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La guerra civile di Spagna


La Spagna, agli inizi del Novecento, era un paese caratterizzato da una situazione di arretratezza economica, dovuta dalla corruzione della classe dirigente e dalla debolezza della monarchia con il governo di Alfonso XIII, sostenuto dai ceti conservatori (nobiltà, chiesa, latifondisti).
Nel 1923 il generale Primo de Rivera fece un colpo di stato instaurando un regime dittatoriale simile a quello fascista italiano. Il suo regime godette di un iniziale consenso, ma diventò ben presto non gradito dalle masse popolari, colpite dalle gravi difficoltà economiche scaturite dalla crisi del ’29.
Nel 1931 si tennero nuove elezioni, in cui repubblicani e socialisti ottennero un grande successo e posero fine alla monarchia con la proclamazione della repubblica. Nel corso del “biennio rosso” vennero attuate delle riforme: venne attuata una epurazione delle forze armate, che valse al governo repubblicano l’ostilità dei militari, venne introdotta una decisa legislazione anticlericale, che suscitò il malcontento della popolazione tradizionalmente legata alla Chiesa, ed una riforma agraria che, però, scontentò tutti. Si cercò, inoltre, di passare da uno Stato rigidamente accentrato verso uno Stato decentrato attraverso il riconoscimento dei poteri delle diverse regioni, soprattutto della Catalogna, da tempo in lotta per tentare di affermare la sua autonomia. Anche questo provvedimento non ottenne gli effetti sperati in quanto attuato in maniera caotica e disordinata: si accentuarono, anzi, l’avversione dei nobili, dei latifondisti, dei nazionalisti.
Nel 1933 Antonio de Rivera, figlio di Primo, fondò la Falange española, sulla scia dei Fasci di combattimento di Mussolini. Nel frattempo, nello stesso anno, alle nuove elezioni le forze di destra ottennero un netto successo e, durante il cosiddetto “biennio nero”, smantellarono le riforme effettuate dal governo precedente di sinistra. Ciò, che non era tollerato dalle sinistre, portò allo scoppio di scioperi e tumulti. Per riportare l’ordine il governo ricorse al generale Francisco Franco e le rivolte furono sedate.
Spinte dall’insuccesso, le sinistre furono indotte a superare le divisioni interne e a procedere in modo unitario creando un Fronte popolare delle sinistre, che riuscì a salire al governo con le elezioni del 1936. Le tensioni, tuttavia, non si attenuarono: anzi ci furono manifestazioni di violenza a cui corrisposero azioni terroristiche della Falange nei confronti di socialisti ed anarchici, che resero il Paese ingovernabile.
Franco organizzò un colpo di stato: sbarcò dal Marocco e si diresse verso Madrid, dando inizio alla guerra civile (che vedeva da un lato il Fronte popolare dei repubblicani, appoggiati dalle masse operaie e contadine, guidati da Francisco Largo Caballero, e dall’altro i Falangisti, appoggiati dall’esercito, dal clero, dagli industriali e dai latifondisti). Il governo repubblicano legittimo fu trasferito a Valencia e fu sostituito da quello dei Falangisti a Burgos.
Il conflitto finì per assumere ben presto un carattere internazionale. Franco poté fare affidamento sull’appoggio dell’Italia e della Germania le quali lo supportarono attraverso l’invio di uomini e di mezzi. I repubblicani spagnoli si ritrovarono in gravi difficoltà a causa di una insufficiente preparazione militare e gravi contrasti interni al Fronte popolare, in particolare tra i comunisti e gli anarchici che arrivarono allo scontro armato. Vinsero i comunisti. A supportare le forze repubblicane accorsero volontari da altri Paesi che diedero vita alle brigate internazionali. Giunsero aiuti anche dall’Unione sovietica e dalla Francia, che risultarono, però, insufficienti.
Francia, insieme all’Inghilterra, aveva firmato il patto di non intervento nelle vicende spagnole. Tale patto venne firmato anche dall’Italia e dalla Germania, anche se non lo rispettarono, partecipando sempre più attivamente al conflitto. La Germania, anzi, sperimentò la validità dei metodi di combattimento bombardando la città di Guernica, causando la morte di numerosi civili.
Dopo tre anni di durissimi combattimenti, vinse Franco, che divenne il capo unico della Spagna. La dittatura durò fino al 1975, anno della morte di Franco. Nel 1969 aveva restaurato la monarchia e nominato come suo successore Juan Carlos I di Borbone, che alla sua morte fu incoronato re di Spagna. La guerra civile spagnola a causa della mobilitazione di migliaia di uomini in difesa degli ideali repubblicani contro il nazifascismo, si può considerare come un sanguinoso prologo della seconda guerra mondiale.
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