Genius 13137 punti

Repressione nazista

La repressione nazista ebbe inizio pochi giorni dopo l’armistizio (strage di Boves, 55 morti, 16 settembre 1943) e fu anche in Italia feroce, soprattutto in Toscana ed Emilia: tutta una serie di massacri colpirono gli abitanti delle aree in cui agivano i partigiani, da Sant’Anna di Stazzema (oltre 560 morti tra uomini, donne e bambini, 12 agosto 1944) a Marzabotto (1836 morti, 1° ottobre).

Le azioni dei GAP provocarono la repressione nazista e fascista anche nelle grandi città, dove vennero effettuate fucilazioni di prigionieri politici ed ebrei: dal massacro delle Fosse Ardeatine a Roma (24 marzo 1944, 335 civili uccisi in seguito ad un attentato partigiano che aveva causato la morte di 30 soldati tedeschi) alla fucilazione di 15 prigionieri politici, i cui corpi furono esposti a Milano in piazzale Loreto il 9 agosto 1944.

I trattati di pace

Al termine della guerra i trattati di pace imposero all’Italia condizioni molto dure. L’Italia perse, oltre alle colonie, alcune ristrette aree al confine con la Francia e tutta una vasta regione ai confini con la Iugoslavia. Gran parte della Venezia Giulia, L’Istria, Fiume, Zara e le isole della Dalmazia passarono alla Iugoslavia e la stessa Trieste fu per anni (1947-1954) un territorio libero, fino a che fu riunita all’Italia. La popolazione Italiana dell’Istria lasciò in larga maggioranza (circa 300 000) la regione, temendo che si ripetessero le rappresaglie e le persecuzioni che si erano verificate durante la guerra.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email