La prima guerra mondiale

La prima guerra mondiale scoppiò per una causa occasionale che fu la scintilla per far scoppiare l’incendio: l’assassinio a Sarajevo dell’Arciduca Francesco Ferdi e moglie da parte di Princip Gavrilov, uno studente bosniaco. Fu un omicidio mirato (28-06-1914) perché i serbi volevano l’indipendenza dell’Austria.
I veri motivi dello scoppio della guerra furono:
• Revancismo francese (desiderio di vendetta e rivincita per la battaglia di Jedan del 1870)
• Germania insoddisfatta colonialmente; ha poche colonie disponibili e con la rivoluzione industriale ha più bisogno di materie prime
• Conflitto nei Balcani Austria-Russia per il controllo di Croazia, Bosnia, Albania e Romania
• Gara economica tra nazioni industrializzate; inizia una corsa agli armamenti e dunque si producono più armi più distruttive

• Avanzata del socialismo – la guerra è vista come un diversivo per i problemi interni e bisognava distrarre il popolo.

Socialismo
Socialisti massimalisti (rivoluzionari) accettano la guerra perché sperano che così possono salire al potere;
Socialisti minimalisti sono contrari alla guerra e pensano che non si farà perché gli interessi sono alti a si potrebbe danneggiare l’economia.

Ci sono due anticipazioni alla guerra:
• Guerra Marocchina (conflitto superficiale che finisce in un vero scontro GERMANIA-INGHILTERRA nel mediterraneo)
• Guerra Balcanica (armata ma non finisce in un vero scontro. Austria contro Russia permettere in rilievo l tensione tra gli Stati).

Due schieramenti:
• Triplice Alleanza (Italia, Austria, Germania) – stessi obiettivi con coinvolgimento militare
• Triplice Intesa (Russia, Francia, Inghilterra) – nata per obiettivi economici.
L’Italia inizialmente è neutrale. Entrerà nella Triplice Alleanza il secondo anno di guerra.

Il 23 luglio 1914 l’Austria invia un ultimatum alla Serbia che lo rifiuta anzi, ne accetta tutte le clausole tranne una: il processo dell’assassinio non deve essere fatto in un altro Stato (Austria) poiché perderebbe la sovranità sui cittadini e non era più considerato uno Stato.
Il 28 luglio 1914 l’Austria dichiara guerra alla Serbia. La guerra è europea fino al 23 luglio. Da qui in poi sarà Mondiale.
Entra in guerra anche il Giappone con l’Intesa per interessi in Cina in cui vi era una forte presenza inglese. Entra anche la Turchia.
L’esercito tedesco è pronto ed invade il Belgio che era neutrale poiché consentiva l’attacco alla Francia sia frontalmente che da nord-est.

I tedeschi arrivano alle porte di Parigi ma si fermano per dei limiti naturali: i fiumi Marna, Aisne e Somma in cui ci sono i francesi e la lontananza dalle retrovie.
Sul fronte orientale la Russia invade la Prussia.
L’Inghilterra crea un blocco navale: controlla le entrate dall’Atlantico al Mare del Nord per impedire che le colonia riforniscano Germania ed Austria. Questo blocco danneggia la Germania che inventa il sottomarino.

L’Italia, durante il primo anno di guerra, è neutrale e ciò è consentito dal trattato della Triplice Alleanza per due motivi:
• Il Trattato è difensivo cioè gli Stati erano obbligati a intervenire se uno degli Stati venisse attaccato
• Prima della guerra si doveva fare una consultazione preventiva cioè decidere come dividersi i vantaggi della fine.

Dopo lo scoppio della guerra, l’Italia si divide in:
• Neutralisti, che non vogliono intervenire
• Intervenisti, che vogliono intervenire.

Gli schieramenti non erano omogenei:
I neutralisti erano divisi in:
● Cattolici (guidati da Benedetto XV). Ne facevano parte per il principio di pace e perché il papa temeva che l’Italia se fosse entrata in guerra contro l’Austria ci sarebbe stato uno scisma.
● Socialisti (minimalisti guidati da Turati). Erano contro la guerra poiché capirono che era fatta per interessi del capitalismo.
● Liberali Giolittiani erano convinti che i liberali potevano essere ottenuti senza entrare in guerra.

Gli intervenisti erano divisi in:
● Democratici ovvero coloro che vedevano nell’Italia la democrazia come compimento del risorgimento e fine della monarchia.

