Prima Guerra Mondiale

DINAMICA ED ESITI DEL CONFLITTO
STALLO DEL 1915-16, GUERRA DI TRINCEA, GOVERNI DI UNITA’ NAZIONALE
Con l’intervento italiano si aprì un nuovo fronte, meridionale, le operazioni su questo fronte, alleggerirono quelle nel fronte Russo. Con il fallimento della guerra lampo tedesca il conflitto si trasformò in una guerra di logoramento, nelle trincee, le quali provocavano una situazione di stallo, in cui nessuna potenza riusciva ad affermarsi sull’altra. Lo stallo in particolare danneggiò gli imperi centrali circondati da potenze nemiche, subirono un blocco commerciale, tutte le merci inviate alla Germania vennero sequestrate. La Germania cercò di opporsi, nella battaglia di Verdun e dello Jutland., rispettivamente via terra e via mare, ma fallì. Allora i tedeschi optarono per la guerra sottomarina per affondare le navi in comunicazione con l’Inghilterra, rischiando l’intervento degli Stati Uniti. Intanto l’Austria lanciò una Strafexpedition (spedizione punitiva) contro l’Italia, per aver tradito la loro triplice alleanza con la Germania.
Per fronteggiare le difficoltà della guerra si vennero a creare governi di unità nazionale in Francia, Italia, Gran Bretagna, dove ognuno, contadino, operaio, si uniscono per fronteggiare il nemico. Mentre in Germania e in Austria il potere si concentra nelle mani dell’imperatore, in particolare il governo rafforza il potere esecutore a scapito di quello legislativo, le leggi del governo non devono più essere sottoposte al controllo del Parlamento. Gli stati assumono il controllo dell’economia di guerra, divenne il motore del sistema industriale, perciò ci fu uno sviluppo delle attività produttive, con nuove innovazioni belliche come il motore a scoppio, nuovi strumenti di comunicazione.. Inoltre ci fu la militarizzazione del lavoro in fabbrica, con turni di lavoro forzato e soppressione della libertà d’opinione. Nonostante tutto ciò, i paesi non riuscivano a coprire i costi della guerra, alzando così il debito pubblico, nuove tasse ecc.

DALLA GUERRA EUROPEA A QUELLA MONDIALE
SVOLTA DEL 1917, RIVOLTE POPOLARI, RISPOSTE AUTORITARIE, SCONFITTA ITALIANA A CAPORETTO
Nel quarto anno di conflitto si verificarono importanti avvenimenti come:
• La rivoluzione bolscevica in Russia che portò alla sua uscita dalla guerra. In Russia il popolo, ormai disperato, voleva che la guerra finisse, attuando rivolte contro lo zar, come quella a Pietrogrado, in cui Nicola II fu costretto ad abdicare e fu istituito un governo provvisorio nelle mani di Kerenskij. Il progetto di questo governo provvisorio era quello di creare una libera elezione per il nuovo governo. Comunque, in Galizia, venne mandato un esercito contro le truppe austro-tedesche, ma questo fraternizzò con il nemico, segno dunque che anche i soldati erano contrari alla guerra, la Russia uscì dal conflitto.

• L’intervento degli Stati Uniti in guerra, a fianco dell’Intesa, come risposta alla guerra sottomarina della Germania.
• Malcontento generale nei confronti della guerra da parte di contadini, ormai insofferenti alla guerra. Anche i socialisti, che dapprima volevano partecipare alla guerra, ora pubblicarono il Manifesto di Kienthal, dove prendono posizione contro la guerra. L’utilizzo di nuove armi aveva decimato ancora più velocemente i combattenti, le truppe, perciò si verificarono diserzioni di massa (abbandonano la guerra senza autorizzazioni), insubordinazioni, ammutinamenti (ribellioni contro i superiori). Si provocò tra tutte le truppe il disfattismo (Azione volta a provocare, o accelerare, la disfatta del proprio Paese in guerra). La risposta autoritaria al disfattismo fu una mobilitazione del fronte interno, nel senso che i paesi, oltre a combattere il nemico, dovevano anche combattere contro il popolo che si opponeva. La situazione di malcontento era aggravata dai mercanti della borsa nera, che vendevano i generi alimentari assenti sul libero mercato a prezzi altissimi.
Di fronte a questo malcontento generale i paesi cercano di reagire:
• In Francia venne sostituito il generale Nivelle con Pètain, mentre il nuovo primo ministro Clemenceau avviò una politica di tipo autoritario.
• In Germania ci fu un rafforzamento dei poteri militari e la militarizzazione delle industrie, il potere andò nelle mani di von Hidenburg.
• In Gran Bretagna, Italia e negli Stati Uniti si rafforzò il potere esecutivo.
Il 1927 sul fronte militare sembrò volgere a favore dell’Austria e della Germania, allora dal momento in cui la Russia era uscita dalla guerra, attaccano l’Italia a Caporetto, costretta a ritirarsi fino a Piave, nel paese si formò un nuovo governo di solidarietà nazionale e l’esercito fu nelle mani di Diaz, che puntò sulla promessa di distribuire terre ai contadini dopo la fine del conflitto, che determinò molte aspettative da parte dei militari.

L’ARRIVO DELLE TRUPPE AMERICANE, CROLLO DEGLI IMPERI CENTRALI,LA FINE DELLA GUERRA, VERSAILLES, IL NUOVO ASSETTO GEOPOLITICO
Gli imperi centrali, dopo la vittoria di Caporetto, proseguirono la loro offensiva sul fronte occidentale, giungendo fino alla Marna, dove le truppe anglo-francesi si ritirarono ma si riorganizzarono in una lotta innovativa, con i nuovi cannoni Bertha, aerei e carri armati, i tanks, che costrinsero i tedeschi a ritirarsi. Con l’aiuto delle truppe americane infine sconfissero l’esercito tedesco ad Amens, ma anche a Vittorio Veneto, grazie alle truppe italiane, così Austria e Germania sono costrette alla resa. La conferenza per la pace fu a Versailles, vi parteciparono solo i vincitori (Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Italia) che decidevano le sorti degli sconfitti. Gli Stati Uniti, con Wilson, affermavano il principio di autodeterminazione dei popoli, mentre i paesi europei volevano dividersi i territori, venne scelta questa seconda opzione, così la Germania fu costretta a firmare il trattato di Versailles, restituendo alla Francia l’Alsazia e la Lorena, perse le colonie e fu costretta a pagare i numerosi danni. La pace con l’Austria portò al riconoscimento di nuovi stati quali: Ungheria, Cecoslovacchia, Iugoslavia. La Polonia fu ricostituita con regioni prima appartenenti alla Russia e l’Italia ottenne Trentino, Alto Adige, Trieste e Istria. Wilson creò infine la Società delle nazioni, che doveva tutelare la pace.

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