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Concetti Chiave

  • Il suffragio universale è stato una conquista fondamentale, con l'Inghilterra che lo ha introdotto nel 1918, la Francia nel 1848 e l'Italia nel 1919 per gli uomini e nel 1945 per le donne.
  • Nel Novecento, i partiti si sono trasformati da "notabili" a "partiti di massa", puntando a ottenere il suffragio universale maschile in gran parte d'Europa entro la fine del secolo.
  • Le donne, attraverso movimenti come le "suffragette" in Inghilterra, hanno lottato intensamente per il suffragio femminile, ottenuto nel 1918 dopo manifestazioni e proteste significative.
  • Il diritto di voto, sancito dall'articolo 48 della Costituzione italiana, è personale, eguale, libero e segreto, e rappresenta un dovere civico per tutti i cittadini maggiorenni.
  • Il referendum permette ai cittadini di esprimere la loro volontà su specifiche questioni, ma ha limitazioni, come l'esclusione delle leggi tributarie e la possibilità di azioni solo abrogative.

In questo appunto di storia per le Medie che spiega il suffragio universale, un'ardua conquista per cui ogni popolo ha lottato, per contribuire alla politica del proprio Stato. Tra il 600 e il 700, in Inghilterra solo la parte più agiata della popolazione poteva effettivamente scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Il suffragio universale, infatti, fu introdotto solo nel 1918. In Francia, invece, il suffragio universale esteso a tutti gli uomini fu proclamato nel 1793, durante la rivoluzione, e acquisito nel 1848. In Italia, venne riconosciuto solo nel 1919 a tutti i cittadini maschi, mentre quello femminile fu ottenuto il primo febbraio 1945, con il decreto Bonomi. Dopo aver esposto il suffragio universale maschile e femminile, è spiegato cosa è il diritto di voto e l’importanza dello strumento del referendum.
Suffragio universale maschile e femminile: storia, lotte e diritto di voto articolo

Suffragio universale maschile

Nel Novecento le masse iniziarono a partecipare alla vita politica: i "partiti notabili" (partiti dell'Ottocento composti da pochi uomini) diventarono "partiti di massa" (partiti che inquadravano larghe fasce della popolazione attraverso una struttura permanente, articolata in una rete di organizzazioni locali); l'obiettivo principale dei "partiti di massa" fu quello di convincere i rispettivi governi a cambiare le leggi elettorali per concedere il suffragio universale maschile. Tale obiettivo, in Europa, venne raggiunto alla fine del secolo, estendendo il diritto di voto a tutti i maggiorenni maschi (superiori di 21 anni), senza limitazioni di reddito né livello di istruzione, solo in Germania, Svizzera e Francia; solo tra il 1980 e il 1914 fu concesso anche in Spagna, Paesi Scandinavi, Austria e Italia (1912); in Olanda e Inghilterra fu concesso solo negli anni Venti.

Suffragio universale femminile?

Arrivati al suffragio universale maschile, anche le donne iniziano a lottare per aggiudicarsi anche il suffragio universale femminile: nel 1848, negli Stati Uniti esse fondarono delle associazioni femministe di donne bianche, dopo qualche anno si aggiunsero quelle di donne nere; le donne americane arrivarono al loro obbiettivo nel 1869 ma solo in alcuni Stati mentre, nel 1920, poterono votare tutte le donne degli Stati Uniti.
La lotta delle donne fu molto più drammatica in Inghilterra dove le donne che si battevano per raggiungere l'obiettivo vennero soprannominate "suffragette" (perché chiedevano il voto o suffragio), e ne l 1869 ottennero il diritto di votare solo nelle elezioni locali amministrative. Ma nel 1911 le donne passarono dalla manifestazioni alle lotte violente; nel 1913 una delle suffragette si suicidò in pubblico gettandosi sotto il cavallo del re Giorgio V durante un derby all'ippodromo di Epson, l'avvenimento creò molto scalpore e, nel 1918 venne finalmente concesso il diritto di voto anche alle elezioni politiche. In Italia i diritti delle donne furono sostenute da donne borghesi e da donne del Partito socialista, mentre gli uomini socialisti si opponevano poiché temevano il voto delle donne contadine; nel 1919 il Parlamento stava per concedere il voto alle donne quando però ci fu il periodo fascista che bloccò l'attivazione della norma. Le italiane riuscirono a votare solo dal 1946.
Suffragio universale maschile e femminile: storia, lotte e diritto di voto articolo

