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Guerra delle due rose

Nel 1455 scoppiò in Inghilterra la guerra delle due rose, dagli stemmi nobiliari delle due casate che si contendevano il trono: i Lancaster, rosa rossa, e gli York, rosa bianca, che contestavano ai Lancaster di aver usurpato del loro diritto di discendenza al trono quando nel 1413, dopo il regno di Riccardo II, il Parlamento inglese diede la Corona a Enrico IV Lancaster. Gli York approfittano però dell’ascesa al trono nel 1422 di Enrico VI, un re inviso dal popolo a causa dei problemi mentali e del fatto che si assentava spesso dal regno; inoltre quando scoppiò la guerra era senza eredi. Lo scontro fu caratterizzato dalle fazioni nobiliari che lottavano appoggiando prima gli York e poi i Lancaster e disperdendo i propri beni.
Alla fine di questa guerra priva di ideali vi fu la vittoria dei Lancaster con Enrico VII che nel 1485 conquistò il potere e nel 1486, in segno di riappacificazione, sposò Elisabetta York, così la nuova discendenza, che ebbe il nome Tudor, fu sia degli York che dei Lancaster. Con la perdita di potere della nobiltà Enrico VII potè imporre la legge del monarca e per sottomettere i nobili istituì la camera stellata, un tribunale con il compito di giudicare e condannare gli abusi dei nobili attraverso la confisca dei beni. Enrico VII riuscì a imporre la propria legge anche in periferia grazie al governo non attraverso l’apparato burocratico, ma con la piccola nobiltà terriera, gentry, non pagata, ma a cui era permesso dal re di appropriarsi delle terre confiscate ai nobili. Enrico VII inoltre capì che il destino dell’Inghilterra è quello della potenza marittima così finanziò la politica commerciale e le esplorazioni, affidate ai fratelli Calotto che nella prima spedizione arrivano alle coste dell’America settentrionale.

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