Ominide 995 punti

La vita in trincea


Nel corso della Prima Guerra Mondiale milioni di soldati, di tutti i fronti di guerra, vissero, combatterono e purtroppo morirono in lunghe buche fortificate chiamate trincee. Scavate nel terreno, le trincee erano irrobustite con parapetti di pietra o in cemento ed erano protetti da file di sacchi di terra; erano interrotte da feritoie e da piccoli passaggi per uscire.
Ogni soldato aveva a disposizione uno spazio di poco superiore a un metro cubo e lì doveva mangiare, sparare e sperare di sopravvivere. Le trincee erano delle linee più importanti ed avanzate, quelle che si dovevano difendere ad ogni costo (quindi fino alla morte), erano scavate con perforatrici pneumatiche e con esplosivi, ma alcune di esse vennero create semplicemente grazie all'uso delle proprie mani e delle baionette: tutte occuparono il lavoro di centinaia di migliaia di soldati, in un continuo alternarsi di di scavi, combattimenti, distruzioni e ricostruzioni. L'alba di ogni giorno poteva preannunciare una giornata di assalti, bombardamenti, morte.

Vita quotidiana in guerra nelle trincee


Nelle pause di una vita quotidiana che poteva essere troncata in ogni momento, i soldati lavoravano al trasporto dei materiali che la trincea divorava di giorno: munizioni, rotoli di filo spinato da svolgere, cemento, sacchi di terra, vettovaglie. Il cibo era cucinato nelle retrovie e quando arrivava alla trincea era pressoché immangiabile: la pasta e il riso erano colla, il brodo gelatina, la carne cuoio, il pane raffermo o in briciole. L'acqua, sempre troppo poca, era sporca, inquinata, calda e, spesso, imbevibile. Nei diari di si soldati e ufficiali l'ambiente di trincea era paragonato a un immondezzaio strapieno di rifiuti, escrementi, liquami, in cui spesso circolavano topi, ratti e pantegane "grandi come ratti". Scarafaggi, pidocchi e molti altri parassiti (per liberarsi dei quali si ricorreva al reciproco spulciamento, come le scimmie), infestavano i ricoveri, gli indumenti e gli stessi corpi dei soldati, rendendoli più deboli all'insorgere delle malattie: si calcola che più del 30% dei soldati italiani non morirono combattendo ma per malattia.
Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email