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Concetti Chiave

  • I Longobardi, un popolo barbarico proveniente dalla Scandinavia, arrivarono in Italia nel 568, occupando gran parte del territorio e creando un regno indipendente contro i Bizantini.
  • Il loro insediamento portò a un processo di integrazione con la popolazione locale, dando origine a una nuova cultura che segnò il passaggio dalla Classicità al Medioevo.
  • Sotto il re Liutprando, i Longobardi raggiunsero il massimo potere politico, espandendo il regno fino a Roma e stabilendo relazioni con altre potenze europee.
  • La conquista di Ravenna nel 750 da parte dei Longobardi alterò gli equilibri politici in Italia, portando all'intervento dei Franchi che sottomisero il regno nel 774.
  • Nonostante il declino del longobardo come lingua, il suo influsso sul lessico ha contribuito all'evoluzione del latino volgare nei dialetti e nella lingua italiana moderna.

Qual è l'arrivo dei Longobardi in Italia?

Nel 568 penetrò in Italia un nuovo popolo barbarico, proveniente dalla Scandinavia: i Longobardi.

Essi occuparono il Friuli e estesero il proprio dominio su gran parte del territorio nazionale, dando vita ad un regno indipendente in grado di contrapporsi al dominio bizantino.

Al loro arrivo in Italia i Longobardi entrarono in contatto con la realtà culturale di un territorio divenuto campo di battaglia tra Occidente e Oriente.

Integrazione e cultura longobarda

La stabilizzazione sul territorio italiano implicò il confronto con la popolazione locale, determinando un lento processo di integrazione che diede vita ad una nuova cultura.

Il rapporto con l'antico che si venne a creare fu sfruttato dalle èlites longobarde per legittimare il loro crescente potere.

Ai Longobardi infatti, oggi si attribuisce un ruolo determinante nel passaggio tra la Classicità e il Medioevo.

Essi contribuirono ad elaborare e diffondere le espressioni culturali, artistiche, politiche e religiose. In questo modo anticiparono una fioritura artistica che coinvolse l'Italia successivamente.

Apparteneva ai Longobardi tutto il nord della Penisola ad eccezione delle coste della Liguria e del Veneto; al centro e al sud si formarono invece i Ducati di Spoleto e di Benevento.

I Bizantini conservarono i territori dell'Esarcato di Ravenna e il cosiddetto "corridoio bizantino" che divideva il Regno longobardo in due parti: la Langobardia Major a nord e la Langobardia Minor a sud.

Nel 572 la capitale del Regno fu posta a Pavia, ma per ancora un decennio il dominio longobardo fu retto dai numerosi ducati che godevano di ampia autonomia.

Espansione e politica di Liutprando

L'apice della potenza politica longobarda si ebbe con Liutprando: egli incrementò i possedimenti del Regno, arrivando fino alle porte di Roma e sottomettendo i ducati ancora indipendenti di Spoleto e Benevento; seppe inoltre contenere il Papato e svolse una politica di respiro Europeo, stringendo rapporti con Franchi e Avari.

Purtroppo l'espansionismo longobardo, con la conquista di Ravenna nel 750, ruppe i delicati equilibri politici della penisola.

Il Papato chiese l'aiuto dei Franchi, che nel 774 sottomisero i Longobardi, inglobando, tutti i ducati nell'Impero carolingio.

Solo Benevento, elevato a rango di Principato, conservò la propria autonomia fino alla conquista normanna.

Declino e influenza linguistica

I Longobardi parlavano originariamente una lingua germanica; probabilmente apparteneva al gruppo orientale ed era affine al gotico. Non esistono testimonianze scritte del longobardo, se non alcune parole sporadicamente contenute in testi giuridici, come l'Editto di Rotari, o storici (soprattutto l'Historia Langobardorum di Paolo Diacono)[128]. L'uso del longobardo declinò rapidamente dopo l'insediamento in Italia, soppiantato fin dai primi documenti ufficiali dal latino. Anche nell'uso quotidiano l'idioma germanico, parlato da un'esigua minoranza della popolazione italiana dell'epoca, si perse nel volgere di pochi decenni[110]. Non si trattò tuttavia di una dissoluzione nel nulla; anzi, l'influsso germanico ha significativamente contribuito, soprattutto nel lessico, al passaggio dal latino volgare ai vari volgari italiani, che si sarebbero poi evoluti nei vari dialetti e nella stessa lingua italiana. La prima attestazione del volgare italiano, l'Indovinello veronese, risale alla fine dell'VIII secolo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine dell'arrivo dei Longobardi in Italia?
  2. I Longobardi, un popolo barbarico proveniente dalla Scandinavia, penetrarono in Italia nel 568, occupando il Friuli e dando vita a un regno indipendente in grado di contrastare il dominio bizantino.

  3. Come si è sviluppato il processo di integrazione culturale dei Longobardi in Italia?
  4. L'integrazione dei Longobardi con la popolazione locale ha portato a una nuova cultura, sfruttata dalle élites longobarde per legittimare il loro potere e contribuire al passaggio tra la Classicità e il Medioevo.

  5. Qual è stato il ruolo di Liutprando nell'espansione del Regno longobardo?
  6. Liutprando ha raggiunto l'apice della potenza longobarda, espandendo i possedimenti fino a Roma e sottomettendo i ducati indipendenti, mentre mantenne un equilibrio con il Papato e stabilì relazioni con i Franchi e gli Avari.

  7. Quali furono le conseguenze dell'espansionismo longobardo?
  8. L'espansionismo longobardo, culminato con la conquista di Ravenna nel 750, ha alterato gli equilibri politici della penisola, portando il Papato a chiedere aiuto ai Franchi, che nel 774 sottomisero i Longobardi.

  9. Qual è stata l'influenza linguistica dei Longobardi in Italia?
  10. Sebbene il longobardo, una lingua germanica, sia rapidamente scomparso dopo l'insediamento in Italia, il suo influsso ha contribuito al passaggio dal latino volgare ai vari volgari italiani, influenzando il lessico della lingua italiana.

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