Il Boom economico

Gli anni che vanno dal 1950 al 1970 saranno ricordati per sempre con il nome di ‘’miracolo economico Italiano ’’.
Fu un’evoluzione tale da aver permesso la modifica economica, sociale e culturale del Paese in maniera totale. (mutò il modo di intendere il lavoro, il tempo libero, i rapporti umani, in poche parole la vita stessa).
Le cause scatenanti furono molteplici, come l’abbandono della politica protezionistica, la costruzione di nuove infrastrutture, l’avanzamento tecnologico, ma soprattutto la disponibilità di manodopera a basto costo e a bassa conflittualità (data la presenza sul mercato di un gran numero di lavoratori in cerca di un impiego).
Fu un processo di sviluppo che portò una società strettamente legata all’agricoltura, a divenire una società legata prettamente all’industria; non fu un processo organizzato dallo stato, ebbe carattere spontaneo, e infatti lo stato non poté controllare gli squilibri che questo passaggio stava portando.

L’industria Italiana era ancora orientata verso la produzione di beni primari.
Le fabbriche fino ad allora erano concentrate nel cosiddetto ‘’Triangolo Industriale’’ (Torino- Milano- Genova) che assorbivano poca mano d’opera e prettamente dalle regioni del triangolo stesso.
Dalla seconda metà degli anni 50 tutto il sistema economico entrò in movimento, e con esso la società stessa:
Raddoppiarono gli investimenti per la produzione di macchinari e impianti industriali soprattutto nel settore Chimico – Metalmeccanico, e il cardine di questo sviluppo industriale fu l’esportazione, una novità estremamente importante per un paese che precedentemente era a malapena in grado di provvedere al soddisfacimento interno del proprio mercato.
Fino allora, infatti, l’unica esportazione rilevante da parte dell’Italia era la forza-lavoro in esubero (emigranti); negli anni del BOOM questo fenomeno iniziò a calare drasticamente mentre lasciò spazio ad un nuovo fenomeno conosciuto come ‘’ le migrazioni interne ‘’.
Migliaia di Italiani lasciarono i propri luoghi d’origine per partire verso le grandi città lasciando alle spalle le campagne che erano coltivate da generazioni, speranzosi solo di riuscire a intraprendere la tanto sperata vita dinamica nelle nuove città industrializzate. Fu un vero e proprio rimescolamento all’interno stesso della nazione. (il flusso proveniente dal sud era così forte che alla fine degli anni 60 Torino divenne la 3° città ‘’meridionale’’ più grande dopo Napoli e Palermo) grazie allo sviluppo di questi anni, la maggioranza della popolazione poté, per la prima volta, vestirsi e mangiare adeguatamente, vivere in case dignitose e spostarsi liberamente; ma nonostante la forte attrazione verso questo modello di vita cittadino, lo spostamento in realtà fu molto drammatico, fu la vicenda di chi cercò in tutti i modi di sfuggire alla miseria, andando a vivere in baraccati, dato che non vi erano infrastrutture adatte ad accogliere tutto questo flusso di persone, solo più tardi vennero costruiti i ‘’palazzoni’’ in periferia, che almeno assicuravano un’abitazione decente. (Pasolini diede un concreto esempio di questo fenomeno in ‘’Una Vita Violenta’’)
-La famiglia fu l’istituzione che subì le più evidenti trasformazioni: diminuirono i membri e i legami di parentela; aumentò la privacy, ma diminuì la socialità; nella famiglia donne e giovani cominciarono ad acquistare maggiore libertà.
-Con l’aumento dell’età scolare si inizio ad affermare tutto un ceto di professionisti, pubblici e privati, dell'industria e del commercio. La classe media si ingrandì, si aggiunsero nuove professioni tipiche della società industriale, come idraulici, elettricisti, meccanici, ed insegnanti (reclutati in gran numero per l'aumento del numero della popolazione scolastica).
Vi fu un a vera e propria Americanizzazione dell’Italia. E sarà proprio il carattere alienante del consumismo a portare gli individui alla "solitudine di massa", e la standardizzazione del gusto tramite i mass-media. Una comunità di persone dove, pur vivendo accanto a centinaia di altri individui, ogni bisogno è sentito come privato.
Gli intellettuali o si integrarono con i nuovi modelli culturali imposti dal mercato, oppure li contestarono, spesso con grande lucidità, (come nel caso di Pasolini), che comunque non riuscirono a dominare la situazione, né ad indicare una alternativa percorribile.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email