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L'età di Stalin

L'età di Stalin si struttura su diverse fasi. Egli non divenne subito il personaggio più importante del partito dopo la morte di Lenin, ma acquisì sempre più importanza su tutti gli altri membri grazie a una accurata azione politica.

Dopo il 1918 è vero che c'era una dittatura bolscevica, ma all'interno del partito c'era una grande collaborazione: Lenin era come un primo tra primi, egli non aveva il potere assoluto nelle sue mani, ma doveva sempre confrontarsi con gli altri membri: non impose mai il suo volere prepotentemente, ma la maggior parte della volte doveva ricorrere alla sua abilità dialettica.
Per esempio Lenin è stato colui che volle la pace brigantesca/cartaginese di Brest Litovsk e riuscì a convincere gli altri bolscevichi ad accettare necessariamente le condizioni imposte dalla Germania. Altro esempio è costituito dal fatto che Lenin rispettò il punto della “fine della guerra” tra le Tesi di Aprile impiegandoci tre mesi a convincere tutti i membri. Quindi nel partito comunista si decideva ancora per maggioranza, anche se attuava una dittatura sul paese. Un altro esempio dell'abilità di Lenin nel convincere i membri fu la NEP, contro il comunismo di guerra. Fin che visse Lenin, all'interno del partito ci fu un governo collegiale. Lenin era soltanto il più rilevante tra gli altri.

Stalin si trovò quindi in questo governo collegiale, e dovette aspettare anni prima di poter instaurare un governo di tipo personale. Stalin fu poi identificato come dittatore della Russia, ma primo di questo dovette superare il partito. Egli fece in modo che il governo gli conferisse sempre maggiori deleghe di potere, senza agire in modo improvviso e violento. La sua ascesa può essere semplificata attraverso una divisione tripartita delle fasi:
1. Dal 24 al 27 Stalin continua la politica di Lenin (NEP).
2. Dal 27 a 34 Stalin attua una repressione fortissima verso l'opposizione a cui si affianca la rivoluzione industriale. Boom economico, mobilità sociale.
3. Dal 34 al 39 riesce a concentrare il potere nelle sue mani. Dal 40 in poi la situazione Russa sarà strettamente legata alla II Guerra Mondiale.

Nel 24 Stalin era solo un segretario del partito comunista e c'erano personaggi più rilevanti rispetto alla sua persona. In questo periodo comincia comunque la sua scalata, sebbene tra diversi problemi: l'Unione Sovietica nel 1924 era molto fragile.

Dal 24 al 27

Problemi
1_ Il primo problema fu il fallimento dei moti rivoluzionari comunisti in Europa negli anni ’20. L'orientamento politico comunista fallì in tutta Europa perché la maggioranza non nera favorevole a una svolta bolscevica. Ciò impauriva il partito poiché il fatto che il comunismo fosse presente in un solo stato lo rendeva molto debole. Se più paesi fossero stati filo-comunisti si poteva instaurare una coalizione economica e militare.

C'erano in quel periodo dei funzionari che erano incaricati di aiutare e sostenere tutti i partiti comunisti sparsi per i diversi paesi nel mondo, sia in occidente che in oriente. Il sostegno era principalmente economico. Tuttavia questi tentativi di boicottaggio fallirono. Per queste ragioni i comunisti erano mal visti da tutti gli stati europei.

2_ Inoltre la Russia era stata fortemente indebolita dalla Grande Guerra. Le industrie era poche, solo quelle lasciate dallo Zar e durante la guerra produssero per la maggior parte armamentario bellico, iniziò quindi un lento processo di conversione della produzione.
La popolazione era stata fortemente colpita per gli stessi motivi da una lunga carestia, che la mise in ginocchio.

3_ Oltretutto vi era ancora il timore di un altro conflitto internazionale per spazzare via il comunismo. Secondo gli storici questo timore era giustificato. Nel 18 infatti ci fu uno sbarco di truppe straniere in territorio sovietico per impadronirsi di zone strategiche. Quando finì la guerra le queste truppe furono ritirate, visto la situazione di confusione all'interno della Russia; si pensava che il comunismo sarebbe morto poco dopo. Quando però si accorsero che i bolscevichi vinsero e presero il potere, incominciarono a imporre nei confronti dell'Unione Sovietica il così detto “Cordone Sanitario”. Questo cordone era una sorta di isolazionismo economico forzato da parte degli stranieri nei confronti della Russia, la quale venne proprio isolata dal punto di vista economico, diplomatico e politico e tutto ciò intimorì il partito.

