesa, e specialmente san Girolamo e sant'Agostino, avviarono un processo di sintesi tra la classicità e il cristianesimo. Agostino, ad esempio, riconosce che la cultura classica comprende sparse verità che devono essere recuperate (concetto di ''sacro furto'') e sottolinea che il piacere degli studi è legittimo solo se rivolto a Dio. Tra gli apporti culturali più significativi del VI secolo vanno ricordati quelli di Boezio e Cassiodoro, dai quali la cultura classica viene considerata una difesa per evitare l'imbarbarimento.

Alto Medioevo - movimento letterario

Nell'Alto Medioevo la cultura scritta è quasi sul punto di estinguersi: interrotte le comunicazioni, chiuse le scuole imperiali e abbandonate le città, l'analfabetismo si diffonde, non solo fra i contadini, ma anche fra i ceti più elevati. La Chiesa rimane di fatto l'unica custode della lingua scritta, il latino. Esso viene studiato nelle scuole vescovili e negli scriptoria dei monasteri, dove i monaci leggono, copiano a mano e conservano non solo i testi degli scrittori cristiani, ma anche opere della cultura classica. Il sistema di studi era interamente volto a finalità sacre e religiose ed era gestito dai chierici. Le arti liberali, che avevano costituito il fondamento degli studi nel mondo classico, in età medievale si ridussero a sette, divise in due blocchi: discipline del Trivio e del Quadrivio. Lo studio era essenzialmente mnemonico e finalizzato alla lettura dei testi sacri.

Basso Medioevo - contesto storico

Politico: Ben diverso rispetto al quadro dell'Alto Medioevo è quello che andò delineandosi dopo il Mille, dal quale emergono vari elementi di novità. La formazione di un nuovo ceto borghese e mercantile provocò la crisi delle istituzioni feudali. Unendosi in associazioni con finalità sia religiose (confraternite) che economiche (gilde), questi nuovi ceti riuscirono a negoziare con i signori del luogo nuove condizioni di lavoro e di vita. La nascita dei Comuni, fenomeno che ebbe origine in Italia e che poi si diffuse in altre regioni europee, significò l'affermarsi del concetto di libertà personale e di forme di autogoverno politico. Firenze, alla fine del Duecento, era una delle città più ricche d'Europa, grazie alle industrie tessili e alle attività bancarie (nel 1252 fu coniato il fiorino, moneta utilizzata in tutta Europa). Tutto ciò non escluse però lotte interne anche violente, come quella fra il partito ghibellino (che rappresentava gli interessi agrari) e quello guelfo (sospenitore delle attività mercantili e finanziarie), vittorioso sul primo nel 1266; o, all'interno del partito guelfo, i duri scontri fra Bianchi (propensi a conservare l'autonomia delle città) e i Neri, inclini a intrecciare rapporti economici e politici col papato. Ma già intorno al 1340 la grande borghesia optò per un regime oligarchico, primo passo verso l'instaurazione della signoria.

Economico e sociale: Di conseguenza anche in campo economico il Basso Medioevo presenta cambiamenti: l'agricoltura non più di sussistenza, che viene favorita dall'impiego di strumenti agricoli più adeguati e dalla rotazione delle colture; un'economia dinamica, fondata su una ripresa dei traffici; una conseguente ripopolazione dei centri urbani e un primato dei centri marittimi, grazie soprattutto alle repubbliche marinare (Genova, Amalfi, Pisa, Venezia) che svolsero un importantissimo ruolo di intermediazione tra Oriente ed Occidente. Questi cambiamenti determinarono la creazione di un mercato di scambio, liberando una parte della popolazione dal lavoro dei campi e indirizzandola ad attività commerciali. A partire dal XII secolo l'organizzazione sociale tripartita (oratores, bellatores e laboratores), quindi, venne sempre più scombinata: per esempio spesso gli ordini religiosi prendevano anche il ruolo di laboratores o di bellatores; e inoltre le città avevano ampliato considerevolmente la gamma di attività dei laboratores, comprendendo, non solo la stragrande maggioranza di contadini, ma anche artigiani, mercanti e banchieri.

