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Verso la guerra


Il primo atto in politica estera di Hitler, che nel frattempo ha tolto di mezzo gli oppositori, è la rimilitarizzazione della Renania, nel marzo 1936. Occupa con l'esercito questa regione, mentre la Società Delle Nazioni non interviene. Hitler ricatta l'Europa sotto la minaccia di un conflitto, usando il terrore della guerra, poiché la Gran Bretagna ha paura di un'altra guerra, memore del disastro di quella precedente.

Mussolini prova a trovare un accordo con gli alleati, ha bisogno di un nuovo consenso, un nuovo spazio dove applicare le sue teorie di una grande Italia. E' necessario allargare il dominio italiano sul Mar Rosso.
Sulla frontiera tra Eritrea ed Etiopia le truppe etiopi si scontrano con le truppe coloniali nell’incidente di Ual Ual, per il quale l'Italia subisce sanzioni economiche e commerciali, non può più importare o esportare beni.
La risposta italiana, all'epoca dell'autarchia, dove si fa tutto da soli, è la produzione di beni alternativi a quelli che le sanzioni hanno bloccato, venduti come l'orgoglio di una nuova forte nazione. Il problema, però, rimangono le materie prime di cui l'Italia non dispone e di cui ha bisogno. Mussolini si appella alla patria italiana, convincendo ogni cittadino a consegnare tutto il proprio oro e metallo al governo. La cosa prosegue fino alla conclusione del conflitto. Nel maggio del 1936 viene proclamato l'Impero italiano d'Etiopia, dopo una guerra sanguinosa e lunga che mostra un esercito antiquato e debole (rimasto alle riforme di Armando Diaz nel 1919). E' una guerra sporca e difficile contro l'esercito etiope non preparato, che finisce, nonostante l’incapacità dell’esercito italiano, con la proclamazione dell'Impero. Il re è soddisfatto, diventato anche Imperatore d'Etiopia, e il consenso di tutti verso Mussolini diventa quasi universale. Inizia un rapporto di maggiore simpatia verso la Germania, mentre si rompe il tradizionale rapporto tra l'Italia e le potenze democratiche
Nel luglio del 1936 scoppia una guerra in Spagna tra le truppe nazionaliste (esercito regolare, Guardia civil e Asaltos, truppe marocchine coloniali e tradizionalisti) e il governo legittimo repubblicano (resto dell'esercito, polizia, piccola parte della Guardia Civil e milizia popolare). Madrid è perennemente assediata: i franchisti occupano la parte meridionale della Spagna. Il generale Mola sbarca nell'estremo nord e avanza verso sud, mentre la Catalogna rimane libera. L'occupazione franchista fa sì che Madrid si trovi assediata da più fronti. Vengono armate, perciò, le milizie popolari. Il clero si schiera dalla parte di Franco, mentre la marina dalla parte del re.
Franco tenta il colpo di stato, ma la resistenza fa sì che il colpo di Stato si trasformi in una lunga e sanguinosa guerra civile, non solo tra il governo repubblicano e gli insorti franchisti. Mussolini mette a disposizione di Franco le sue navi, poi organizzerà trentacinquemila uomini della milizia volontaria. Hitler, più astuto, invia aerei per non sprecare soldati (legione Condor). Dalla parte della repubblica abbiamo una mobilitazione internazionale organizzata dal Comintern, dagli USA e dal Messico. Le democrazie occidentali sono guidate da una coalizione di centro destra (UK, che non vuole inviare aiuti) e un governo di Fronte popolare (Fr, che inizialmente invia aiuti ma poi rinuncia).
Nel 1938 a Barcellona scoppia una rivolta da parte degli anarchici, e il governo repubblicano, dominato dal partito comunista e dai settori socialisti estremi, è infiltrato dal KGB (Stalin gioca una doppia partita).
Crolla la capitale e nel marzo 1929, Franco può essere accolto e proclamato il nuovo uomo forte Spagna, il terzo dittatore fascista d'Europa.
