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Storia dei Nazisti

Alla fine della prima guerra mondiale, la Germania attraversò una crisi. Il più forte partito tedesco, il partito social-democratico (SPD) chiedeva la pace e la fine dell’assolutismo monarchico.
Alla fine di ottobre del 1918 ci fu una rivolta: l’imperatore fuggì e il 9 novembre 1918 venne proclamata la repubblica. Però i comunisti della lega di Spartaco nel gennaio 1919 tentarono di guidare un’insurrezione, ma su respinta dall’esercito. La repubblica tedesco intanto trasferì la sua capitale a Weimar e naque la repubblica di Weimar, che diede una nuovo costituzione democratica.
La Germania divenne una repubblica parlamentare e federale: fu divisa in 17 lander (regioni) parzialmente autonomi e i social-democratici vinsero le elezioni del 1919.
La Germania venne considerata nei trattati di pace come unica responsabile della guerra e fu costretta a pagare ai vincitori un enorme risarcimento. Per questo la Germania cadde in una crisi economica gravissima. Per questi motivi molti aderirono ai partiti della destra nazionalista. Secondo i nazionalisti e conservatori, la sconfitta era dipesa dal tradimento dei comunisti e dei pacifisti.

A partire dal 1924 la Germania ottenne prestiti dagli Stati Uniti e così l’economia tedesca di riprese, iniziando a pagare i danni di guerra.
Ma il grande crollo del 1929 colpì a morte la repubblica di Weimar. La disoccupazione crebbe enormemente: migliaia di piccole industrie fallirono; questo fece rafforzare sia l’estrema sinistra che l’estrema destra e nelle elezioni del 1930 si rafforzarono i comunisti e soprattutto i nazisti di Hitler.
Il programma dei nazisti il cui capo era Adolf Hitler fu ispirato fin dall’inizio da una ideologia nazionalista, antidemocratica e razzista. Hitler disprezzava la democrazia e il metodo parlamentare: secondo lui il rispetto delle libertà individuali non era importante, ciò che contava era l’interesse della nazione.
Il punto centrale dell’ideologia nazista era l’idea che la razza ariana fosse superiore alle altre. Il compito della razza ariana e dei tedeschi in particolare era quello di sottomettere le razze ‘inferiori’.
In particolare, gli slavi andavano ridotti in schiavitù, mentre gli ebrei dovevano essere eliminati.
Per realizzare questo programma doveva nascere un nuovo reich, cioè un nuovo impero. Per diffondere il vero spirito ariano venne utilizzato il cinema, la stampa, la radio e l’arte.
Nel 1932 i disoccupati arrivarono a 6.000.000, il parlamento non riusciva ad avere un governo, tantoché nell’arco di pochi mesi si svolsero ben 3 elezioni.
Gli industriali, gli agrari e l’esercito, decisero definitivamente di appoggiare i nazista, perché pensavano che Hitler fosse l’unico in grado di salvare il paese. Nelle elezioni di novembre i nazisti vinsero.
Il 30 gennaio 1933 il preside Hindenburg affidò a Hitler l’incarico di formare un nuovo governo, gli diede cioè la carica di cancelliere (primo ministro). Nel 1934 Hindenburg morì e Hitler divenne anche il capo dello stato, divenne il fuhrer.

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