Basso Medioevo - contesto ideologico e culturale

Come già detto, la cultura medievale è una cultura teocentrica: ogni aspetto della vita e della storia ruota intorno a Dio. In un testo teologico composto intorno al 1123 l'autore scrive che il mondo è un grande sistema di simboli che l'uomo deve decifrare per giungere a Dio. Secondo questa concezione, anche i tre regni (minerale, vegetale e animale) venivano letti simbolicamente, dando origine a veri e propri trattati enciclopedici di valore non naturalistico ma religioso e morale (lapidari, erbari e bestiari). I Padri della Chiesa interpretarono i testi classici attraverso l'allegoria, un racconto che il lettore accoglie nel suo significato letterale, sapendo però che dietro di esso si celano altri significati, per evitare così che andassero perduti.
Tra la fine del XII e gli inzi del XIII le scuole cattedrali si evolsero rapidamente in associazioni autonome di maestri e studenti provviste di un loro statuto interno. I nuovi insegnanti (non sempre ecclesiastici) intendevano fare ricerca con uno spirito critico fino allora sconosciuto. Spesso i chierici (studenti che godevano di alcuni privilegi ecclesiastici) si spostavano di università in università attratti da più favorevoli opportunità di ricerca e dalla prospettiva di maggiori guadagni. Accanto alle università si sviluppò anche un sistema di scuole gestito direttamente dalle istituzioni cittadine: scuole di basso profilo, funzionali alle esigenze pratiche dei ceti mercantili.

Basso Medioevo - movimento letterario

Già nel periodo classico la lingua parlata era alquanto diversa da quella che conosciamo attraverso gli scrittori e presentava molte varietà. Questo latino parlato, chiamato genericamente ''volgare'', era il latino usato nella comunicazione quotidiana, non solo dalle persone incolte, ma anche da quelle istruite. Le diverse popolazioni sottomesse da Roma, dentro e fuori l'Italia, parlavano una lingua diversa, e quando assimilarono il volgare latino vi portarono alcune particolarità della loro lingua. I primi documenti in volgare italiano sono l'Indovinello veronese, breve componimento che allude, sotto l'apparenza di un aratro, alla penna che scrive sulla carta, i Placiti, testi notarili, e l'Iscrizione di San Clemente. Analogamente all'evoluzione linguistica avvenne presso i popoli neo-latini una trasformazione della metrica. Si affermò nella poesia latina medievale il criterio accentuativo, in cui la rima assunse una funzione sistematica e fissa.

In Francia si era sviluppata una raffinata letteratura in lingua d'oc (diffusa nelle regioni del Sud e derivata in maniera diretta dal latino, senza apporti delle lingue germaniche) e in lingua d'oil (presente nel Nord, costituita da numerosi apporti germanici). Entrambe le lingue vengono utilizzate in ambito signorile nelle corti, ma mentre la lingua d'oc è la lingua della poesia lirica, la lingua d'oil è quella del romanzo cortese (come la chanson de geste). La chanson de geste è un tipo di componimento destinato all'esposizione orale da parte di giullari nelle corti, dove la loro recitazione viene accompagnata dal liuto. Si tratta di componimenti formati da lasse di varia lunghezza, formate da decasillabi. Esse sono organizzate in cicli, fra i quali i tre principali sono il ciclo di Carlo Magno, quello di Guglielmo d'Orange e il ciclo dei vassalli ribelli. Sono presenti frequenti formule che costituiscono il modo espositivo detto formulario, che da un alto consentono alla memoria di riposarsi durante l'esposizione e al tempo stesso conferisce solennità al racconto.

A cura di Anna Pastone IIIAL

Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email