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La Germania dalla Repubblica di Weimar alla costituzione del Terzo Reich

Democrazie occidentali tra dopoguerra e “grande crisi”:
Il dopoguerra, periodo di grande crisi, disoccupazione e difficoltà economica fu vissuta diversamente dalle potenze che erano uscite vincitrici dalla I guerra mondiale rispetto alle potenze che ne erano uscite da sconfitte. In Inghilterra, Francia e USA nonostante la crisi si riuscì tramite una politica definita “della stabilizzazione capitalistica” a ricostruire i propri equilibri quando nel Ottobre del 1929 una il crollo della borsa di Wall Street provocò una paralisi internazionale. Per evitare che gli effetti del crollo di borsa americana arrivassero anche in Europa le potenze europee furono costrette ad interrompere i rapporti con le altre potenze, si chiusero nelle proprie barriere doganali e fu necessario abolire il libero scambio. Solo in questo modo le potenze europee poterono affrontare la crisi finanziaria del periodo. Ciò favorì il ceto industriale mentre a farne le spese furono i ceti umili. Questi ultimi prestarono ascolto a partiti che promettevano di assumere la loro difesa contrapponendo alla crisi la retorica del riscatto e i miti della grandezza nazionale. Fu così che in Italia si rafforzò il fascismo e in Germania avanzò il Nazismo.

In Francia nel dopoguerra il governo era formato da coalizioni definite “bleu orizzonte” di centro destra, ostili al comunismo e all’ URSS. Raymond Poincarè fu uno di ministri che si succedette al governo e riuscì a tener fermo il valore del franco a ¼ del suo valore anche durante l’inflazione. Affrontò in maniera ottimale il periodo di crisi tanto che la Francia ne uscì subito e al fine di non doversi preoccupare di una “rivincita tedesca” si crearono intorno a Parigi degli stati che comprendevano “la piccola Intesa”.
In Inghilterra si assistette nel dopoguerra alla caduta del governo dei liberali e all’affermazione di un governo dei Laburisti, laburisti che ottennero la maggioranza parlamentare anche grazie all’instaurazione del suffragio universale anche per le donne. Furono anni caratterizzati da grossi conflitti, oltre alla questione per l’indipendenza Irlandese , si accesero grossi scontri con i minatori che rappresentavano la faccia più turbolenta e feroce del proletariato inglese. I minatori portarono avanti uno sciopero di 7 mesi e richiedevano una nazionalizzazione del settore estrattivo. Il governo di MacDonald riuscì però a rendere vani questi scioperi dei minatori riducendo loro anche il loro diritto allo sciopero. Oltre a ciò il governo di MacDonald riconobbe diplomaticamente l’URSS e estese l’insegnamento gratuito alle classi meno abbienti.
La questione fu molto diversa negli USA. Qui il dopoguerra aveva portato la caduta degli ideali di Wilson tanto che gran parte dell’opinione pubblica aveva idee conservatrici. Nel 1920 i repubblicani salirono al potere e si distaccarono nettamente dalla politica portata avanti fino ad allora da Wilson: innanzitutto negarono la rettifica del trattato di Versailles, abbandonarono la società delle nazioni e si chiusero in un isolazionismo: ci fu una sorta di rifiuto alla politica europee da parte degli USA. Negli anni del dopoguerra il tenore di vita americano si alzò precipitosamente. Questi anni furono definiti “i ruggenti anni venti”, la popolazione aumentò nettamente, l’alta tecnologia permise l’abbassamento dei costi dei beni di lusso tanto che 1 abitante su 5 in America possedeva la macchina( 1/50 in Inghilterra, 1/325 in Italia) . Furono gli anni del consumismo sfrenato in america, cambiarono le usanze, le tradizioni, la moda (si parla di american way of life), la musica (il jazz).