La questo timore era anche accentuato anche dal fatto che non sarebbe stata in grado di difendersi militarmente, a cause dell’arretrata industrializzazione. (Questo timore portò nel '39 a un patto pubblico con la Germania Hitleriana, anche se Russia e Germania erano ideologicamente contrarie.)

Situazione Economia
I comunisti si resero allora conto che l'unico modo per sopravvivere ed affermarsi era quello di industrializzarsi e fiorire economicamente.
La NEP aveva migliorato il parte la situazione, ma da solo non aveva le possibilità di lanciare a livello industriale l'Unione, che rimaneva principalmente agricola e povera.
La NEP proseguì fino al 1927 (dal '21), anni in cui c'era stato l'isolazionismo da parte degli altri stati. Inoltre c'erano difficoltà nel mercato stesso: la produzione si basava ancora su metodi tradizionali arretrati, mentre il mercato richiedeva una produzione a livello industriale.
La NEP era soltanto utile a tenere a bada i contadini. Stalin tuttavia mantenne la NEP ancora per qualche anno, nonostante le difficoltà, perché si rese conto che dopo la morte di Lenin per avere un certo consenso, bisognava mantenere la linea politica di Lenin, che per molti fu il padre dell'Unione Sovietica. Stalin volle essere visto come il continuatore di Lenin.

La situazione economica fu aggravata da due crisi a forbice nel '23 e nel '27, che non dipendevano da scarsi raccolti, ma dal fatto che i contadini non misero sul mercato le eccedenze, per non far diminuire i prezzi. I contadini si facevano in sostanza i loro interessi, ovvero non vendevano quando non era conveniente. Perciò sul mercato ci fu poco grano, che causò una mini carestia, mentre i contadini aspettarono il rialzo dei prezzi. Il governo non fu in grado di risolvere la questione a causa della stessa NEP.

Obbiettivi
Gli obbiettivi dell'URSS negli anni ’30 erano quelli di:
• Affermare il socialismo nel mondo
• Migliorare le condizioni del paese
• Difesa militare: l'unione sovietica doveva raggiungere il livello delle altre potenze per potersi difendere. La sua debolezza era dovuta ad una carenza di risorse tecnologiche. Inoltre si trovava indifesa dopo le sconfitte in guerra e la rivoluzione.
• Indipendenza del paese dal punto di vista economico e politico. La Russia era autosufficiente ma mirava ad esportare i suoi beni. Era necessaria un'industrializzazione, per sopportare la concorrenza dei paesi capitalisti.
Per raggiungere questi obbiettivi si resero conto che era necessaria una salda base economica e industriale.

Dal 27 al 39

Crisi in politica estera
Nel '27 si creò un improvviso stato di panico in Russia per la possibilità di essere assalita dai paese europei, a cause delle crisi in politica estera: sembrava che mancasse al partito bolscevico la terra sotto i piedi. Queste crisi consistevano nella rottura dei rapporti diplomatici con Inghilterra e Polonia e cade il partito comunista in Cina.
In Polonia, dove c’erano grandi sentimenti antisovietici, vene assassinato l'ambasciatore sovietico e si pensò che anche il governo fosse implicato.
In Inghilterra invece l'ambasciatore sovietico fu invitato a tornare in Russia dopo l’incidente diplomatico minatori in Galles. Questi minatori per settimane non si presentarono al lavoro e furono appoggiati economicamente dall'ambasciata russa. Il Governo Inglese non ci misero tanto a scoprire lo zampino sovietico.
Mentre in Cina ci fu la rottura con il partito comunista.

Provvedimenti economici
A questo punto Stalin si decise a cambiare economia e abolì la NEP. Ci fu allora questa svolta economica nel '27, attuata nel '28.

Venne sostanzialmente introdotta un’industrializzazione forzata attraverso i così detti piani quinquennali, pianificata a tavolino dagli economisti. I nuovi ordini poi dovettero essere diffusi nelle campagne e presso i borghi industriali.
Con questi piani iniziarono ad esserci grandi investimenti nel settore secondario ma era necessario coinvolgere anche il settore agricolo. I contadini non dovettero più coltivare per la NEP, ma dovettero iniziare a produrre in modo capitalistico, in modo da avere il sostentamento necessario per la popolazione e un surplus da mettere sul mercato estero.
Si applicò in pratica una sorta di collettivizzazione delle terre, in cui i contadini diventavano dipendenti statali salariati.
Non tutti contadini accettarono queste imposizioni perché in sostanza perdevano autonomia e la loro terra diventava di proprietà dello stato, così come i prodotti. Questa opposizione venne risolta da Stalin con una forte repressione, chiamata “dekulakizzazione”. (I kulaki erano i contadini agiati, coloro che potevano permettersi dei braccianti per le loro terre. La deculatizzazione significa la lotta contro i culati, che ostacolano l'industrializzazione) Questa repressione fu molto pesante che non venne accettata: ci furono deportazioni, fucilazioni. Vennero anche spostati molto contadini là dove era necessaria manodopera. Questa repressione creò anche indignazione nell'Europa Occidentale.

