Ominide 136 punti

Primo dopoguerra

Nella Conferenza di pace a Parigi tenutasi dopo la Prima Guerra Mondiale tra i vincitori, vi era anche anche Vittorio Emanuele Orlando, che cercò di far valere le proprie posizioni, ma l’Italia non era una grande potenza e quindi le sue richieste non venivano accolte integralmente. L'Italia si vide riconoscere dai trattati di pace il Trentino, Sud Tirolo, Trieste ma vide contestata (soprattutto da Wilson) la sua pretesa di ottenere l'Istria, la Dalmazia, e la città di Fiume. Da qui nasce il mito della “vittoria mutilata” (espressione di D'Annunzio), secondo la quale gli italiani non ottennero tutto ciò per cui avevano combattuto a causa anche dell’incapacità della classe politica di far valere gli interessi italiani.
Europa e l’Italia in particolare visse:
• Grave inflazione
• Alto debito pubblico a causa della guerra

• Banche avevano difficoltà per elaborare un buon sistema creditizio
• Economia era crollata poiché durante la guerra le industrie belliche erano state aiutate dai prestiti stranieri, ma con la fine di essa il flusso di denaro proveniente dagli alleati si era fermato; questo rendeva molto ardua la conversione delle industrie da belliche a civili, poiché senza aiuti esterni furono costrette a molti licenziamenti, aumentando la disoccupazione. Si cercò di ripristinare il protezionismo per sollecitare una, pur debole, ripresa interna.
Un nuovo problema fu quello dei reduci che si aspettavano una ricompensa e il reinserimento nelle maglie produttive, ma non fu così poiché molti posti di lavoro erano stati occupati dalle donne che avevano acquistato un’indipendenza economica.
Dunque la fine della guerra aveva portato ad una nuova povertà, non ad una ricchezza e tutto ciò portò ad una delusione sociale.

Ci fu anche un cambiamento nelle gerarchie sociali:
1. Nuovi ricchi  durante guerra avevano tratto vantaggio dal commerci interno illegale, il mercato nero
2. Nuovi poveri  vecchia piccola borghesia e ceti medi soffocati da industriali e proletariato
C’era anche il problema di controllare le masse che dal 1917 vedevano la Russia come un esempio militare. Questo fu chiamato Pericolo rosso (comunismo) che fu visto dal governo come il nemico da combattere e da isolare.
Fu in questo contesto che nel 1919, a Milano, Benito Mussolini fondò i Fasci di combattimento. Egli era di tendenze socialiste ma inserite in un contesto contadino.
Temperamento forte ed inquieto e nel 1902 fugge in Svizzera per sottrarsi agli obblighi militari. Era influenzato dalle versioni più esterne del socialismo.

1904 cambia orientamento e fa servizio militare e poi comincia a militare attivamente nelle file socialiste. M. si dimostra un buon agitatore politico e con la sua retorica sapeva enfatizzare gli animi.
Entrò nel Partito socialista e divenne segretario della camera del lavoro a Trento.
1912  eletto presidente del giornale socialista “Avanti”
All’inizio della guerra, in quanto socialista, assume posizioni neutraliste ma nel 1914 cambia radicalmente posizione, divenendo interventista. Cacciato dal partito fonda il “Popolo d’Italia” ( con finanziamenti francesi e italiani)
15 – 17  chiamato alle armi e torna ferito, congedandosi con il grado di caporale.
Nel dopo guerra (1919) fonda i Fasci di Combattimento.
Nel programma del movimento si evidenziavano progetti sia per la politica estera che interna
• In politica estera prendevano posizione contro ogni tipo di imperialismo e veniva sostenuta l’importanza delle Società delle Nazioni.
• In politica interna si sperava nell’istituzion di una repubblica con autonomie regionali, estensione suffragio alle donne, eliminazione del senato, referendum popolare.
Inoltre lo stato doveva garantire i dirtitti fondamentali e fare riforme fiscali contro i nuovi ricchi.

Partito popolare

Dopo la caduta del ministero Orlando per la sua condotta inefficace nella conferenza a Parigi, il governo fu preso da Francesco Saverio Nitti, il quale indisse nuove elezioni politiche che videro la totale sconfitta dei fasci di combattimento e la vittoria del Partito Socialista con a fianco il neonato Partito Popolare Italiano di ispirazione cattolica; nei primi decenni del Regno d’Italia il non expedit, ovvero il divieto per i cattolici di partecipare alle elezioni dello Stato Italiano, aveva impedito la creazione di un movimento politico di ispirazione cattolica.

Ora che l’opposizione del Vaticano allo stato era diminuita e quindi era nato questo nuovo partito capeggiato dal sacertote don Luigi Sturzo. I punti più urgenti del programma erano:
• Riforma agraria
• Estensione del voto alle donne
• Decentramento, quindi istituzione di autonomie locali e regionali
C’è da precisare che questo partito non era strettamente connesso con il Vaticano; anzi, esso dava solo l’ispirazione a questo movimento autonomo. In ogni caso, il sentimento cattolico riunì sotto di esso un grande numero di persone con pensieri e scelte politiche diverse.
Don Sturzo mostrava di puntare alla concorrenza con il partito socialista, soprattutto nel mondo contadino; ma questo implicava l’accettazione di forme di lotta sociale come gli scioperi. Altri erano favorevoli ad un’applicazione radicale dei principi della Rerum Novarum, mentre altri puntavano ad un ruolo confessionale.
Il problema del Partito Popolare era se allearsi con i socialisti (avviando una stagione di centro-sinistra) o con i liberali (isolando i socialisti). Non si riuscì a decidere e il Paese risultò ingovernabile, quindi l’opinione pubblica divenne negativa verso l’istituzione parlamentare.

Partito socialista

La responsabilità dell’azione politica ricadde dunque sui socialisti, ma il loro partito era frazionato, rendendo sterile la loro forza. Essi erano divisi in Massimalisti (guidati da Giacinto Menotti, che sosteneva la necessità di preparare il proletariato ad una rivoluzione attraverso sciopero) e in Riformisti (che parlavano di una progressiva trasformazione sociale). Inoltre stava nascendo anche una terza linea di pensiero, che si ispirava alla condotta Leninista, l’Ordine Nuovo (capeggiato da Gramsci, Bordiga e Togliatti e che aspirava alla formazione di un partito rivoluzionario che avesse come ideale la dittatura del proletariato)

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email