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Fallimento del sistema di Versailles

L’aggressività della Germania nazista si inserì nella crisi del sistema internazionale costruito a Versailles. Questo sistema si riveló molto fragile per le sue contraddizioni interne, risentimenti nazionalistici ma anche a causa del fallimento della Società delle Nazioni e della crisi economica.Inoltre l’Europa si divideva fra sistemi politici e ideologici: le democrazie liberali, il comunismo, il nazifascimo e il fascismo.
Lo scoppio della guerra
Il 1 settembre 1939 le forze tedesche iniziarono la guerra con l’invasione della Polonia, il 27 settembre entrarono a Varsavia e la Polonia venne divisa tra le due potenze: milioni di polacchi e ebrei caddero sotto il dominio tedesco, mentre milioni di polacchi, ucraini e bielorussi finirono sotto quello sovietico.Nel dicembre 1939 l’Unione Sovietica attaccò la Finlandia impadronendosi della Carelia, infine le tre repubbliche baltiche tornarono sotto il dominio russo.
L’offensiva tedesca a occidente
Nella primavera del 1940, Hitler attaccó la Danimarca e la Norvegia, per garantirsi il controllo del mare del Nord e del rifornimento del minerale di ferro.Il 10 maggio 1940 iniziò l’offensiva verso occidente.La strategia militare tedesca era basata sulla guerra lampo, si trattava di battere le linee nemiche con bombardamenti aerei e sfondarle con carri armati.
Il crollo della Francia
I francesi confidavano nella protezione dalla linea Maginot, un sistema di fortificazioni costruito negli anni venti e trenta lungo la frontiera con Svizzera e Germania, ma invasi Belgio e Paesi Bassi violandone la neutralità i tedeschi sfondarono la linea Maginot. Il 14 giugno Parigi venne occupata.Dopo un mese dall’attacco tedesco, fu concluso un armistizio franco-tedesco che poneva fine alla guerra fra i due paesi. I tre quinti del territorio francese rimasero sotto occupazione militare tedesca, mentre nel centro-sud si formò un regime collaborazionista con il maresciallo Pétain con capitale nella città di Vichy.
La battaglia d’Inghilterra
Per abbattere la resistenza inglese Hitler utilizzò la guerra sui mari e soprattutto la guerra aerea. La lunga battaglia d’Inghilterra però non fu un successo per i tedeschi anche perché gli inglesi avevano un importante strumento di avvistamento, i radar.Hitler infine dovette abbandonare l’invasione della Gran Bretagna.
L’entrata in guerra dell’Italia
Mussolini consapevole che l’Italia non possedeva le risorse economiche e militari necessarie per condurre una guerra, aveva comunicato all’alleato tedesco di non poter intervenire, onorando il patto d’acciaio. Allo scoppio della guerra quindi l’Italia aveva dichiarato la non belligeranza che significava astensione al conflitto ma non neutralità. I successi di Hitler però portarono Mussolini ad entrare in guerra.Il 10 giugno 1940 l’Italia entró in guerra, attaccando la Francia.
La strategia italiana prevedeva una guerra parallela: non operazioni in comune con i tedeschi ma azioni autonome. L’Italia attaccò la Grecia come atto di un’espansione nei Balcani. La resistenza dei Greci fermò l’avanzata italiana perché era poco armata e preparata. La situazione fu sbloccata dall’intervento di Hitler che con un attacco invase la Iugoslavia. Quindi le truppe tedesche si ricongiunsero con quelle italiane e stroncarono la resistenza della Grecia. L’operazione diede a Hitler il controllo sui Balcani, sulla Romania, sull’Ungheria e sulla Bulgaria.
La guerra nel Mediterraneo e in Africa
L’entrata in guerra dell’Italia aprí due nuovi fronti della guerra, nel Mediterraneo e in Africa. Sul mare la flotta italiana si scontrò più volte con gli inglesi.Le offensive italiane nella Somalia britannica e in Egitto furono bloccate dagli inglesi.Nell’Africa orientale le truppe britanniche occuparono la capitale dell’Etiopia.Sul fronte libico-egiziano, le truppe tedesche volevano attaccare l’Egitto, ciò significava risorse petrolifere e controllo del canale di Suez. Italiani e tedeschi così condussero un’offensiva che gli consentì di respingere gli inglesi dal confine egiziano.
