Decolonizzazione e conseguenze in Congo, Sudafrica e Rhodesia

Il Congo belga ottiene l'indipendenza dal Belgio nel 1960, sotto la guida di Patrice Lumumba (1925-1961). Non appena viene proclamata l'indipendenza, la zona del Katanga, ricca di giacimenti minerari, tenta subito una secessione incoraggiata da imprese belliche e americane che hanno interessi diretti nella regione. Ne scaturisce una durissima guerra civile, all'inizio della quale Lumumba viene ucciso (nel gennaio del 1961). La guerra civile si conclude nel 1963-64 con la repressione del tentativo secessionista katanghese, successivamente con la formazione di un governo dittatoriale guidato dal generale Sese Seko Mobutu (1930-1997), favorevole agli interessi americani e belgi, Mobutu nel 1971 ribattezza il paese col nome di Zaire.
Qualcosa di simile capita anche in Nigeria (indipendente dal 1960), dove nel 1966 la zona del Biafra, ricca di giacimenti petroliferi, tenta una secessione favorita dagli Stati Uniti: la terribile guerra civile che segue dura fino al 1970 e si conclude anche in questo caso con la ricomposizione dell'unità dello Stato africano. Nell'Africa meridionale il processo di decolonizzazione segue un percorso molto particolare poiché li sono le élite bianche a proclamare l'indipendenza dei due dei principali paesi dell'area e cioè la Repubblica Sudafricana e la Rhodesia. Nel Sudafrica l'indipendenza e l'autonomia dal Commonwealth britannico sono proclamate nel 1961. Da tempo in Sudafrica vige un regime di apartheid cioè di segregazione razziale della popolazione nera contro il quale cerca di opporsi l'African National Congress (Anc). Il 1960 l'Anc viene messo fuori legge in modo i suoi leader decidono di abbandonare la tecnica della protesta non violenta e di passare alla lotta armata. Nel 1962 il maggiore dei suoi leader, Nelson Mandela, viene incarcerato, lo stesso accade nel 1964 al resto della dirigenza dell'Anc.

Il processo di autonomizzazione della Rhodesia ha luogo nel 1965, quando il Primo ministro bianco, Ian Smith (1919-2007), ne proclama la completa indipendenza dal Conmonwealth britannico. Il nuovo Stato rhodesiano è dominato dalla minoranza bianca (pari al 7% della popolazione) che introduce legalmente la segregazione razziale e priva la popolazione nera di ogni diritto politico. Nondimeno il regime bianco viene minacciato dalla formazione di due movimenti nazionalisti neri, fondati nel 1962-63 da Joshua Nkomo (1917-1999) e Robert Mugabe (nato nel 1924), che organizzano forme di guerriglia e di terrorismo contro il potere bianco.

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