La prima guerra mondiale era nell’aria. L’attentato all’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando fu soltanto la goccia che fece traboccare il vaso, ma c’erano già tante cause che la facevano prospettare tra cui la questione dei Balcani (che rappresentavano già dagli inizi 900 la polveriera dell’Europa, dove la città più ambita era Danzibar), il desiderio di révence per il riscatto dell’Alsazia e della Lorena, il panservismo e il panslavismo, gli redentismi, cioè il desiderio di riscattare le terre irredente, la corsa agli armamenti (della Germania, dove Guglielmo II aveva messo in atto la politica militarista, della Russia che stava cercando di uscire fuori dalla crisi economica e stava dando vita all’industria pesante, e dell’Inghilterra) e i nazionalismi sfrenati (gli imperialismi che diventano sciovinismi: è una sorta di nazionalismo esasperato). Dopo l’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando (28 Giugno) e della moglie Sophie da parte di uno studente bosniaco, scatta subito il meccanismo delle alleanze, perché l’Austria manda un ultimatum alla Serbia (23 Luglio), la Serbia non può accettare questo ultimatum così duro e dunque l’Austria le dichiara la guerra, quindi inizia il bombardamento di Belgrado (28 Luglio). Scattano le dichiarazioni belliche: da un lato c’è la triplice intesa con Francia, Inghilterra e Russia e dall’altro lato c’è la triplice alleanza, e cioè gli imperi centrali: l’Austria e la Germania. Questa guerra è una guerra già preparata dalla Germania dal generale Schlieffen, ovvero il piano della guerra lampo: la Germania aveva previsto di risolvere la guerra in poco tempo perché doveva attaccare velocemente la Francia e la doveva prendere alle spalle violando il territorio neutrale del Belgio (il Belgio e il Lussemburgo avevano dichiarato la propria neutralità in merito alla guerra). Questa guerra lampo fu anche di movimento perché gli eserciti si muovevano per fare la guerra. Schlieffen preparò questo piano perché era consapevole che se non avesse fatto cadere brevemente la Francia avrebbe poi dovuto combattere sia sul fronte occidentale che orientale dato l’arrivo imminente dei soldati Russi, e dunque poté combattere solo su quello orientale. Non fu però così perché la guerra diventò di posizione, o di trincea. Nel frattempo il Giappone, che puntava ai possedimenti coloniali dei tedeschi in Cina, si schierò con la triplice intesa e quindi la guerra, con l’entrata del Giappone si fa mondiale. Più tardi l’impero Ottomano si allea con gli imperi centrali, cioè con l’Austria e la Germania.

L’Italia invece non entra in guerra, in quanto non le conveniva: non aveva la preparazione militare adatta e poi non era tenuta a rispettare il patto della triplice alleanza perché era un patto di non aggressione (solo se una delle tre nazioni fosse stata aggredita l’Italia sarebbe dovuta intervenire). Se poi l’Italia fosse entrata in guerra a fianco dell’Austria non avrebbe mai ottenuto il possedimento di Trieste e Trento. Nel 1914 l’Italia dunque non entra in guerra. La Prima guerra mondiale viene considerata guerra totale, perché coinvolge tutti i settori degli Stati. Il piano Schlieffen, fallisce a causa della resistenza belga, e ciò permise allo stato francese al comando di Joffre qualche giorno di tempo per riorganizzare la difesa. L’esercito tedesco era comandato dal generale von Moltke, esso riuscì a sfondare il confine nord-occidentale e a giungere a poche decine di chilometri da Parigi. Il governo francese fuggì a Bordeaux, mentre Joffre trasferiva le truppe dalla Lorena, dove erano state inizialmente stanziate per presidiare il confine con la Germania.