Tutti questi cambiamenti si manifestarono anche in un clima di intolleranza: la paura del rosso portò alla chiusura del partito comunista e i comunisti erano discriminati, la discriminazione si abbattè sugli stranieri tanto che abbiamo il famoso esempio degli italiani Sacco e Vanzetti condannati alla sedia elettrica senza motivo.
La difficoltà delle democrazie: i temi della catastrofe e del rinnovamento:
Già prima della I guerra mondiale la stabilità coloniale Inglese e Francese nel mondo e soprattutto nel pacifico e nell’est Europeo era abbastanza messa in discussione dagli emergenti stati degli USA e Giappone che miravano anch’essi al controllo in quelle zone. Nel dopoguerra a preoccupare ulteriormente gli animi dei francesi e degli inglesi fu l’instaurazione di questo nuovo stato, l’URSS le cui strategie strategico-politiche erano ancora tutte da scoprire e rappresentavano per le potenze europee un altro ostacolo da scavalcare. Ricorderemo inoltre che in questo periodo in europa, in particolar modo in Italia e Germania, ci fu un grande ribollimento culturale: la grande guerra, la crisi economica aveva posto le basi in all’avvento di regimi totalitari come in Italia e in Russia, questi ben appoggiati da un impianto ideologico che vedeva nei miti della catastrofe e della distruzione l’orgoglio nazionale e l’amore della patria [ i decadenti]. In questo periodo inoltre c’è da puntualizzare che si allargarono gli orizzonti della fisica con Enrico Fermi e Marconi, progressi in letteratura con Proust e Pirandello, Picasso rivoluzionò il mondo pittorico e i mezzi di comunicazione di massa misero in rilievo il fatto che ormai la trasformazione della società non riguardava più soltanto una elite ma stava assumendo dimensioni globali.

Rivoluzione e contro rivoluzione in Germania: Novembre 1918-gennaio 1919
Il secondo Reich fondato da Bismarck nel 1870 crollò nel novembre 1918 dopo la sconfitta militare tedesca. Il governo fu assunto da un consiglio dei commissari del popolo mentre nelle città , su modello sovietico, si organizzarono dei consigli di operai e soldati che regolavano la vita civile. Il 9 novembre 1918 venne proclamata la repubblica. Ricordando che un ruolo importante nel paese lo rivestiva ancora il partito socialdemocratico tedesco seguito da gran parte della popolazione. Esso era contrastato però dalla sinistra dai radicali: tra questi troviamo gli “indipendentisti” e i rivoluzionari della “lega di Spartaco” che formarono il primo nucleo del partito comunista tedesco (KPD). Gli spartachisti erano guidati dai leader Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht.

Mentre i socialdemocratici aspiravano ad una democrazia in Germania, pur rifiutando il modello Sovietico, e quindi intendevano convocare un’assemblea costituente , gli indipendentisti e gli spartachisti invece si posero contro la convocazione dell’assemblea costituente sostenendo che i Consigli di Soldati e operai diventassero (come in Russia) la base della nuova democrazia tedesca. Dal momento che un accordo tra le parti non si riuscì ad ottenere si passò nel gennaio 1919 ad una presa di forza: la sinistra tentava di rovesciare il governo socialdemocratico. I socialdemocratici reagirono sopprimendo i manifestanti tanto che durante la “settimana di sangue” i due leader della sinistra Rosa e Karl furono assassinati.
Costituzione della repubblica di Weimar(agosto 1919). Una sfida alla tradizione tedesca?
