Concetti Chiave
- Aumento del potere parlamentare in Europa con la limitazione delle monarchie assolute e la crescita delle assemblee elettive.
- Il suffragio universale maschile si diffonde in vari paesi europei e non, con l'Italia che lo adotta nel 1912.
- I governi tentano di ostacolare il suffragio universale imponendo restrizioni al voto per le classi sociali più basse e i giovani.
- Il movimento per il suffragio femminile, guidato da attiviste come Emmeline Pankhurst, affronta pregiudizi e repressione per ottenere il diritto di voto.
- Le riforme sociali e il welfare state emergono come risposte politiche a tensioni sociali, con leggi che proteggono i lavoratori e migliorano il benessere collettivo.
Crescita del potere parlamentare
Aumenta il potere dei parlamenti e si diffonde il diritto di voto
All’inizio del XX secolo in Europa non c’erano più monarchie assolute. Dappertutto era stato limitato il potere dei capi di stato ed era cresciuta l’autorità delle assemblee elettive (i parlamenti).
Qual è la diffusione del suffragio universale?
Tra la metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento il suffragio universale maschile era stato introdotto in molti stati: Francia, Danimarca, Grecia, Germania, Bulgaria, Spagna, Belgio, Norvegia e Austria. Fuori d’Europa era in vigore negli Stati Uniti, nell’Australia e nella Nuova Zelanda. Nel 1912 fu introdotto anche in Italia e in Argentina; in Inghilterra nel 1918.
Resistenze al suffragio universale
I governi cercano di rallentare questo progresso, temendo che le masse popolari, una volta preso il controllo dello stato per mezzo della maggioranza parlamentare togliessero alle antiche classi sociali dirigenti potere e privilegi.
Perciò cercarono con vari sistemi di limitare l’ingresso nei parlamenti dei rappresentanti delle classi sociali più umili. Ad esempio, esclusero dal diritto di voto i più giovani, in qualunque caso addirittura fino ai trent’anni. In alcuni paesi si attribuì un valore maggiore al voto dei più ricchi o dei più colti. In molti casi si cercò di esercitare pressioni più o meno aperte sugli elettori attraverso il voto palese: non si votava nel segreto di una cabina, ma sotto gli occhi dei presenti.
Esclusione delle donne dal voto
Infine il suffragio nella maggioranza degli stati europei rimase a lungo esclusivamente maschile. Le donne non potevano votare. Ma un parlamento dal quale erano escluse le donne non rappresentava tutto il popolo. Furono le donne stesse a lottare per ottenere parità di diritti con gli uomini: movimenti femministi sorsero fin dalla seconda metà del XIX secolo.
Lotta delle suffragette
Nel 1903 Emmeline Pankhurst fondò in Inghilterra un’organizzazione (l’Unione sociale e politica delle donne), il cui obbiettivo politico principale era il riconoscimento del diritto di suffragio femminile.
Le seguaci del movimento, le suffragiste, furono chiamate in segno di disprezzo col nome derisorio di suffragette. Esse dovettero affrontare i vecchi pregiudizi contro le donne: la stampa le metteva in ridicolo, i loro comizi si svolgevano in mezzo all’indifferenza e all’ostilità della gente, la polizia interveniva duramente nei loro confronti. Per farsi ascoltare ricorsero a mezzi estremi: fecero scioperi della fame, si incatenarono ai lampioni del gas per non essere arrestate e trascinate via durante le dimostrazioni; sommersero il parlamento inglese di richieste scritte: la sola Pankhurst ne inoltrò ben 2500.
La lotta delle donne, tuttavia, era ancora agli inizi. Il loro diritto di voto fu riconosciuto quasi dappertutto più tardi di quello degli uomini. In alcuni paesi esse ottennero la parità dei diritti a Novecento inoltrato.
Raggiungimento del diritto di voto per le donne nei vari paesi
Paese-Data
Stato di Wyoming (USA)
1869
Finlandia
1906
Danimarca
1907
1918
USA (intera federazione) entro
1920
Italia
1945
Asia (intera federazione) entro
1946
Svizzera
1971
Riforme sociali e welfare state
La lotta delle donne per conquistare il diritto di voto era solo un aspetto dell’inquietudine che agitava vaste masse popolari sulla strada della democrazia. Per evitare che lo scontro sociale diventasse violento, molti governi scelsero la via politica delle riforme (cambiamenti voluti dalle autorità per migliorare la società e lo stato).
Già tra il 1883 e il 1889 il cancelliere Ottone di Bismarck aveva fatto approvare dal parlamento tedesco leggi sociali che proteggevano i lavoratori
Nuova Zelanda
1893
contro i rischi di malattie, infortuni, invalidità e vecchiaia.
Su questa via la Germania fu seguita dai governi liberali inglesi del 1906-14, che posero le basi dello stato assistenziale (o Welfare State) moderno, uno stato cioè che si assume il compito di assicurare ai cittadini protezione e benessere e di pagare le spese che ciò comporta. Furono assegnate pensioni statali ai lavoratori anziani; fu organizzato un sistema previdenziale, che comprendeva l’assicurazione contro le malattie e la disoccupazione; furono istituiti uffici statali di collocamento; si introdusse il salario minimo; fu ridotta a otto ore la giornata lavorativa dei minatori. In Italia una decisa politica di riforme fu attuata da Giovanni Giolitti nell’età detta appunto giolittiana.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'evoluzione del potere parlamentare in Europa all'inizio del XX secolo?
- Quando è stato introdotto il suffragio universale maschile in Italia?
- Quali strategie hanno adottato i governi per limitare il suffragio universale?
- Chi ha fondato il movimento delle suffragette e qual era il suo obiettivo principale?
- Quali riforme sociali sono state implementate per affrontare le tensioni sociali nel periodo della lotta per il suffragio?
All'inizio del XX secolo, in Europa, il potere dei capi di stato era stato limitato e l'autorità delle assemblee elettive, ovvero i parlamenti, era cresciuta notevolmente.
Il suffragio universale maschile è stato introdotto in Italia nel 1912, seguendo un trend che aveva già visto l'adozione in altri paesi europei e non.
I governi hanno cercato di rallentare il progresso del suffragio universale escludendo i più giovani dal voto, attribuendo un valore maggiore al voto dei più ricchi e esercitando pressioni sugli elettori attraverso il voto palese.
Emmeline Pankhurst ha fondato nel 1903 l'Unione sociale e politica delle donne in Inghilterra, con l'obiettivo principale di ottenere il riconoscimento del diritto di suffragio femminile.
Per evitare scontri sociali violenti, molti governi hanno adottato riforme sociali, come quelle approvate da Bismarck in Germania, che includevano leggi per proteggere i lavoratori e hanno portato alla creazione del Welfare State moderno.