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L’Indocina era dominata dai francesi ma al suo interno vi erano forze filo-occidentali e forze comuniste, che si scontravano ma erano d’accordo sulla volontà di indipendenza dalla Francia.
Gli inglesi concedono l’indipendenza alla Birmania e alla Malesia a seguito della vittoria dei partiti nazionalisti.
I francesi invece hanno il dominio anche sul Vietnam, nel quale vi è una grande componente comunista guidata da Ho Chi Minh che scaccia i francesi da Hanoi (la capitale del Vietnam del Nord) ma non dal Sud, che rimane in mano ai francesi, i quali mantengono il dominio sul Laos e la Cambogia.
Dopo essere attaccati dai francesi i vietnamiti del sud contrattaccano e proseguono, facendo ritirare i francesi e liberando il Laos e la Cambogia.
A questo punto però al Nord vi sono i comunisti e a Sud i nazionalisti: nel 1954 a Ginevra si stipula l’accordo di divisione tra i due stati del Vietnam del Nord (Hanoi) e del Vietnam del Sud (Saigon).

L’Africa Mediterranea è caratterizzata dai movimenti di liberazione in Marocco, sotto la guida di Mohammed V (Ben Youssef), e in Tunisia, sotto Habib Bourghiba, che ottengono l’indipendenza nel 1956, in maniera pressoché pacifica.
L’Algeria invece ha una situazione differente: essa era un territorio strategico e abitata da circa un milione di coloni, ed era stata concessa la cittadinanza a tutti gli algerini ma senza diritti politici.
Nel 1954 nasce il Fronte di Liberazione Nazionale Algerino guidato da Ben Bella. Tra il 1954 e il 1962 si ebbe la Guerra d’Algeria in cui i francesi reprimono ferocemente i tentativi di ribellione, generando dissenso, sdegno e riprovazione anche interni.
Nel 1958 viene rieletto in Francia Charles De Gaulle, il quale comprende che la situazione sia insostenibile e inizia le trattative per l’indipendenza: finalmente nel 1962 l’Algeria ottiene la piena indipendenza.
In Libia, territorio italiano affidato, dopo la guerra, all’Inghilterra grazie all’ONU, nel 1951 viene resa definitivamente indipendente.

L’Africa meridionale venne resa progressivamente sempre più libera: vengono decolonizzati tutti gli stati tranne Angola e Mozambico, che rimarranno sotto il dominio portoghese fino al 1975, dopo la caduta del regime para-fascista (fino al 1968, di Salazar).
Il Sudarfrica era diviso tra Olandesi (Boeri) e Inglesi, di cui era rimasta una minoranza (3 milioni su 20 milioni totali) che dominava attraverso l’Apartheid, la piena divisione razzista.
Si sviluppa quindi un partito che si chiama African National Congress che avrà Nelson Mandela come leader.
Il regime dell’Apartheid durerà fino al 1994.

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