In conclusione con l’insurrezione spartachista si andò alle elezioni per l’assemblea costituente, elezioni che videro la vittoria dei Socialdemocratici e degli indipendenti. Il 28 giugno si procedette alla rettifica del Trattato di Versailles e la durezza delle condizioni scatenò il putiferio nel paese, la colpa ricadde sui socialisti e comunisti che avevano “pugnalato alle spalle i combattenti”. I lavori per l’assemblea costituente si tennero a Weimar e la costituzione, detta appunto Weimar, fu promulgata l’11 agosto 1919 e proponeva un modello molto avanzato di democrazia Parlamentare. Un Parlamento eletto a suffragio universale( maschile e femminile) avrebbe presentato e attuato leggi approvate però da un'altra assemblea. Poteri particolari erano nell’esecutivo mentre il Presidente della Repubblica , eletto per 7 anni, aveva il compito di scegliere il capo del governo per la formazione del ministero. Inoltre il presidente della repubblica poteva sciogliere le camere e indire referendum pubblici quando lo ritenesse opportuno. Ciò nonostante alcuni storici sostengono che nonostante la nuova repubblica il ruolo e il prestigio dello stato, della banca, dell’industria e dei junker, ossia quei corpi separati che dominavano la società tedesca , continuavano ad avere prestigio e forza tanto che la Repubblica di Weimar venne vista come un compromesso tra la vecchia e la nuova Germania.
La debolezza del nuovo stato fu testimoniata dall’avvenimento che accadde nel Marzo 1920 quando un gruppo capeggiato da Wolfgang Kapp tentò il colpo di stato impadronendosi di Berlino e non fu contrastato dagli organi di stato ma il colpo di stato fallì a causa di una rivolta popolare. A testimoniare la mancanza dello stato fu anche che i fautori del tentato colpo di stato non subirono provvedimenti punitivi.
Il 24 Febbraio 1920 un ex combattente Adolf Hitler illustrò a circa 200 persone le 25 tesi ispiratrici del partito che doveva rimettere in piedi la Germania e portare lo stato tedesco sui principi della Nazione e del Sangue. Il partito Nazionalsocialista era un partito antiparlamentare, anticomunista e antiebraico che doveva portare la nazione ad un futuro in cui la razza degli Ariani si sarebbe dovuta affermare sul mondo. In Questo primo incontro il partito nazionalsocialista ,ricorda Hitler nelle sue memorie, si presentò come il più potente fattore dell’avvenire del popolo tedesco. Si rivotò nel 1920: i socialdemocratici ottennero meno della metà dei voti passati, abbandonarono il governo e la Repubblica sfuggì di mano ai repubblicani.

La repubblica di Weimar: gli ani terribili 1922-23
Usciti dal governo i socialdemocratici la repubblica di Weimar passò nelle mani dei cattolici, dei moderati, del partito tedesco nazionale e del partito tedesco popolare. Nei primi mesi del 1921 le potenze alleate stabilirono che la Germania doveva pagare come spese di guerra l’enorme cifra di 132 miliardi di marchi d’oro in 42 rate annuali. Ciò provocò l’inasprimento della crisi tedesca: l’inflazione tra il 1922-1923 raggiunse soglie incredibili; se nel primo dopoguerra per comprare un dollaro ci volevano 65 marchi nel giro di pochi mesi verso la fine del 1923 un dollaro costava 4000miliardi! Il denaro valeva carta straccia e ciò portò l’intera popolazione sul lastrico. Nel dicembre 1922 Il Weimar chiese alle potenze europee una sospensione temporanea dei pagamenti data la crisi ed esse reagirono con l’occupazione del bacino industriale della Ruhr. Ad aggravare la situazione nel 1923, il più difficile dei due terribili anni, i nazionalsocialisti tentarono il colpo di Stato e Adolf Hitler si impossessò per pochi giorni di Monaco dove proclamò un governo provvisorio. Le forze armate riuscino ad assestare il tutto e Hitler fu costretto ad 1 anno di carcere.