● Conservatori ovvero coloro che vogliono l’espansione politica ed economia per un prestigio internazionale e per entrare a far parte delle grandi potenze europee.
● Nazionalisti ovvero coloro che erano convinti che la guerra avrebbe fermato democratici e socialisti.
● Rivoluzionari che volevano la guerra tra capitalisti portando al crollo del capitalismo.
● Irredentisti che volevano la liberazione del Trentino e del Friuli dalle mani austriache.

L’Italia, il 26 aprile 1915, firma segretamente il Patto di Londra (il parlamento non lo sa) con cui il governo italiano si impegna ad entrare in guerra entro un mese ed alla fine avrebbe vinto Trentino, Alto Adige, Trieste, Istria, Dalmazia e Valona.
Il Parlamento vota a sfavore dell’entrata in guerra perché vi sono troppi Neutralisti Giolittiani.
Il governo organizza le Radiose giornate ( = propaganda ) per convincere il Parlamento ancora contrario alla guerra.
Il governo, però, si dimette: il sovrano rifiuta le dimissioni e Salandra può agire anche senza le autorizzazioni del parlamento.
Il 24 maggio 1915, un giorno prima della scadenza del Patto di Londra, l’Italia dichiara guerra.
Nel 1916 vi furono diverse offensive ma con vantaggi solo per Germania, Austria e Turchia.
Viene organizzata la Straffen Expedition dall’Austria che viene sconfitta dall’Italia sul fiume Isonzo.

Da guerra di avanzamento, si trasforma in guerra di posizione cioè si combatte nelle trincee ma nessuno stato ne è capace.
Trincea: fossato in cui stanno i soldati.
Ogni giorno c’erano 4/5 nuovi attacchi: i soldati erano ubriacati per farli solo attaccare e se tornano indietro sono uccisi dal fuoco amico stesso. Ciò aveva delle conseguenze quali:
• Logoramento psicologico

• Problema degli effettivi (mancano sempre di più uomini)
• Diminuzione manodopera poiché i lavoratori sono mandati al fronte ma entrano in gioco le DONNE. Qui si ha la prima emancipazione
• Nascono grandi gruppi economici per commesse militari che influenzano il governo con la produzione delle armi.
Nel 1916 l’Intesa crea ed attua il blocco economico.

La Germania inizia la guerra sottomarina contro l’Inghilterra. Essa viene però interrotta perché i tedeschi affondano una nave di passeggeri degli Stati Uniti. Gli USA danno un ultimatum alla Germania.

Conseguenze politiche nei paesi in guerra:
• Poteri tolti i Parlamenti e dai ai governi che sono, però, influenzati dalle classi militari
• Francia, Gran Bretagna e Italia creano un governo di unione nazionale, l’unico governo in cui sono presenti i rappresentanti di tutti i partiti.
• Tendenze pacifiste
– Trovare una soluzione diplomatica (ne vinti, ne vincitori) voluta da Wilson (presidente USA) Benedetto XV
– Soluzione rivoluzionaria (pace derivata dalla rivoluzione popolo VS governo) voluta dai socialisti.
I socialisti organizzano delle conferenze a Kiental (dominio Leninismo) e Zimmerwald dove nascono due tesi:
1. Pace senza annessioni o indennità e autodeterminazione dei popoli
2. Rovesciamento capitalismo per portare al potere i socialisti con a capo Lenin.

Riemergono delle nazionalità oppresse
L’Austria fa un’offensiva di pace ovvero tenta la pace per salvare di possibile del proprio impero ma fallisce per volontà dell’Italia che rischia di non riceve i territori promessi.

Nel 1917 accadono due fatti importanti durante la prima guerra mondiale: - Rivoluzione Russa

- Intervento degli USA
• Con la rivoluzione Russa, lo Zar è costretto ad abdicare e nasce un governo provvisorio che decide di continuare la guerra per mantenere i rapporti con gli alleati. La Russia perde il controllo della Galizia e della Polonia.
Nel 1918 la Russia firma la pace di Brest-Litovsk e accetta di dare alla Germania Lituania, Lettonia, Estonia e Polonia.
• Gli USA intervengono dichiarando guerra alla Germania che continua la propria guerra sottomarina ma, in realtà, la vera causa è quella di fare prestiti con interessi più elevati all’Inghilterra. Questa è definita neutralità belligerante.
Gli USA entravano in guerra come “associati”, liberi cioè di decidere del loro futuro politico e soprattutto conservando il diritto di ritirarsi dalla guerra. Dunque condividono il nemico ma non i fini della guerra.
I fini degli USA sono 14 e furono sanciti da Wilson in un documento. Il fine ultimo era la pace definitiva attraverso:
 La condanna della diplomazia segreta
 Libertà di navigazione
 Libero scambio economico e commerciale
 Politica di disarmo (rinunciare alla produzione di armi)
 Soluzione definitiva ai problemi coloniali
 Autodeterminazione dei popoli
 Nascita SDN (società delle nazioni – come l’ONU)
Gli USA devono dimostrare il loro carattere democratico cercando di far ricadere la colpa sui governi. Essi, infatti, entrano in guerra per diffondere la democrazia.

