Video appunto: Matteotti, Giacomo - Figura

Chi era Giacomo Matteotti?



Era un politico, giornalista e antimilitarista italiano. Nel 1919 iniziò la sua esperienza in parlamento con il Partito Socialista. Nel 1921, agli inizi della dittatura fascista, pubblicò un saggio intitolato "Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia", che venne successivamente anche tradotto in lingua inglese.


Il saggio evidenzia la contrarietà dello stesso Matteotti agli ideali fascisti sull'uso della violenza squadrista per riportare il paese a una situazione di legalità e normalità, durante la crisi post prima guerra mondiale. Inoltre sosteneva che il miglioramento delle condizioni economiche e finanziarie del paese, che stava lentamente riprendendosi dalle devastazioni della guerra, era dovuto non all'azione fascista, quanto alle energie popolari.

Cosa successe nel 1924?



Alle elezioni politiche del 1924 il "Listone" (coalizione di partiti di destra/ estrema destra) vinse ottenendo oltre 60% dei voti. Il premier uscente fu Benito Mussolini.

Il 30 maggio 1924 Matteotti ebbe il coraggio di lamentare l'irregolarità delle elezioni, in quanto furono fatte parecchie intimidazioni durante la campagna elettorale. La più grave fu commessa nel febbraio a Reggio Emilia dove venne assassinato Antonio Piccinini, candidato dei socialisti.

Una volta finito il discorso disse ai suoi compagni di partito: "Io, il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me."

Profetica fu anche la sua frase "Uccidete pure me, ma l'idea che è in me non l'ucciderete mai".

Il 10 giugno 1924 Matteotti fu rapito dalla polizia politica fascista, ucciso e lasciato in un bosco. L'opinione pubblica era convinta che Mussolini fosse il responsabile dell'omicidio, il quale però inizialmente prese le distanze da quanto accaduto. Nel 1925, nel famoso discorso del 3 maggio, il Duce cambiò tono e confesso la sua responsabilità per quanto accaduto all'onorevole Matteotti.