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Dittatura fascista


Conclusa la Grande Guerra alcuni nazionalisti sostenevano che quella dell'Italia era stata una vittoria mutilata, infatti non aveva ottenuto nè la Dalmazia nè Fiume come invece era stato concordato con le potenze dell'Intesa, il Parlamento non contento di come erano state condotte le trattative di pace portò alle dimissioni di Emanuele Orlando e alla nascita di un novo governo guidato da Saverio Nitti.
Inoltre si era diffusa una grande crisi economica, la produzione industriale era diminuita, dilagava la disoccupazione, gli operai organizzavano rivolte e scioperi , gli anni 19-20 furono definiti biennio russo…insomma si creò un gran malcontento generale.
Nel 1919 ci furono due avvenimenti politici importanti: il sacerdote Luigi Sturzo fondò il partito popolare italiano (PPI) e Benito Mussolini i fasci di combattimento che comprendeva interventisti e rivoluzionari.
In questo clima di difficoltà a cui il malgoverno e i partiti politici non trovavano una via d’uscita, Mussolini trovò quindi simpatizzanti tra industriali, agrari ed ex combattenti.
Giolitti che subentrò al governo Nitti vide come molti politici liberali volevano sfruttare a proprio vantaggio i fascisti per far perdere voti ai socialisti e perchè pensava e sosteneva inoltre che il movimento di Mussolini avesse vita breve.
Proprio per questo motivo alle elezioni del 1921 i fascisti furono invitati ad entrare nelle liste di coalizione , favorendo l'ingresso di Mussolini in Parlamento.
A questo punto Mussolini trasformo il proprio movimento in un vero e proprio partito,
il 9 novembre 1921 nacque il partito nazionale fascista (PNF) che avrebbe dovuto garantire ordine sociale e politico.
Si formarono quindi le squadre fasciste “gli squadristi” che occuparono Pianura Padana, Toscana e Umbria.
Mussolini capì lo stato era debole e il suo partito stava diventando sempre più forte così gli squadristi assalirono a Milano il palazzo comunale dei socialisti e devastarono la sede del giornale l'Avanti (giornale socialista di cui Mussolini aveva fatto parte).
Mussolini voleva conquistare il potere, le squadre fasciste si prepararono quindi per entrare a Roma; il 28 ottobre fascisti provenienti da diverse parti d'Italia occuparono Roma senza neanche incontrare alcuna opposizione da parte del governo.
Il re Vittorio Emanuele III non riuscendo più a controllare la situazione affidò l'incarico di formare il nuovo governo proprio a Mussolini. Inizialmente formò un governo di coalizione con i liberali e il PPI, successivamente nel 1922 instaurò il Gran consiglio del Fascismo e nel 1923 istituì una Milizia volontaria per la sicurezza nazionale.
Nel 1924 ci furono le elezioni dove i fascisti fecero entrare nelle liste anche uomini di altri partiti anche con l'intimidazione, i fascisti vinsero le elezioni ma un deputato socialista Giacomo Matteotti ne denunciò i brogli e le violenze così venne rapito e ucciso proprio da alcuni fascisti. Questo fatto suscitò indignazione ,ci fu infatti una protesta delle opposizioni contro il governo fascista chiamata “secessione dell'Avventino” proprio perchè gli oppositori si ritirarono sul colle Aventino.
Il 3 gennaio 1925 con un duro discorso alla camera Mussolini dava l'avvio all'instaurazione della dittatura .
Tra il 1925 e il 1926 furono approvate le “leggi fascistissime” che posero fine allo stato liberale abolendo il principio di separazione dei tre poteri (legislativo,esecutivo,giudiziario). Il progetto di Mussolini era la “fascisstizzazione” dell'Italia, come disse in un discorso,voleva che italiano e fascista fossero la stessa cosa. Cambiò anche il modo di salutare, con il braccio alzato che richiamava all'antico uso della gloriosa Roma.
Dopo aver consolidato le leggi fascistissime instaurò un regime dittatoriale condannando gli oppositori, istituì la censura e affidò alla polizia segreta (OVRA) il compito di individuare gli oppositori e le voci critiche del regime.
In economia Mussolini all'inizio attuò una politica liberistica ma vide che non dava buoni risultati così decise di favorire l'intervento dello stato sull'economia vennero quindi creati l' IMI e l' IRI enti pubblici che si occupavano della ricostruzione.
L'agricoltura fu sostenuta con la battaglia del grano, cioè incentivi per la produzione di cereali, e con l'autarchia ovvero dall'autosufficienza alimentare,economica.
Mussolini mise una serie di misure per i lavoratori come ad esempio la giornata lavorativa a otto ore e un'assicurazione contro le malattie.
Furono aboliti gli scioperi e i sindacati furono sostituiti dalle Corporazioni, organizzazioni che riunivano lavoratori e datori di lavoro il tutto per fare gli interessi della nazione;
poi si pensò ad un’intensa militarizzazione del paese.
Per allargare il consenso verso il regime fascista Mussolini mise in atto una sistematica opera di propaganda, attraverso cinema, radio, stampa,che furono usati in maniera martellante per condizionare l'opinione pubblica,, un'azione di massiccia propaganda fu compiuta nella scuola per formare dei giovani con un modo di pensare fascista Mussolini era proposto come l'uomo modello da imitare,condottiero infallibile che avrebbe portato l'Italia a gloriosi destini, era esaltato perfino nei libri scolastici.
Venne creata l'Opera nazionale Balilla ovvero organizzazioni fasciste giovanili che davano ai ragazzi un addestramento para militare, forgiando le nuove generazioni al principio fascista di: credere, obbedire combattere,


Vennero inoltre stipulati con la chiesa i Patti lateranensi, una serie di accordi che riconoscevano al Papa la sovranità sul vaticano mentre in cambio la Chiesa riconosceva Roma come capitale del Regno d'Italia.
In politica estera, mentre l'imperialismo anglo-francese di fine ottocento aveva mirato a conquiste di colonie per ragioni politiche ed economiche, quello fascista fu fondato su ragioni demografiche, cioè voleva conquistare nuovi spazi per sistemare la popolazione in eccesso.

Mussolini attuò quindi una politica demografica mise infatti la tassa sul celibato che che dovevano pagare coloro che non si sposavano e non avevano figli così da incoraggiare l'aumento delle nascite tutto questo perchè secondo lui aumentare il numero di abitanti costituiva un fattore di potenza.
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