L’invasione dell’Unione Sovietica
Nella seconda metà del 1941 due avvenimenti diedero una svolta decisiva alla guerra: l’attacco tedesco all’Unione Sovietica e l’entrata in guerra degli Stati Uniti.L’operazione Barbarossa, cioè il piano di invasione dell’Unione Sovietica dai tedeschi ci fu il 22 giugno 1941 con un esercito di tre milioni di uomini, carri armati, aerei.
I tedeschi occuparono così le repubbliche baltiche, l’Ucraina e la Bielorussia, si impadronirono di territori coltivati russi, della produzione di grano, del carbone, del ferro e dell’acciaio. Hitler invase l’Unione Sovietica perché in tutta la prima fase del conflitto, i rifornimenti sovietici erano stati fondamentali per l’economia tedesca, sia per continuare il conflitto sia per affermare la propria potenza.Hitler attaccò l’Urss anche perché essa rappresentava i termini del giudaismo e bolscevismo che per lui rientravano nell’ideologia del nazismo.L’invasione dell’Unione Sovietica fu quindi una vera e propria guerra di annientamento in cui furono uccisi milioni di russi, militari, civili e prigionieri.
La resistenza Sovietica
Hitler riteneva che l’Unione Sovietica sarebbe crollata subito, infatti all’inizio fu così perché l’Armata rossa non resse per l’impreparazione militare, debolezza degli alti comandi ed errori di cui fu responsabile lo stesso Stalin, che assunse il comando delle forze armate. Ma all’arrivo dell’inverno l’esercito sovietico non era del tutto sconfitto e applicò così la tattica della terra bruciata che sottraeva all’esercito invasore il rifornimento dei prodotti russi. Inoltre una prima controffensiva Sovietica e il freddo inverno russo costrinsero i tedeschi a retrocedere.
Le preoccupazioni americane
Mentre il fango e la neve bloccavano i tedeschi in Russia, nel Pacifico vi erano eventi che potevano portare in guerra gli Stati Uniti. Preoccupante era l’espansionismo giapponese in Asia e nel Pacifico ma anche l’occupazione dell’Indocina che spinse gli inglesi a imporre al governo di Tokyo restrizioni economiche per indebolire l’economia.
La Carta atlantica
Roosevelt ottenuta la terza rielezione sviluppò una politica di aiuti alla coalizione democratica. Il presidente (Roosevelt)fece approvare la legge affitti e prestiti che dava alle potenze antinaziste aiuti economici e militari senza pagamenti immediati; il 14 agosto 1941 sottoscrisse con Churchill la Carta atlantica, un documento che stabiliva i principi politici da seguire dopo la distruzione nazista e che richiamava i 14 punti di Wilson.
L’attacco giapponese a Pearl Harbor
Gli Stati Uniti però per il governo di Tokyo rappresentavano un ostacolo per il suo controllo nell’Asia orientale, ma fra i suoi obiettivi vi erano anche le colonie francesi, olandesi e britanniche. Il 7 dicembre 1941 così l’aviazione giapponese attaccò la flotta statunitense nella rada di Pearl Harbor (Hawaii). Il giorno dopo, Stati Uniti e Gran Bretagna dichiararono guerra al Giappone. L’11 dicembre i governi di Roma e Berlino dichiararono guerra agli Stati Uniti e con il loro ingresso la guerra diventó mondiale.
I tedeschi in Russia: la battaglia di Stalingrado
Nella seconda metà del 1942 le sorti del conflitto volsero a favore degli anglo-americani e dei sovietici, alleati in una lotta comune con l’obiettivo della “resa senza condizioni” della Germania. Questa decisione fu presa alla conferenza di Casablanca da Roosevelt, Churchill e De Gaulle. Una svolta decisiva ci fu sul fronte orientale, dove i tedeschi lanciarono un’offensiva all’Unione sovietica per conquistare le regioni petrolifere del Caucaso. Ma l’offensiva si arrestò presso la città di Stalingrado e ciò segnò una svolta nel conflitto con la resa dell’armata tedesca.Il successo della resistenza sovietica fu dovuto ai rifornimenti americani e ad un enorme sforzo economico.