Con la conclusione della guerra di Spagna si hanno tante conseguenze. Durante la guerra, accade qualcosa nei rapporti italo-tedeschi. Si è da poco conclusa la guerra in Etiopia, che ha raffreddato i rapporti tra Italia e potenze democratiche. Nell'ottobre 1936, il ministro degli esteri Ribbentrop e quello italiano Ciano creano l'asse Roma-Berlino, il perno attorno ad quale dovrà ruotare tutto. Dovranno sostenere entrambi Francisco Franco, riconoscere l'Impero italiano d'Etiopia, fare lotta senza quartiere contro il comunismo internazionale, fare presenza solo formale dell'Italia nella Società Delle Nazioni.
Un mese dopo, il Giappone si ritrova ad affrontare una problematica: invasione della Cina, per impedire che diventi una seconda Unione Sovietica. Nasce così il patto Antikomintern tra Giappone e Germania.
L'Italia tenta una carta con la Gran Bretagna per risistemare la sua collocazione, ma fallisce e aderisce al patto Antikominern, uscendo dalla Società Delle Nazioni (patto Roma-Berlino-Tokyo).
Hitler non vuole modificare i confini a sud, in un'ipotesi di allargamento (il Brennero può rimanere italiano). Mussolini, allora, non ha nessun interesse nel difendere l'Austria, quindi nel marzo (1938) Hitler entra tranquillamente in Austria (Anschluss, doppia violazione di Versailles). Si parla di ricostituzione del vecchio Reich.
Nella conferenza di Monaco, convocata dalla Società Delle Nazioni, del settembre del 1938, viene chiesto a Mussolini di fare da mediatore con Hitler e la Germania. La mediazione si conclude con un accordo che prevede l'incorporamento della Cecoslovacchia e dei Sudeti, quindi le richieste di Hitler vengono appagate.
Nel febbraio 1939 l'Italia invade l'Albania, che si trasforma in un vicereame (il re diventa anche re d'Albania), senza, nuovamente, che la Società Delle Nazioni agisca. Hitler, nel marzo del 39, invade la Cecoslovacchia, l'ultimo atto "accettato" della Germania. La piccola intesa si sfalda. L'Inghilterra minaccia Hitler di intervento bellico e dichiara che nel caso in cui ci dovesse essere un'ulteriore provocazione del genere ci sarà una guerra.
Nel marzo del 1939 nasce un protettorato tedesco su Boemia e Moravia. In Inghilterra e in Francia si prendono contatti con Stalin, ipotizzando una nuova Triplice Intesa. Stalin accetta l'idea a condizione di occupare Polonia, Grecia, Turchia, Stati baltici, Ungheria e Romania in cambio del blocco dell'espansionismo tedesco, ma le potenze non accettano. Stalin, così, decide così di stipulare il Patto Molotov-Ribbentrop nel 1939 con la Germania, un patto Stalin-Hitler di non aggressione, che sconvolge gli antifascisti di tutto il mondo.
I più ortodossi accettano, poiché si tratta di strategia per salvare la patria comunista dalle forze nazifasciste. Molti, però, lasciano i partiti a causa di questo accordo contro natura. Ma Stalin non ha problemi e consegna addirittura alcuni comunisti scappati a Mosca alla Germania nazista. Entrambi vogliono la Polonia, così il corridoio di Danzica e la parte di Varsavia e Cracovia verranno date ai tedeschi mentre la parte orientale all'Unione Sovietica.
Gli inglesi, il 25 agosto, firmano un patto di alleanza militare con la Polonia per salvaguardarne i confini e l'indipendenza. Appena Hitler invade la Polonia, l'1 settembre del 1939, Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra a Berlino. Il 3 settembre Mussolini dichiara per il momento la non belligeranza dell'Italia, per la difficoltà dell'esercito dopo la guerra in Etiopia, mentre in realtà sta studiando la situazione, controllando come va la Germania sul campo. L'esercito polacco viene travolto dal rullo compressore tedesco e inizia la più grande catastrofe della storia moderna.
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