La repubblica di Weimar: gli accordi di Locarno 1925:
Durante la commissione che stabilì le pene per la Germania dopo la I guerra mondiale lo stato più intransigente si dimostrò essere la Francia, mentre USA e Inghilterra si erano manifestate più propense a venire incontro allo stato della Germania promuovendo iniziative per il risanamento dell’economia germanica. Due di queste iniziative furono il piano Dawes e il Piano Young. Si cercò quindi di creare un nuovo spirito di collaborazione tra vinti e vincitori e le prime conquiste si videro negli Accordi di Locarno dell’ottobre 1925 tra il tedesco Gustav Stresseman e il francese Aristide Briand. Gli accordi di Locarno stabilirono l’intangibilità delle frontiere occidentali da parte della Germania e l’anno successivo la Germania fu riammessa nella società per le nazioni. Rimase però aperta la questione per le frontiere orientali motivo per cui si vedrà si arriverà alla II guerra mondiale.
La grande crisi del 1929 apre la strada al nazismo:
Il 1924 fu un anno di ripresa economica dalla grande crisi. L’inflazione aveva provocato la rovina dei ceti medio bassi e l’arricchimento del capitalismo industriale tedesco. Nel 1924 come abbiamo detto la ripresa economica fu segnata soprattutto dai grandi progressi in chimica e nella metallurgia che portarono alla Germania alla “battaglia dei brevetti” tanto che alcune grandi scoperte come la benzina sintetica furono importate in tutto il mondo e rimisero la Germania nell’economia mondiale. Sul piano politico alla socialdemocrazia si contrapponeva l’avanzata della Destra e dei comunisti. La Destra nuova, razzista e violenta era costituita dai nazionalsocialisti aderenti alla NSDAP, il partito di Hitler restava per il momento soltanto una minoranza nel paese. Fino al 1929, alla crisi derivante dal crollo di Wall Street, gli equilibri nel paese rimasero tali. Dopo il 1929 una nuova crisi investì la Germania: numerose industrie furono costrette a chiudere, la produzione calò del 60%, aumentò la disoccupazione e la miseria. I Tedeschi avevano perso la fiducia in uno stato che in un decennio aveva portato loro la sconfitta in guerra, l’inflazione, la crisi, la miseria e ancora la disoccupazione. Parallelamente a ciò la propaganda nazista avanzava proponendo una forma nuova di stato. I nazisti rivendicavano la superiorità biologica tedesca destinata al dominio del mondo. La loro bandiera era la Svastica (simbolo dall’antica India, degli Ariani), un emblema che sostituì la bandiera del Weimar. Il nazismo riusciva a coinvolgere rivoluzionari e conservatori dato che Hitler lo presentava come l’unico movimento in grado di superare la difficoltà del tempo. Lo stato nazionalsocialista doveva essere uno stato Forte, Antiparlamentare, Anticomunista e soprattutto aveva la missione di vendicare i torti subiti dai tedeschi dal trattato di Versailles. Quindi in un periodo di crisi, scioperi, disoccupazioni e rivendicazioni contro uno Stato non efficiente furono in molti a dare adesione al partito nazionalsocialista di Hitler tanto che alle elezioni del 1930 esso ottenne più di 7 milioni di voti. A pochi mesi di distanza si dimostrò che il NSDAP di Hitler era divenuto il primo partito sulla scena politica tedesca tanto che il 30 Gennaio 1933 il presidente della repubblica fece capo del governo Hitler col compito di formare il nuovo governo.

