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-La Politica Italiana dal 1980 ad Oggi-

Negli anni Ottanta, quando il fenomeno del terrorismo di sinistra sta per essere represso, la società italiana si trova di fronte ad una ripresa delle attività della criminalità organizzata, soprattutto nel Sud, con organizzazioni come la mafia, la ‘ndrangheta o la camorra.
Queste organizzazioni sono capaci di gestire attività illegali a scopo di lucro, come il commercio di droga o le estorsioni (pagare somme di denaro che in realtà non si è dovuti a pagare) a danni di imprenditori e commercianti.
La lotta contro la mafia è condotta da funzionari come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, tutti morti in seguito ad attentati compiuti dalle organizzazioni mafiose.
Magistratura e forze di polizia sono in continua lotta contro la malavita: sono molte le inchieste avviate e gli arresti compiuti.

Il quadro politico degli anni Ottanta è guidato dal PSI di Bettino Craxi, il quale rappresenta l’unica sponda possibile per la costruzione di solide maggioranze.

Dal 1983 al 1987 alla guida del governo va lo stesso Craxi.
Il sistema politico sembra portato ancora ad emarginare il Partito Comunista a sinistra e il Movimento Sociale a destra.
Mpa tra il 1898 e il 1995 una serie di eventi sblocca la situazione.

Un primo fattore di mutamento viene dall’estero ed è il crollo del sistema comunista sovietico, un fatto che ha un impatto esplosivo sul PCI.
Nel 1991 il partito viene sciolto e viene fondato il Partito Democratico della Sinistra (PDS) dalle sue ceneri, ma anche il Partito della Rifondazione Comunista (PRC).

Un secondo momento di svolta si ha nel 1992, quando da Milano parte un’inchiesta della magistratura sulla corruzione politica.
Vengono documentate pratiche di corruzione (reato compiuto da pubblico ufficiale, che riceve soldi per compiere un atto di favore che favorisca illegalmente il corruttore) e concussione (reato compiuto da pubblico ufficiale che induce qualcuno a dargli dei soldi in cambio di favori) che coinvolgono tutti i partiti principali della politica italiana che erano stati al governo negli anni precedenti.
Atti illeciti del genere servivano, in genere, per finanziare le attività dei partiti; ma in alcuni casi sembra che una parte delle tangenti (somme pagate nei reati sopracitati) siano state intascate da esponenti politici per uso personale.
La credibilità di dirigenti politici come Craxi e altri è scossa profondamente.
Dal punto di vista politico, l’effetto dell’inchiesta porta i partiti maggiormente coinvolti ad avviare un processo di cambiamento delle dirigenze, del nome e della struttura organizzativa.

Però, negli anni seguenti, tutti i partiti coinvolti (DC, PSI, PRI, PLI) scompaiono di scena.

Intanto, nel corso del 1993, il Parlamento approva nuove leggi per la Camera e per il Senato, basate sul principio maggioritario.

Nel gennaio del 1994, Silvio Berlusconi decide di fondare un nuovo partito, che prende il nome di Forza Italia, che si fa portatore di un programma liberista.
Anche il MSI con Giancarlo Fini cambia nome in Alleanza Nazionale (AN); Fini abbandona i riferimenti ideologici al fascismo, trasformandosi in un partito democratico di destra.

La coalizione di centro-destra, inizialmente chiamata Polo delle Libertà, poi Casa delle Libertà, è composta da: Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord.
La coalizione di centro-sinistra, chiamata Ulivo, è composta da: varie formazioni postcomuniste (DS o PRC), formazioni postdemocristiane, liberaldemocratiche e socialdemocratiche (principale è la Margherita) e da altre formazioni minori.

L’andamento dei risultati elettorali ha permesso al sistema politico italiano di avere una regolare alternanza di governi di centro-destra e di centro-sinistra.

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