Moti rivoluzionari del 1830-31


In seguito ai moti rivoluzionari del 20-21, scoppiati per il forte scompiglio creato dal clima di proteste generatosi in Europa durante il 1800, sono da citare quelli del 30-31, sintetizzati di seguito.

Più la Santa Alleanza reprimeva le ribellioni, più queste aumentavano.
La Grecia, grazie all’aiuto di Francia, Inghilterra e Russia riuscì ad affermare la sua indipendenza dall’impero turco.
In Italia, più precisamente a Modena, Parma e nello stato della chiesa, si scatenarono dei moti, poi stroncati dall’esercito austriaco.
La Polonia insorse contro la Russia, che ebbe la meglio.
In Francia, i parigini si ribellano contro il re Carlo X, che aveva abolito la libertà di stampa e sospeso il parlamento, e lo costringono ad abdicare, scegliendo Luigi Filippo d’Orleans, che condivideva idee liberali, al suo posto.

Il Belgio vuole staccarsi dall’Olanda, così Francia e Inghilterra proclamano il principio di non intervento e riconoscono la sua indipendenza; ciò genera grande speranza in quei paesi che bramavano unione e indipendenza, ma anche l’ostilità di Austria, Russia e Prussia.
Le rivoluzioni si estendono persino in America centrale e meridionale, i cui popoli insorsero contro il dominio coloniale di Spagna e Portogallo. Alcuni paesi, come Brasile, Messico, Uruguay e Perù riescono a conquistare l’indipendenza. Ciò si deve in gran parte alla figura di Giuseppe Garibaldi, definito “eroe dei due mondi”, che fu uno dei più importanti protagonisti del risorgimento e dell’unificazione italiana.
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