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Guerra civile spagnola

Tra il 1936 e il 1939 Germania e Italia consolidarono la loro intesa politica nel corso della guerra civile in Spagna, che assunse un carattere di scontro ideologico tra democrazia e nazifascismo, divenendo un prologo del secondo conflitto mondiale.
Agli inizi del 900 la Spagna si trovava in una grave arretratezza economica dovuta alla debolezza della monarchia, la quale aveva ceduto il potere ai ceti conservatori. Queste forze appoggiarono nel '23 il colpo di stato del generale Miguel Primo de Rivera, che instaurò un regime dittatoriale simile a quello fascista. Solo inizialmente godette di un certo consenso, ben presto divenne malvisto dalle masse popolari colpite dalla crisi economica del '29.
Biennio rosso 1931-33
Nell'aprile del '31 si tennero nuove elezioni in cui i partiti d'opposizione di ispirazione repubblicana e socialista ottennero il successo. Si mise fine della monarchia e fu proclamata la Repubblica. La guida del nuovo governo fu affidata a Manuel Azaňa, che mise in atto una serie di riforme tra cui:
l'epurazione delle Forze Armate (furono allontanati i vertici filofascisti)
la laicizzazione dello Stato
una riforma agraria
il decentramento dello Stato, con il riconoscimento di ampi poteri a diverse regioni come Catalogna e province basche.
Ciò inasprì le avversioni di nobili, latifondisti e nazionalisti nei confronti della Repubblica. Inoltre il peggioramento della situazione economica finì per esasperare la popolazione che protestava con scioperi.
Biennio nero 1933-35
Nell'ottobre del '33 Josè Antonio Primo de Rivera, figlio di Miguel, fondò la Falange spagnola (ispirata ai fasci di Mussolini) e nel frattempo i comunisti, pur essendo minoritari, volevano trasformare la Spagna in stato socialista.
Questo insieme alle conseguenze del riformismo governativo e la presenza di un movimento anarchico in Catalogna fece sì che tutto lo schieramento conservatore e clericale si ricompattasse determinando uno spostamento dell'elettorato a destra, con il conseguente ritorno al potere dei conservatori.
Ciò dette origine al biennio nero, dove furono smantellate le riforme del precedente governo, e che diede il via a scioperi e tumulti a opera delle forze di sinistra e delle minoranze basche e catalane. Per riportare l'ordine intervenne il generale Francisco Franco, che con la "legione straniera", organizzata in Marocco, mise in atto una repressione durissima.

Repubblicani, comunisti, anarchici e socialisti dettero vita al Fronte popolare e si assicurarono la maggioranza e la guida del governo. Tuttavia continuavano manifestazioni di violenza e azioni terroristiche contro esponenti del Partito Socialista anarchico. Quando il 13 luglio fu assassinato il leader della Destra monarchica Josè Sotelo, tutte le forze nazionaliste e conservatrici si coalizzarono dando inizio alla guerra civile. A capo dei ribelli fu posto il generale Franco, che il 30 settembre fu nominato "generalissimo" e capo del governo con sede a Burgos. Si ebbe così la contemporanea presenza di due governi: quello franchista nazionalista (appoggiato dall'esercito, dalla Falange, dell'Alto clero, dagli industriali, dai latifondistie dalle classe medie), dall'altro quello repubblicano, legalmenteletto e guidato dal fronte Popolare, che fu costretto a trasferirsi a Valencia. Era presieduto da Francisco Largo Caballero.
Franco potè fare affidamento sul supporto di Mussolini e Hitler. Mussolini inviò circa 50000 uomini presentati come volontari.
A supportare le forze repubblicane accorsero volontari riuniti nelle Brigate internazionali composte da uomini di diverso orientamento politico. Tra questi erano anche presenti gli antifascisti italiani, esuli in Francia). L'unico paese che sostenne apertamente la Repubblica spagnola fu l'Unione Sovietica di Stalin, che per la prima volta permise ai partiti comunisti di aderire ad alleanze con forze Borghesi estere .

Nonostante il supporto delle Brigate internazionali, repubblicani ebbero gravi contrasti interni. Lo scoppio della guerra civile aveva infatti accentuato le differenti posizioni all'interno del governo repubblicano. Le ali più radicali, in particolare gli anarchici, spingevano in direzione di una rivoluzione sociale basata sulla collettivizzazione delle terre, le altre forze invece intendevano la lotta solo come difesa delle istituzioni repubblicane.
La frattura ideologica sfociò in conflitto armato nel maggio 1937. Nel frattempo la Francia aveva proposto alle maggiori potenze europee un patto di non intervento, a cui aderirono l'Inghilterra e,solo formalmente, l'Italia e la Germania.
Nel marzo 1939 il governo del fronte Popolare fu costretto ad arrendersi al generale Franco, che divenne caudillo, cioè capo Unico della Spagna.
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