Prima Guerra mondiale: cause, conseguenze, situazione italiana

Dal 1870 al 1914, l'Europa è attraversata da tre campi di tensione:
1. Francia e Germania, per l'Alsazia-Lorena, divenute tedesche nel 1871, con l'unificazione condotta da Bismarck.
2. Austria-Ungheria e Russia, per il controllo dei Balcani.
3. Regno Unito e Germania, perchè entrambe aspirano ad avere la miglior flotta.

Nel 1879, Austria-Ungheria e Germania firmano la Duplice Alleanza, un patto difensivo, a cui si aggiunge nel 1882 l'Italia di Depretis (Triplice alleanza): quest'ultima sceglie di allearsi con la nemica storica, dopo che la Francia ha occupato Tunisi nel 1881 (schiaffo di Tunisi).
Nel 1887, la Germania stringe un patto segreto con la Russia, con cui i due paesi si impegnano a rimanere neutrali in caso di conflitti, con due sole eccezioni: in caso di guerra tra Germania e Francia e tra Russia e Austria-Ungheria; così, chiaramente, la Germania si impegnava in due patti inconciliabili: da un lato un patto difensivo con l'Austria, dall'altro un accordo segreto contro di essa. Tuttavia Bismarck, l'anno seguente, non lo riconferma per timore che si incrinino i rapporti con l'Austria.

Nel 1894, Francia e Russia firmano un trattato di mutuo soccorso.
Nel 1904, Francia e Regno Unito sottoscrivono l'Entente Cordiale, con la quale si spartiscono le reciproche aree di influenza in Africa:
-Egitto a Regno Unito.
-Francia può espandersi verso il Marocco.
Siam viene lasciato libero come stato cuscinetto.
Nel 1907, Russia, Regno Unito e Francia si alleano con la Triplice Intesa.
Fin dal 1878, la Serbia è indipendente, ma al potere c'è la dinastia filo-austriaca degli Obrenovic, che pone la nazione in posizione di subalternità rispetto all'Austria-Ungheria. Per questo, gruppi nazionalisti serbi rovesciano il governo di Aleksander Obrenovic e lo sostituiscono con Pietro I Karagjorgjevic, nella speranza di realizzare il panserbismo, cioè creare un grande stato serbo che riunisse tutte le popolazioni di quel ceppo etnico. Ciò pone necessariamente il nuovo governo in tensione con l'Austria, poiché nei territori di quest'ultima vivono all'incirca 2milioni di serbi: essa reagisce bloccando le importazioni di denaro dalla Serbia e annettendosi la Bosnia Erzegovina, a maggioranza serba. La Serbia reagisce allora alleandosi con la Russia. La società segreta serba della Mano Nera organizza un attentato a Sarajevo contro l'Arciduca Francesco Ferdinando, che va in porto il 28-06-1914, quando un congiurato, Gravilo Princip, spara alla coppia imperiale. Vienna manda quindi un ultimatum alla Serbia, che accetta tutti i punti, eccetto la partecipazione di magistrati austriaci al processo contro i mandanti e gli esecutori dell'attentato. Il 28-07-1914, l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia: accanto alla prima si schiera la Germania, in aiuto della seconda intervengono le forze dell'Intesa.

Cause:
1. Nazionalismi: il concetto di nazionalismo ha assunto una connotazione differente: se in età romantica indicava il diritto di ogni nazione di ottenere autonomia, ora rappresenta il tentativo di affermare la superiorità della propria nazione. E' ciò che avviene nella Germaia di Guglielmo II, che aspira a fare del suo stato la più grande potenza al mondo, così come negli USA e in Giappone, che vogliono ritagliarsi un nuovo ruolo a livello planetario.
2. Ritiro dell'impero ottomano dalla penisola balcanica, e quindi inizia la contesa dei suoi territori da parte dell'impero Austro-Ungarico e della Serbia, che si allea con la Russia.
3. Conflitto economico tra le grandi potenze, soprattutto tra chi è già sviluppato dal punto di vista industriale e forte dal punto di vista coloniale, cioè Inghilterra e Francia, e chi vuole crescere sia dal punto di vista industriale che coloniale, cioè Germania e Austria-Ungheria.
4. Diffusione di una cultura della guerra, che risponde alla necessità di dare sfogo all'industria bellica che ha avuto un forte impulso con la Seconda Rivoluzione Industriale.
5. Delitto di Sarajevo, causa scatenante.

Situazione italiana

Stando agli accordi della Triplice Alleanza, l'Italia sarebbe dovuta intervenire a sostegno dall'Austria; tuttavia, allo scoppio della guerra, il governo Salandra ha optato per la neutralità per diverse ragioni:
1. l'accordo prevedeva l'appoggio alle potenze dall'Alleanza nel caso in cui queste fossero state i paesi offesi. Tuttavia, nella fattispecie, l'Austria non era il paese offeso, bensì quello che aveva dischiarato guerra

