Mongo95 di Mongo95
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Si tratta dell’esperienza della Costituzione di Cadice, carta varata nel 1812 che segna il momento di rottura con l’antico regime. Si è sempre dibattuto se fosse democratica, liberale. Si tenta anche di comprenderne il soggetto politico: rivoluzionari come quelli della rivoluzione francese della prima ora, oppure dei liberali. Se prevede una monarchia costituzionale effettiva oppure una repubblica democratica. In essa per la prima volta sono posti provvedimenti e misura a sua stessa difesa. Non un moderno controllo di costituzionalità, ma i primi segni di tale istituto.
È un momento in cui la Spagna, dopo anni di guerra contro la Francia, ritorna a pensare a sé stessa e alla propria forma di governo, riallacciando anche i contatti con i territori d’oltremare, chiamandoli alla partecipazione politica. Si tratta dell’inizio dello stato liberale spagnolo dopo la monarchia assoluta del Seicento e Settecento. Una nuova vita costituzionale, in cui si tentanto di costruire istituzioni nuove e del tutto diverse a rappresentanza del popolo, liberamente elette. Scritta tra il 1810 e il 1812, rimane in vigore nemmeno fino alla fine della sua applicazione, eliminata dal ritorno del monarca nel 1814. Un clima di restaurazione che perdura fino al 1821, quando viene nuovamente applicata.

Tema centrale è quello delle incompatibilità parlamentari, divenendo punto di riferimento per le costituzioni ottocentesche. Incompatibilità parlamentare con coloro che lavorano al servizio del Governo e dell’amministrazione del Re. È un segnale di profonda sfiducia nei confronti dell’esecutivo, per preservare il legislativo dalle sue degenerazioni. O ancora maggiormente legata a problematiche di corruzione e concussione. Le incompatibilità non ci dicono soltanto sul rapporto che si intende instaurare tra parlamento e governo, ma anche sulla società stessa.
L’assemblea costituente si era radunata in condizioni molto difficili durante l’invasione napoleonica. C’è quindi chi teorizza che queste norme di incompatibilità furono, nella fretta, copiate pari pari dalla costituzione francese del 1791, o del 1795. Quindi il movimento rivoluzionario spagnolo è accusato di aver copiato e applicato una costituzione straniera, cioè di non essere stato vicino alle esigenze del proprio popolo. O per lo meno non a sufficienza per scrivere una propria costituzione. Quindi carta che non è davvero frutto della Costituente, con l’attenuante dello stato di guerra e l’isolamento del luogo dell’assemblea. In ogni caso, la nascita della Nazione spagnola nella sua unità poggia su di una Costituzione non del tutto originale, creata da costituenti non certamente rivoluzionari.
Un precedente è la Costituzione di Bayonne, voluta da Giuseppe Bonaparte una volta posizionato dal fratello Napoleone a re di Spagna. In questa, di incompatibilità, nessuna traccia.

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