L’Italia attacca l’Austria a Caporetto tra il 24 e il 30 ottobre 1917. Tutto il fronte italiano dovette ritirarsi per evitare che parte delle truppe rimanessero accerchiate o isolate. Tale ritirata, non essendo stata programmata, si trasformò in una disfatta. Furono perse intere divisioni e una quantità ingente di materiali. Migliaia furono i profughi civili costretti ad abbandonare le loro case. Per fortuna, quando tutto sembrava perduto, il paese seppe reagire con fermezza. il generale Armando Diaz sostituì il generale Cadorna, a Roma fu costituito un governo di solidarietà nazionale presieduto da Vittorio Emanuele Orlando. L'esercito fu riorganizzato rapidamente con la famosa leva del 1899 ovvero i giovani. L'avanzata austriaca fu bloccata sul Piave, sull'altipiano Asiago e sul Monte Grappa. Ormai per l'Austria non c'erano più speranze e si dovette arrendere all’Italia.
E’ il 1918 quando la prima guerra mondiale finì.

Il 19/05/1919 si organizza a Parigi la Conferenza di Pace: per la prima volta i vincitori della guerra non fanno partecipare i vinti e i poteri decisionali sono in mano di USA, Francia, Italia e Gran Bretagna.
Fra gli Stati vincitori ci sono PUNTI CONDIVISI (colpa della guerra data alla Germania e all’indebolimento) e PUNTI NON CONDIVISI (modalità indebolimento Germania, come dividere il profitto della guerra e come risolvere il problema coloniale).

Ogni potenza vinta ha un proprio trattato di pace:
• Trattato di Versailles per la Germania sancisce: - Cessione a Francia di Alsazia,Lorena e bacino minerario Saar
- Cessione di parte dei propri territori a
Polonia e Danimarca
- Divisioni colonie tra vincitori
- Riduzione drastica armamento ed
esercito a 250 mila soldati
- Pagare i danni della guerra (132
miliardi di marchi oro)
• Trattato di Saint-Germain per l’Austria che deve cedere parte dei propri territori a Italia, Polonia e Cecoslovacchia
• Trattato di Sevres per l’impero Ottomano che viene diviso tra i vincitori
• Trattato di Neuilly per il resto dei vinti che devono cedere parte dei propri territori da cui nascerà la Jugoslavia, un insieme di etnie.
Con la nascita di nuovi stati vi è la nascita di nuovi problemi: nascono le etnie e dunque possono scoppiare nuovi conflitti mondiali.
La Gran Bretagna si trasforma in Common Wealth e le colonie diventano Dominions cioè hanno solo rapporti commerciali con la madrepatria.
Il ministro degli esteri inglese crea la dichiarazione di Balfour con cui propone la nascita di Israele (che nascerà solo dopo la seconda guerra mondiale).

Le conseguenze della prima guerra mondiale sono:
• Crollo dei 4 imperi europei (Austria, Germania, Russia e Turchia)
• Espansione di Francia e Gran Bretagna
• Esaltazione egoismi nazionali
• Masse consapevoli della propria forza e vogliono partecipare alla vita politica chiedendo il diritto di voto
• Nuova classe dei pescicane: uomini arricchiti grazie alla guerra (es: capi industrie)
• Ceti medi si agitano perché temono le classi popolari ormai più forti
• La grande borghesia tenta di mantenere i privilegi avuti in tempo di guerra
• Il proletariato sa di essere forte e determinante
• Si diffonde il terrore russo ovvero la paura che la rivoluzione comunista dalla Russia arrivi in tutta l’Europa.
Prima e Seconda guerra mondiale sono il frutto di una mobilitazione totale: tutte le risorse sono usate per vincere la guerra (non solo vincere sul nemico, ma eliminarlo proprio fisicamente).
Nasce la radio, utilizzata anche dai militari per comunicare e le strade sono fatte a misura di carro armato. Dunque la società tecnologica è più avanzata di quella civile.

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