Intifada e attentati di Hamas

Durante gli anni Novanta del Novecento, il successo conseguito contro l'Iraq, e il mutamento della situazione internazionale, dettata dalla crisi dei regimi comunisti sovietici, sembra fare degli Stati Uniti la superpotenza dominante sulla scena mondiale. Il presidente Bush sr decide di sfruttare la situazione per tentare di ricomporre le tensioni che hanno martoriato fino ad allora la Palestina. Mentre a Gaza e in Cisgiordania ancora è in corso l'intifada, Bush sr si impegna affinché si aprano delle trattative tra esponenti del governo israeliano, esponenti palestinesi e rappresentanti degli Stati arabi che circondano Israele. L'iniziativa è favorita dall'esito delle elezioni israeliane, che nel 1992 vedono la vittoria del Partito laburista tornato al governo dopo vent'anni di predominio del partito nazionalista di destra (il Likud). Il nuovo Primo ministro israeliano, il laburista Itzhak Rabin (1922 -1995) prende una decisione impegnativa che gli sembra un ottimo presupposto per un accordo permanente con i palestinesi: blocca i nuovi insediamenti di coloni israeliani nei territori occupati (Gaza e Cisgiordania). Nel 1993 a Bush sr succede Clinton, che prosegue nella linea tracciata dal suo predecessore e si adopera affinché Rabin si incontri con i leader dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina, Arafat. Dopo laboriose trattative nell'agosto del 1993 Rabin e Arafat siglano a Oslo un accordo che pone le premesse per la costituzione di una serie di aree che in Cisgiordania e a Gaza dovrebbero essere affidate a un'Autorità nazionale palestinese (Anp): si tratta di un modo cauto per prefigurare la nascita di un possibile Stato palestinese indipendente. Questo gesto di distensione, costa peraltro la vita a Rabin, ucciso il 4 novembre 1995 da un estremista israeliano, contrario al riconoscimento dell'autonomia palestinese. D'altro canto il processo di insediamento dell'autorità palestinese )che si era costituita nel 1994) nelle zone occupate procede a rilento. I coloni israeliani non abbandonano gli insediamenti che hanno creato in Cisgiordania e a Gaza. L'esercito israeliano non abbandona le sue postazioni. Negli anni seguenti la situazione non trovare una soluzione, anzi scoprire nuovi conflitti è una nuova Intifada (nel settembre 2000). Tra i palestinesi si conquista notevole seguito Hamas (entusiasmo), un'organizzazione radicale che non riconosce l'autorità dell'Anp perché non vuole riconoscere la legittimità dello Stato di Israele: sono opera di militanti di Hamas numerosi attentati che fanno un grandissimo numero di vittime tra la popolazione civile israeliano così come tra i soldati dell'esercito israeliano.

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