Ci fu inoltre un'epurazione del partito comunista, con la quale vennero espulse le figure scomode per l’ascesa di Stalin
Si diffuse una morale comunista, grazie ad una fervente propaganda avviata dal partito per esaltare il comunismo, il collettivismo e instaurare valori di sacrificio per la madre patria.
Nasce per esempio in questo periodo lo Stakanovismo, da episodi veri. Nelle fabbriche vennero istituite delle gare tra gli operai a chi produceva di più. Alla fine il vincitore veniva premiato e veniva considerato eroe del comunismo. Ci fu in particolare un minatore, Stakanov, che divenne famoso a livello nazionale, tant'è che venne citato su giornali. Egli divenne famoso anche a livello internazionale, fino a che prendiamo il suo nome oggi per identificare persone operose.

I risultati furono ottenuti nel '39, nonostante i grandi sacrifici.
Nel '39 venne conosciuta dalla popolazione la mobilità sociale. Fino al 27 non c'erano possibilità di miglioramento sociale ed economico per la maggior parte della popolazione. Per esempio molto contadini si recarono in città per la richiesta di manodopera, e cambiarono di conseguenza le loro condizioni economiche.

Non mancarono comunque i problemi, perché questa fu una rivoluzione decisa dall'alto e non dal mercato: è un'economia di comando, è lo stato che impone le regole di mercato, è lo stato che produce per se stesso.
Principalmente i problemi derivavano dalla scarsa qualificazione della manodopera e dalla poca esperienza del quadro dirigenti.
I risultato di questa rivoluzione economica fu che l’URSS divenne all’inizio della Seconda Guerra Mondiale una delle prime potenze mondiale nel settore industriale, almeno per quanto riguarda l’industria pesante.

Politica interna
Fu sviluppato un apparato di polizia politica, che controllava ideologicamente la popolazione.
Furono potenziati inoltre i gulag, ovvero i campi di prigionia già presenti in epoca zarista. Questi campi di concentramento vennero molto sfruttati dal governo sovietico.
Venne avviata una grande propaganda che esaltava il comunismo e la personalità di Stalin come padre dello stato sovietico.
Furono conferiti a Stalin sempre maggiori poteri; persino dei suoi collaboratori permisero la sua ascesa al potere, portando inevitabilmente alla dittatura personale. Il partito assunse una struttura verticistica e centralizzata.
Vennero anche fatte scrivere elenchi di termini ed espressioni. Fu in pratica cambiata la nomenclatura, in tutti i settori.

Cu furono poi una serie di processi, seguiti dalla stampa e pubblicizzati all'estero come una vera e propria epurazione. Questa epurazione, che era già iniziata nel 27, divenne più intensa del 34, che prevedeva l'eliminazione dal partito di oppositori veri o presunti. Il quadro dirigente del partito venne tagliato e riorganizzato.
Ciò che lasciò perplessa l'opinione pubblica occidentale fu l'alto numero di processi.
I processati venivano anche ricattati se non leggevano in pubblico l'elenco dei loro crimini.
Non bisogna però pensare che Stalin avesse mania di persecuzioni, egli voleva eliminare quelle persone prestigiose che erano state compagne di Lenin e avevano fatto la rivoluzione, potenziali oppositori di Stalin.

Gli obbiettivi dell'Unione Sovietica fu comunque quella di difendere il paese; mantenere una pace si interna che esterna e sostenere i partiti comunisti all'estero. I Russi volevano evitare guerre di tipo capitalistiche.

Stalin stipulò con Hitler una patto di non aggressione. Inoltre con la seconda parte del patto si divisero l'Europa dell'Est. Stalin adottò comportamenti tipici del '700: diplomazia segreta, principio dell'equilibrio (mantenere le potenze al pari di forze). Questo patto era molto favorevole sia a Hitler che a Stalin, tuttavia Hitler era più crudele di Stalin.

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