Il crollo dell’Asse e le vittorie alleate nel nord Africa
Fu l’intervento degli Stati Uniti a determinare il crollo dell’Asse. Tra il 1940 e il 1945, l’industria statunitense fu in grado di produrre aerei, carri armati, navi da guerra, mitragliatrici. Il primo intervento alleato fu l’Africa settentrionale dove l’offensiva Italo-tedesca venne arrestata a El-Alamein dagli inglesi che iniziarono poi a respingere le forze dell’Asse verso occidente. Dopo lo sbarco anglo-americano in Marocco e Algeria le forze dell’Asse erano tra due fuochi, la loro ultima resistenza in Tunisia venne piegata e la guerra nel Nord Africa era finita.
La caduta del fascismo
L’Africa settentrionale all’inizio della guerra era un fronte importante, dopo divenne strategico perché gli Alleati portarono lì la guerra in Europa con lo sbarco in Sicilia che fece esplodere la crisi del regime fascista. Il 25 luglio 1943 il Gran consiglio del fascismo sfiduciò Mussolini per salvare il regime. L’8 settembre 1943 il governo italiano con il maresciallo Badoglio annunciò l’armistizio con gli anglo-americani.I tedeschi mentre occupavano il Centro-nord del paese liberarono Mussolini che fondò la Repubblica di Salò, uno stato fascista sotto il controllo tedesco.
Lo sbarco in Normandia
Nella conferenza di Teheran, Churchill, Roosevelt e Stalin aprirono un secondo fronte in Europa. Ciò avvenne con lo sbarco in Normandia, un’operazione aeronavale che travolse le difese tedesche e liberò il Belgio e quasi tutta la Francia. Parigi insorse contro i tedeschi e le truppe di De Gaulle riconquistavano la capitale francese.Sul fronte orientale l’Armata Rossa era alle porte della Germania e aveva rioccupato i paesi baltici. Sotto l’avanzata russa, Ungheria, Romania e Bulgaria firmarono l’armistizio con i sovietici. La Iugoslavia insorse contro i tedeschi che dovettero lasciare anche la Grecia, occupata dagli inglesi.
La resistenza della Germania e la resa
Hitler in questa situazione decise di resistere applicando la mobilitazione totale e aumentando lo sfruttamento e il terrore in Germania, ciò portò morte e distruzione. L’aviazione anglo-americana, intanto, attuava bombardamenti a tappeto e nella primavera dal 1945 si giunse alla stretta finale; da una parte vi erano gli anglo-americani e dall’altra i sovietici. A ovest gli Alleati (anglo-americani) passarono il Reno, a est l’Armata rossa (sovietici) entrò in Austria e occupò Vienna. Il 25 aprile 1945 anglo-americani e russi si incontrarono sul fiume Elba. Il 28 aprile Mussolini fu catturato dai partigiani e fucilato, il 30 aprile Hitler si tolse la vita, il 2 maggio i sovietici entrarono a Berlino e l’8 maggio la Germania firmò la resa senza condizioni.


Hiroshima e la resa del Giapponese

La guerra era finita in Europa, ma continuava in Estremo Oriente dove dopo una serie di conquiste giapponesi, le sorti del conflitto erano a favore degli Stati Uniti.
Il presidente Truman salito alla Casa Blanca dopo la morte di Roosevelt decise di utilizzare contro il Giappone la bomba atomica. Il 6 agosto 1945 la prima bomba atomica venne sganciata sulla città di Hiroshima, tre giorni dopo un’altra colpiva la città di Nagasaki. Il 2 settembre 1945 fu firmata la resa del Giappone.
La guerra era finita ma si apriva lo scenario dell’era atomica
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