Eliminazione delle opposizioni e conquista del potere:
Poiché la costituzione del Weimar prevedeva per la formazione di un nuovo governo le elezioni, esse si tennero il 5 Marzo 1933. Pochi giorni prima però un incendio distrusse la sede del Parlamento, ovviamente fu una provocazione nazista ma Hitler approfittò dell’accaduto per incolpare i comunisti reprimendo e ostacolando la campagna elettorale a tutte le opposizioni. Ciononostante Hitler non ottenne quella maggioranza parlamentare che gli avrebbe permesso un governo di maggioranza assoluta ma un governo di coalizioni come nei precedenti casi, ma Hitler esigeva il potere totalitario così il 23 marzo si presentò al Parlamento con un documento che richiedeva lo scioglimento del Parlamento per 4 anni e i quali poteri sarebbero passati nelle mani del Capo dello stato. La presa di potere di Hitler fu assecondata da un referendum dove 441 voti favorevoli riconoscevano pieni poteri al suo partito. Ma inizialmente il partito nazionalsocialista non presentava un blocco unitario: parte della sua sinistra che rivendicava “una seconda fase anticapitalistica della rivoluzione” e capeggiata da Ernst Rohm comandante della SA e che aveva oltre 2 milioni di seguaci gli si contrapponeva. Di fronte alla prospettiva di una lacerazione interna che avrebbe investito tutta la società tedesca Hitler reagì con un atto di forza tremendo: ordinò all’ SS l’esecuzione di una terribile “purga”. Rohm fu trucidato insieme ad altri comandanti della SA il 30 giugno 1934 nella notte ricordata come “la notte dei lunghi coltelli”. Il 2 agosto 1934 morì Heidenburg il presidente della Repubblica e la notte stessa della sua morte la stampa fece presente che il giorno prima una nuova legge approvata dal presidente della repubblica unificava la carica di presidente della repubblica a quella di Capo del governo cosicchè Hitler assunse il potere supremo di capo di Stato e comandante delle forze armate. Da allora Hitler fu designato col nome di Fuhrer e cancelliere del Reich.

Costituzione dello stato totalitario:
Diventato ormai il solo a governare in Germania, Hitler volle quello che fu chiamato un “adeguamento” delle istituzioni ossia un rimpiazzamento delle vecchie strutture democratiche con organismi totalitari del terzo reich. Egli quindi intendeva trasformare una società libera come quella tedesca in una “comunità di popolo” obbediente ad un unico capo illuminato. Per fare ciò oltre ad eliminare dalla scena politica la concorrenza e quindi gli altri partiti, che vennero dichiarati tutti illegali riconoscendo il partito nazionalsocialista quale unico partito tedesco, escluse dalla comunità tedesca tutti i cittadini stranieri e quindi tutti quelli che non vantavano una discendenza ariana. In particolar modo il nazismo di Hitler fu caratterizzato dall’antisemitismo ossia da un profondo odio verso gli Ebrei che vennero ritenuti responsabili della morale da servi che regna nel mondo. Nel 1935 le leggi di Norimberga si rivolsero contro gli ebrei tedeschi e rappresentarono la premessa delle persecuzioni che si sarebbero poi concluse con lo sterminio nei campi di concentramento.
Le persecuzioni avevano lo scopo della “difesa della razza” che Hitler aveva posto alla base del suo movimento: oltre agli ebrei furono perseguitate le persone portatrici di handicap, gli omosessuali e furono sterilizzate persone portatori di malattie ereditarie. Queste persone “malsane” impedivano l’affermarsi del “popolo eletto” ossia quello di razza ariana. Le persecuzioni ai diversi si è riscontata anche nell’arte dove tutte le opere ,dagli scritti ai quadri, che manifestavano uno spirito democratico o tendenze di sinistra furono distrutte e sostituite da quell’arte ideata dallo stesso Hitler e definita nazionalsocialista. Luoghi caratteristici della Germania nazista furono i Lager, dei veri e propri campi di concentramento presieduti dall’SS in cui venivano deportati i prigionieri politici, gli ebrei e i portatori di Handicap e da cui in molti non hanno più fatto ritorno alle proprie famiglie. Molti oppositori al nazismo furono costretti alla fuga e tra i quali ricorderemo Einstein,Mann e Brecht. Il regime non fu contrastato dalle classi popolari perché Hitler attraverso un piano ben studiato era riuscito ad accattivarsi le masse proletarie in quanto era riuscito a risollevare la Germania dalla crisi tanto che la disoccupazione passò da 6 milioni a mezzo milione e soprattutto grazie ad un sontuoso lavoro di lavori pubblici e di edilizia statale e privata. La Germania era riuscita a realizzare l’autarchia ossia un’autosufficienza tale da rendere la Germania indipendente dagli altri stati.

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