Appoggiati da un corpo di spedizione inglese, i Francesi riuscirono a mantenere con i Tedeschi la prima battaglia lungo il fiume Marna (settembre 1914), dove i francesi misero in atto una grande resistenza contro i tedeschi, così il fronte si stabilizzò sui fiumi Aisne e Somme lungo linee che i due eserciti munirono di trincee. A questo punto la guerra lampo si trasforma in guerra di posizione, o guerra di trincea (fossa in cui i soldati si mettono ad aspettare per ore ed ore il nemico, e davanti vi è il campo minato). La guerra di posizione diventa anche di logoramento (molti dei soldati impazzivano anche a causa delle condizioni igienico-sanitarie cui erano sottoposti). Subito dopo la dichiarazione di guerra l’esercito Russo invade la Prussia, costringendo i tedeschi a sottrarre truppe al fronte occidentale. I tedeschi bloccarono l’avanzata russa nelle battaglie di Tannenberg (30 agosto) e i laghi Masuri (settembre), poi a Leopoli e in Galizia i Russi sconfissero gli austriaci. Nella primavera del 1915 scatta un’offensiva austro-tedesca, e i russi devono arrentrare, fino a quando nel 1916 lanciano un’ultima offensiva. Nel frattempo anche la Bulgaria entra in guerra a fianco degli imperi centrali. L’Italia non era tenuta a entrare in guerra però nel 1914 con il primo ministro Antonio Salandra nasce un dibattito attorno alla guerra perché ci sono gli interventisti (nazionalisti e intellettuali liberali-democratici tra cui D’Annunzio)che vogliono partecipare e i neutralisti (cattolici, socialisti e alcuni liberali come Giolitti che non voleva che l’Italia entrasse in guerra perché non era preparata) che non volevano. Prevalse il fronte interventista e quindi l’Italia, nel 26 Aprile del 1915, attraverso alcuni poltici italiani stipula un patto segreto con i paesi dell’intesa, il famoso “patto di Londra” grazie anche alla propaganda che va sotto il nome di “radioso maggismo” con entrando in guerra al fianco dell’Inghilterra e della Francia avrebbe ottenuto Trieste, Trento, Istria e Dalmazi. Non fu fatto accenno alla città di Fiume.
L’Italia dunque dichiara guerra all’Austria e il 24 Maggio del 1915 entra in guerra. L’esercito italiano si attesta sul Carso, qui combatte contro gli austriaci. Le prime battaglie furono le quattro battaglie dell’Isonzo, con perdite ingentissime per gli italiani e esiti nulli. Nel 1916 tra l’Inghilterra e la Germania si combatte una grande battaglia, la battaglia di Verdun, una battaglia sul mare sulla penisola di Jutland. Questa battaglia è come se fosse stata vinta dalla Gran Bretagna, nonostante non ci erano ufficialmente stati né vincitori né vinti. Nel 1916 vi è un’altra grande battaglia. Gli austriaci vogliono punire gli italiani del tradimento che avevano fatto e quindi organizzano la Strafexpedition (punizione punitiva con a capo il generale Conrad von Hotzenford). Il 1916 è anche l’anno dell’introduzione delle nuove armi da guerra: gas asfissiabili, mitragliatrici, carri armati e sottomarini (costruiti dalla Germania che puntava molto su di essi e sulla guerra sottomarina che farà poi entrare gli Stati Uniti in guerra). Il 1916 è anche l’anno del pacifismo, in quanto c’è l’appello del papa Benedetto XV ad evitare quest’inutile strage, ma la sua voce non fu ascoltata. Nel 1917 si capovolgono le sorti della guerra perché ci sono due avvenimenti importanti: il 2 Aprile, il presidente degli Stati Uniti Wilson dichiarò che la guerra sottomarina scatenata dalla Germania contro il commercio era una guerra contro l’umanità e quindi ci fu l’entrata degli Stati Uniti in guerra a fianco dell’intesa il 6 Aprile (anche se in realtà essi avevano votato la legge “affitti e prestiti”, con la quale avevano dato interventi e prestiti alla Francia e l’Inghilterra. Per assicurarsi la restituzione dei prestiti gli Stati Uniti entrano in guerra).

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