La prima guerra mondiale scoppiò il 28 luglio 1914 in seguito all’uccisione dell’erede al trono dell’impero austro-ungarico Francesco Ferdinando per mano di un giovane nazionalista bosniaco.
L’assassinio dell’arciduca fu però solo la causa immediata del conflitto le cui ragioni profonde erano altre: la corsa agli armamenti dei paesi europei, la diffusione dell’ideologia nazionalista che glorificava la guerra e le tensioni tra gli stati per motivi economici e territoriali.
L’insieme di questi fattori determinò la nascita di due grandi alleanze contrapposte: la Triplice Alleanza (Germania, Impero austro-ungarico e l’Italia) e la Triplice Intesa (Francia, Gran Bretagna e Russia).
La caratteristica che la distinse dalle altre guerre è il numero elevatissimo di stati coinvolti, la maggior parte paesi europei e molti paesi extraeuropei, tra cui Stati Uniti e Giappone.
I comandi militari pensavano che si trattasse di una guerra breve che si sarebbe risolta in poche settimane; in realtà si trasformo in una logorante guerra di trincea, durata quattro anni.

A causa della lunghezza del conflitto e dei moltissimi soldati mobilitati, tutta la società venne coinvolta:
• I comitati raccoglievano beni di prima necessita;
• Gli operai nelle fabbriche producevano armi,
• Le donne sostituivano gli uomini nei posti di lavoro;
per questo si può affermare che fu la prima “guerra totale” della storia.
L’Italia entrò in guerra il 24 maggio 1915, dopo un intensa campagna di propaganda condotta, la decisione finale venne presa dal re e dal governo, che stipularono un patto segreto con Gran Bretagna e Francia, senza tenere conto della maggioranza parlamentare.
1917 fu l’anno decisivo, la Russia si ritirò dalla guerra; l’Italia subì una durissima sconfitta contro la Germania.
L’intervento degli Stati Uniti al fianco della Francia e dell’Inghilterra determinò la sconfitta dell’Austria e della Germania.
La prima guerra mondiale causò 9 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti.
La fine del conflitto fu accompagnata da un forte aumento dei prezzi, dalla crisi delle industrie belliche e da una diffusa disoccupazione.
Nel gennaio del 1919 si aprì a Parigi una conferenza in cui vennero firmati i trattati di pace, furono esclusi i rappresentanti degli imperi sconfitti e ormai disgregati.
Durante la conferenza venne affermato il principio di autodeterminazione dei popoli, che sosteneva il diritto di ogni popolo a essere indipendente e a darsi istituzioni autonome; questo principio fu però applicato solo parzialmente e solo per i popoli europei.

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