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FEUDALESIMO E NOBILTA’

La parola “feudo” comparve in Germania tra il 1000 e il 1100 ossia nell’XI secolo; la parola è di origine germanica; nel latino medievale “feudum” indicava una ricchezza qualsiasi; con il tempo giunse a significare la terra concessa dal sovrano al suo vassallo. Da feudo deriva il termine “feudalesimo” che indica il sistema feudale affermatosi nell’VIII-IX secolo. Il sistema feudale sorse in Francia, la terra dei Franchi, al tempo di Carlo Magno(771-814) e si diffuse sotto i suoi successori; si diffuse in seguito in tutta Europa e si estinse in Francia nove secoli dopo al tempo della Rivoluzione francese e di Napoleone; la fine del feudalesimo in Francia sancì anche la fine del feudalesimo nel resto d’Europa. Il sovrano concedeva ad un suo fedele collaboratore, che si dichiarava suo vassallo(termine di origine celtica che significa “servitore”), una vasta estensione di terra, ossia il feudo, per premiarlo di particolari servizi.

Baroni, conti, marchesi, duchi e principi erano tutti vassalli del monarca, legati a questo da un rapporto di fedeltà, in cambio del quale ricevevano terre più o meno vaste da cui traevano ricche rendite. Gli abitanti del feudo erano tenuti a pagare al nobile dei tributi ordinari o straordinari; erano inoltre tenuti a compiere le “corvèes” ovvero opere lavoratore che venivano loro richieste dal signore feudale. Il monarca, di fatto padrone di tutto lo Stato, concedeva parte delle terre dello Stato o le conquiste territoriali di una guerra ai suoi fedeli, assieme a un titolo nobiliare; l’altra parte delle terre dello Stato restava sotto il controllo del sovrano che era proprietario di più feudi, di più proprietà terriere distribuite ai propri familiari. In origine il feudo poteva essere revocato o per la morte del feudatario o per altre ragioni e quindi il feudo ritornava sotto il controllo del sovrano e poi assegnato ad altri feudatari. Tra il IX e l’XI secolo tuttavia i feudatari riuscirono definitivamente a trasformare le proprietà terriere ricevute in un privilegio ereditario trasmissibile, insieme al titolo nobiliare, ai propri discendenti senza che il sovrano potesse intromettersi. Il successore che riceveva il feudo era comunque tenuto a garantire la propria fedeltà alla dinastia regnante.
Il feudalesimo ebbe successo in tutta Europa e durò a lungo perché, in secoli caratterizzati da evidenti difficoltà di comunicazione, serviva al monarca per controllare i territori dello Stato tramite i suoi fedeli; inoltre, attraverso i feudatari, gli ordini del sovrano, come l’organizzazione di una spedizione o la riscossione di una tassa, raggiungevano anche le zone periferiche di uno Stato. Il nobile doveva vivere di rendita grazie al feudo, ma doveva anche amministrare con cura il proprio feudo. I nobili potevano essere possessori anche di più di un feudo e anche di più di un titolo. In caso di reato i nobili erano giudicati da un tribunale di soli nobili e le indagini erano svolte sempre da nobili. La nobiltà fu la classe dirigente della società durante il medioevo e l’età moderna fino alla Rivoluzione francese.

TITOLI NOBILIARI

Barone = parola di origine germanica che significa “uomo libero adatto a combattere”;
Conte = deriva dal latino “comes” e sta a significare “compagno del sovrano”, ossia collaboratore del sovrano;
Marchese = parola di origine germanica che significa “signore feudale di un territorio di confine”;
Duca = dal latino “dux” ossia comandante, condottiero;
Arciduca = titolo riservato solo ai figli dell’Imperatore d’Austria;
Granduca = titolo nobiliare presente nell’Europa settentrionale e orientale; i figli dell’imperatore di Russia portavano il titolo di granduca;
Principe = dal latino “princeps” ossia primo fra tutti; in Inghilterra tale titolo spetta solo agli esponenti della famiglia reale.

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