Diritto di voto e referendum

Il diritto di voto è l'elemento che consente al popolo di partecipare alle decisioni politiche e di contribuire allo sviluppo del proprio Stato. È sancito dall’articolo 48 della Costituzione che afferma in breve “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”. Il diritto di voto può essere a sua volta attivo o passivo. Il primo si riferisce alla categoria di persone aventi diritto al voto di organi rappresentativi, mentre il secondo alla categoria di persone che possono essere elette come membri di tali organi. I due diritti non coincidono. Ad esempio, in Italia, tutti i maggiorenni votano per eleggere i deputati, mentre per candidarsi come deputato bisogna aver compiuto 25 anni. L'esercizio dei diritti politici comporta meccanismi attraverso i quali i cittadini possono contribuire alle decisioni che riguardano la collettività. Con il referendum, il popolo può decidere direttamente su determinate questioni. Nella Costituzione italiana, l'articolo 75 prevede la possibilità del referendum, ma è soggetta a significative limitazioni. Risultano escluse, infatti, le leggi tributarie, per evitare la facile diminuzione delle imposte da parte di partiti interessati alla sola popolarità e che ignorano il bene collettivo. Inoltre, i referendum prevedono esclusivamente azioni abrogative, nel senso che i cittadini possono cancellare una legge, ma non ne possono approvare una nuova. L'esito del suffragio risulta valido se ha votato almeno la metà degli aventi diritto. Ad esempio, possiamo citare il referendum costituzionale del 2016, che ebbe luogo il 4 dicembre. Esso, specificatamente, proponeva: l'attribuzione al Senato di una funzione principalmente rappresentativa e il passaggio di gran parte del suo potere legislativo alla Camera; la riduzione del numero dei senatori da 315 a 100; la modifica di alcuni articoli costituzionali che si pronunciano sulle elezioni del Presidente della Repubblica, sulla nomina dei giudici della Corte Costituzionale e sui referendum popolari; la soppressione del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro. Allo spoglio dei voti vinse il No, con il 59% delle preferenze espresse.
Per ulteriori approfondimenti sul diritto di voto vedi anche qua
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Domande da interrogazione

  1. Qual è la storia del suffragio universale in Inghilterra?
  2. In Inghilterra, il suffragio universale fu introdotto solo nel 1918, mentre tra il 600 e il 700 solo la parte più agiata della popolazione poteva votare.

  3. Quando è stato riconosciuto il suffragio universale femminile in Italia?
  4. Il suffragio universale femminile in Italia è stato ottenuto il primo febbraio 1945, con il decreto Bonomi, dopo un lungo periodo di lotte.

  5. Qual è l'importanza del diritto di voto secondo la Costituzione italiana?
  6. Il diritto di voto, sancito dall'articolo 48 della Costituzione, è fondamentale per la partecipazione del popolo alle decisioni politiche e viene definito come un dovere civico.

  7. Come si differenziano il diritto di voto attivo e passivo?
  8. Il diritto di voto attivo si riferisce a chi può votare per gli organi rappresentativi, mentre il diritto di voto passivo riguarda chi può essere eletto; in Italia, ad esempio, si può votare a 18 anni ma candidarsi a deputato solo a 25.

  9. Quali sono le limitazioni del referendum in Italia?
  10. In Italia, il referendum può solo abrogare leggi esistenti e non approvarne di nuove, ed è escluso per le leggi tributarie, per garantire il bene collettivo e prevenire decisioni populiste.

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