Ma_fack di Ma_fack
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Nel Biennio Rosso emerge la figura di Benito Mussolini il quale fonda a Milano il 23 Marzo del 1919 il Movimento dei Fasci di Combattimento, in una sala di piazza San Sepolcro. Il nuovo movimento, che diverrà partito politico solo nel 1921 intendeva catalizzare differenti correnti di opposizione composte principalmente da ufficiali e sottufficiali delusi e quel ceto medio che era stato colpito dalla crisi. Subito il movimento mussoliniano si presentò all'opinione pubblica incendiando la sede dell'Avanti! il 15 d'Aprile. Principale obiettivo del nuovo movimento era indebolire il movimento operaio, facendo uso anche della violenza, e andarsi a sostituire allo Stato. A causa della loro somiglianza, il Fascismo si confuse spesso con il Nazionalismo che condivideva le stesse intenzioni.
Il movimento Nazionalista fin subito dopo la guerra cercò di accendere il risentimento per i deludenti risultati degli accordi di Versailles. In particolare ciò che turbava era la mancata acquisizione della Dalmazia e di Fiume, la quale si era “annessa” solamente attraverso un plebiscito. Nasceva così il mito della “Vittoria Mutilata” usato dai nazionalisti per attaccare il governo liberale accusandolo di essere troppo rinunciatario e non corretto nei confronti di chi ha combattuto per far valere i diritti. Questo clima portò Orlando a dimettersi dal governo a cui seguì Nitti (1919), il quale in breve tempo mostrò segni di cedimento infatti seguirà Giolitti. Alcune settimane dopo le risoluzioni della conferenza si avanzò la proposta secondo cui Fiume sarebbe diventata una “città libera” posta per quindici anni sotto il controllo della Società delle Nazioni. La situazione peggiorò ancora di più quando si venne a sapere di alcuni scontri a fiume tra italiani residenti e francesi. D'Annunzio il 12 Settembre del 1919 decide così di partire alla volta di Fiume la quale viene occupata dichiarando la sua annessione all'Italia. Ciò andava contro i trattati ma lui continuò nella sua azione per ben un anno con l'aiuto di alcuni ufficiali dell'esercito e sostenuto dai suoi volontari. Egli fu però costretto a lasciare la città quando, col Trattato di Rapallo nel 1920, Fiume fu dichiarata “città libera” e Giolitti, viste le resistenze del poeta, inviò delle truppe a rimuoverlo in modo coatto.

Il paese in questa situazione di disordine fu chiamato a votare nel 1919, questa volta col nuovo sistema proporzionale (elezione di più candidati in ciascun collegio in proporzione al numero dei voti). I risultati furono a favore del Partito Socialista e del Partito Popolare mentre i Fasci ottennero alcuni voti e nessun seggio. Questi due partiti tuttavia non erano abbastanza autorevoli e infatti il nuovo governo Nitti durò pochissimo seguito nel 1920 da Giolitti. Egli cercò di portare numerose riforme che portasse un aumento dei poteri del Parlamento. Egli cercò anche di pacificare la situazione con gli altri partiti ma i socialisti, orientati sempre di più in senso massimalista, non vollero placare la loro azione rivoluzionaria.

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