2. l'Italia non era certa che, in caso di vittoria, l'Austria, storica nemica, le avrebbe ceduto le terre irredente
3. reduce della guerra in Libia condotta da Giolitti dal 1912, l'esercito e la flotta italiana non era ancora pronta ad affrontare le forze francesi e, soprattutto, la flotta inglese, che aveva a disposizione migliaia di km di coste da cui attaccare l'Italia.
L'opinione pubblica e politica si divide quindi tra neutralisti ed interventisti.
I neutralisti erano:
1. i liberali di Giolitti, che ritenevano che l'Italia non era pronta per la guerra.
2. Gli esponenti del mondo cattolico
3. socialisti e repubblicani.
Interventisti erano:
1. i democratici
2. i nazionalisti

Salandra, insieme al suo ministro degli esteri Sidney Sonnino, inizia ad ascoltare tanto le forze dell'Intesa, quanto quelle dell'Alleanza. Decidono di siglare con Francia, Inghilterra e Russia il Patto di Londra (26 aprile 1915). Attraverso tale accordo, l’Italia si impegnava nella guerra contro l’Austria ed, in caso di vittoria, avrebbe dovuto ottenere le terre irredente di Trentino, l’Alto Adige, Trieste, Istria e della la città di Valona, in Albania.

Fasi della guerra
La Germania invase quindi la Francia, passando attraverso il Belgio e violandone così la neutralità, cosa che suscitò molto scalpore soprattutto in Inghilterra, che per questo motivo scese in campo al fianco delle truppe francesi. L’intenzione tedesca era di portare avanti una “guerra di movimento”, rapida e veloce, ma il tentativo fallì: il conflitto si rivelò lungo ed estenuante, in quel che fu definita una “Guerra di Trincea”. Dopo l’avanzata tedesca in Francia ed il blocco continentale operato dalla flotta inglese, nel 1915 anche l’Italia entra in guerra con la Triplice Intesa (Inghilterra, Francia, Russia), stipulando il Patto di Londra. Il 23 maggio le truppe italiane entrarono in guerra. Sul fronte italo-austriaco, il conflitto si presentò subito estremamente lento, combattuto nelle trincee scavate nelle montagne del Friuli da soldati reclutati tra le fasce più povere della popolazione.

Nel 1917, si ribaltò la situazione, con l’ingresso nel conflitto degli Stati Uniti a fianco della Triplice Intesa ed il ritiro della Russia, impegnata entro i propri confini con la Rivoluzione. L'intervento degli USA è motivato dal fatto che la guerra sottomarina tra Inghilterra e Germania stava minando gli interessi economici del paese, dal momento che, come nel caso della Lusitania, un transatlantico che viaggiava tra Liverpool e New York, molte navi commerciali dirette verso il Regno Unito erano affondate dalla flotta tedesca.
L’offensiva austriaca divenne sempre più pressante, finché l’esercito italiano subì la famosa sconfitta di Caporetto, il 24 ottobre del 1917, con gravi ripercussioni anche sulla vita economica e sociale del Paese. Ebbero infatti inizio una serie di scioperi e di manifestazioni, tali da costringere il governo a fare grandi promesse ai soldati, al fine di risollevarne il morale, evitando defezioni ed ammutinamenti.
Il 1918 fu l’anno decisivo del conflitto, che ne segnò anche la conclusione della Prima Guerra Mondiale con la vittoria della Francia.
Sul fronte italo-austriaco, l’esercito italiano, guidato dal un nuovo generale Armando Diaz, riuscì a conquistare Trento e Trieste, stipulando un armistizio con l’Austria e giungendo finalmente alla pace.
Nel novembre del 1918, Austria-Ungheria e Germania firmano gli armistizi che pongono fine alla guerra. Il 18 gennaio 1919 viene convocata a Versailles una conferenza di pace, la cui azione è ispirata dai 14 punti di Wilson (presupposti che il presidente USA Woodrow Wilson stese per giungere ad una pace giusta e durevole):
1. libertà di navigazione.
2. rinuncia alla diplomazia segreta.
3. autodeterminazione dei popoli come base per ridisegnare la geografia europea.
4. creazione di un organismo internazionale che sovraintenda questi principi ed eviti i conflitti internazionali, cioè la Società delle Nazioni, costituita a Ginevra nel 1920: gli USA ne entrarono a far parte per mantenere l'autonomia rispetto al continente europeo.
L'auspicio è quello di giungere ad una pace senza vincitori né vinti, ma non viene realizzato perchè Inghilterra e Francia vogliono punire la Germania: deve restituire l'Alsazia-Lorena alla Francia, cedere le colonie a Inghilterra, Francia e Giappone, ridurre l'esercito a 100mila unità, smilitarizzare il Reno, separare la Pomerania dalla Prussia con un “corridoio” da cedere alla Polonia (il corridoio di Danzica, che fa guadagnare alla Polonia uno sbocco sul mar Baltico) e rinunciare alla flotta.
Inoltre, la Prima Guerra Mondiale vede il crollo dei grandi imperi:
l'impero ottomano.
l'Austria-Ungheria, in seguito alle ribellioni di attivisti cechi e slovacche, che proclamano l'indipendenza e che costringono Carlo I ad abdicare.
Nascono:
Repubblica d'Austria
Repubblica ungherese
Regno di Jugoslavia
Regno di Romania
Regno di Cecoslovacchia
Italia ottiene Trento, Trieste e l'Istria (ma non la Dalmazia)
Repubblica socialista russa non viene riconosciuta
Riconosciuta l'indipendenza di Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania.

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