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Shoah

Con il termine Shoah in lingua ebraica ci si riferisce ad una sciagura improvvisa, inaspettata; è un altro termine utilizzato per riferirsi all'Olocausto.

La dominazione nazista

Negli anni Quaranta, in piena Seconda guerra mondiale, quasi tutta l'Europa era sotto l'occupazione del regime nazista. Oltre alla sconfitta degli Alleati e all'espansione territoriale, Adolf Hitler aveva come fine bellico l'instaurazione nel mondo di un nuovo ordine sociopolitico fondato sulla gerarchia razziale, sull'egemonia ariana e sull'annientamento degli ebrei. L'ordine nuovo, nell'ideologia nazista, aveva come obiettivo l'annullamento e lo sradicamento dei valori umani. Il diritto dell'uomo alla vita, il diritto dell'uomo e del cittadino all'uguaglianza nel suo paese, principi elaborati e adottati lungo il cammino della civiltà europea, costituivano, tra i popoli illuminati, il fondamento della condizione giuridica dell'uomo e della famiglia.

Lo Stato nazista promulgò le leggi razziali antiebraiche che stabilirono che «la purezza del sangue tedesco è indispensabile per l'esistenza del popolo tedesco. Il cittadino del Reich è solo colui che ha sangue tedesco o sangue da esso derivato».

L'inizio della persecuzione degli ebrei

Gli ebrei risiedevano sul suolo tedesco da secoli, e rappresentavano meno dell'1% della popolazione totale. Ciononostante furono privati della cittadinanza tedesca e fu vietato loro l'accesso alle cariche pubbliche, all'esercizio delle libere professioni e alle associazioni socioculturali. Segregati e oppressi, gli ebrei vennero in seguito esclusi anche dalla vita economica del paese e sistematicamente espropriati delle loro proprietà, per portare a compimento il processo detto di «arianizzazione». Le vittime di queste leggi non furono soltanto gli ebrei di fede mosaica o le persone che appartenevano alla comunità ebraica, ma anche i convertiti, i loro figli e i figli dei loro figli, poiché il criterio della loro condizione civile era l'appartenenza dei loro antenati al giudaismo.

Le cause della persecuzione

Il razzismo nei confronti degli ebrei nascondeva in realtà soprattutto motivazioni di natura economica. La Germania attraversava un periodo di grave crisi economica e Hitler (il dittatore a capo della Germania) indicò i cittadini di cultura e religione ebraica come i responsabili di questa crisi. Molte banche tedesche, infatti, erano controllate da ebrei, perciò era facile far credere che gli ebrei fossero i responsabili della disastrosa situazione economica.

Le leggi razziali

Le leggi razziali che prevedevano la confisca dei beni degli ebrei e il costringerli al lavoro forzato diedero ai tedeschi dei vantaggi immediati: guadagnarono considerevoli ricchezze e poterono sfruttare un gran numero di lavoratori che non dovevano pagare e che non potevano protestare. Questo permise per qualche anno ai tedeschi di vivere meglio degli altri stati europei. Ma Hitler era anche convinto, e lo scriveva già nel 1919, che gli ebrei fossero una razza inferiore, che stava contaminando la purezza della razza ariana (la razza “nordica” di cui i tedeschi, secondo lui, erano l’espressione migliore). Quindi Hitler fece degli ebrei i colpevoli di tutti i mali della Germania, trovò un comodo capro espiatorio.

La soluzione finale

Dopo lo scoppio della guerra (1939) si iniziò a parlare di "soluzione finale”, con la quale si intendeva procedere allo sterminio di tutti gli ebrei e dal 1942 in poi furono allestiti veri e propri campi di concentramento e di sterminio: nei primi i prigionieri venivano classificati in base alla loro capacità di lavorare; chi era troppo debole veniva eliminato nelle camere a gas camuffate da docce, mentre i più forti erano sottoposti ad un lavoro schiavistico. Anche questi ultimi, a causa delle terribili condizioni di vita e di lavoro a cui erano sottoposti, spesso non sopravvivevano. I campi di sterminio erano invece pensati esclusivamente per la soppressione delle persone.

La liberazione

Le forze sovietiche furono le prime ad avvicinarsi ad alcuni tra i campi più importanti, nel luglio del 1944. Sorpresi dalla rapida avanzata sovietica, i Tedeschi avevano cercato di nascondere le prove dello sterminio distruggendo il campo.
I Sovietici liberarono Auschwitz, il più grande campo di concentramento e di sterminio, nel gennaio del 1945. Avendo i Nazisti costretto la maggior parte dei prigionieri a marciare verso ovest, i soldati Sovietici trovarono, ancora vivi, solo alcune migliaia di prigionieri emaciati e sofferenti, insieme a molte prove degli assassinii di massa compiuti ad Auschwitz.

Il Giorno della Memoria

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale che viene celebrata il 27 gennaio celebrando la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta proprio il 27 gennaio del 1945 ad opera delle truppe sovietiche. L'Armata Rossa riuscì a salvare i pochi superstiti e rivelò per la prima volta l'orrore del genocidio nazista. L'apertura dei cancelli di Auschwitz mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dentro a quel lager nazista, simbolo dell'eccidio.
Il Giorno della Memoria è celebrato in commemorazione delle vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

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